Prima la Reggina, in fondo tutte le altre. Nell’autunno del 2026 la classifica del calcio calabrese si legge al contrario: le squadre calabresi che stanno vincendo sono quelle che giocano più in basso, in Serie D. Catanzaro, Cosenza e Crotone, tutte tra i professionisti, occupano invece le ultime tre posizioni dei rispettivi campionati.
Dopo sei giornate gli amaranto guidano il girone I con 15 punti: cinque vittorie consecutive, 15 gol segnati e nessuno subito, prima dell’1-0 incassato domenica a Trapani, contro una squadra appena retrocessa dalla Serie C dopo una stagione chiusa con 25 punti di penalizzazione. Con un solo gol al passivo, la Reggina resta comunque la miglior difesa del girone.
Il quadro cambia del tutto quando lo sguardo sale di categoria.
Vibonese, l’altra calabrese che corre
A due punti dalla Reggina c’è un’altra calabrese. La Vibonese è seconda con 13 punti, a pari merito con il Sambiase: quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta, con 15 gol segnati, gli stessi degli amaranto, che fanno dei rossoblù il miglior attacco del girone insieme alla Reggina.
È una piazza che conosce il calcio professionistico: la Vibonese ha giocato in Serie C dal 2018 al 2022 prima di tornare in Serie D, e nel 2023/24 ha chiuso il girone I al terzo posto, una posizione davanti proprio alla Reggina. Dopo sei giornate, come raccontano i risultati dell’ultimo turno, è la prima inseguitrice della capolista.
Catanzaro, da una finale per la Serie A al terzultimo posto in B
Il caso più clamoroso è quello del Catanzaro. A fine maggio i giallorossi erano a novanta minuti dalla Serie A, dove non giocano dal 1983. Quinti nella stagione regolare con 59 punti, avevano eliminato l’Avellino con un 3-0 al Ceravolo e il Palermo, battuto 3-0 all’andata con una doppietta di Iemmello nei primi quindici minuti e capace di vincere soltanto 2-0 al ritorno al Barbera.
La finale con il Monza è stata la più crudele possibile. All’andata, in casa, la squadra di Alberto Aquilani ha perso 2-0. Al ritorno ha vinto 2-0 a Monza, pareggiando il conto dei gol: non è bastato, perché a parità di risultato complessivo è salito il Monza, terzo in campionato e meglio piazzato.
Quattro mesi dopo il Catanzaro è un’altra squadra. Con Giorgio Gorgone in panchina ha raccolto 3 punti nelle prime cinque giornate di Serie B: l’unica vittoria è l’1-0 sulla Carrarese, poi quattro sconfitte, contro Vicenza per 3-2, Pisa e Sampdoria per 2-1 e Südtirol per 2-0. Cinque gol fatti, nove subiti, diciottesimo posto: dietro ci sono soltanto la Juve Stabia, che sconta quattro punti di penalizzazione, e la Carrarese.
Cosenza, otto partite senza vincere
Ancora più pesante la situazione del Cosenza. Nel 2025 i rossoblù sono retrocessi dalla Serie B alla Serie C, ultimi con 30 punti e quattro di penalizzazione per irregolarità finanziarie. La scorsa stagione erano ripartiti bene, quarti nel girone C con 67 punti dietro Benevento, Catania e Salernitana, ma senza riuscire a risalire.
Il nuovo campionato è cominciato nel modo peggiore. Dopo otto giornate il Cosenza è penultimo con 2 punti, frutto di due pareggi e sei sconfitte, con 5 gol segnati e 18 subiti. L’ultima è arrivata domenica al Marulla: 0-2 contro il Foggia, con le reti di Ravasio e di Petito al sesto minuto di recupero. Otto partite, nessuna vittoria.
Crotone, ultimo per una penalizzazione
Il Crotone è un caso a parte, perché la classifica racconta solo metà della storia. La squadra pitagorica era tra le più regolari del girone: quarta nel 2024/25 con 54 punti, sesta nel 2025/26 con 61, due volte ai playoff senza mai trasformarli in una promozione.
In estate è arrivata una penalizzazione di sei punti per violazioni amministrative, emerse dai controlli sui conti delle società. Sul campo, in otto giornate, il Crotone ha raccolto 6 punti con una vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte. L’unico successo, il 2-1 alla Salernitana, è servito appena ad azzerare il meno sei; una settimana dopo il Catania lo ha rimontato al Massimino con il gol di Coda al 94′. Oggi è ultimo, a quota zero.
Un anno e mezzo fa la mappa era un’altra
Basta tornare alla primavera del 2025 per misurare il ribaltone. Il Catanzaro chiudeva sesto in Serie B e andava ai playoff, il Cosenza, ultimo nello stesso campionato, scendeva in Serie C, il Crotone era quarto in Serie C. Dodici mesi dopo il Catanzaro si è giocato la Serie A fino all’ultimo minuto, il Cosenza è tornato nelle zone alte della Serie C senza risalire, il Crotone è rimasto ai margini della corsa alla promozione.
Oggi tutte e tre sono in fondo. E nel frattempo la Reggina, esclusa dalla Serie B nell’estate del 2023 e ripartita dalla Serie D, dopo tre stagioni passate a rincorrere, quarta nel 2023/24, seconda nel 2024/25 a un solo punto dal Siracusa e terza nel 2025/26, sempre fermata ai playoff, ha cominciato questa da capolista. Un avvio tale che a settembre, guardando il resto del girone I, ci eravamo chiesti chi potesse fermarla.
Il paradosso del calcio calabrese
È qui il paradosso. La squadra calabrese che oggi domina la propria categoria è quella della città più grande della regione, con nove campionati di Serie A alle spalle, ed è anche la più lontana dal calcio che conta: la Serie D è il quarto livello, non il secondo. Sarebbe sbagliato, però, dire che la Reggina abbia già superato le altre. Le categorie restano quelle, e la distanza tra una capolista di Serie D e una terzultima di Serie B si misura in anni, non in punti.
Il dato vero è un altro: il calcio calabrese ha perso una gerarchia. L’ultima squadra della regione in Serie A è stato il Crotone nella stagione 2020/21; la Reggina non ci gioca dal 2009, il Catanzaro dal 1983. Oggi nessuna può dirsi la prima potenza della Calabria: la classifica dice una cosa, la storia un’altra, le categorie una terza.
La Reggina vuole tornare tra i professionisti, il Catanzaro deve rialzarsi per tornare a pensare in grande, Cosenza e Crotone prima di tutto devono uscire dalla crisi. E il prossimo capitolo si scrive proprio tra le prime due: domenica 11 ottobre alle 15 al Granillo la Reggina ospita la Vibonese, in una sfida tutta calabrese per la vetta.
Studente di Scienze Economiche e praticante giornalista, si occupa di calcio nazionale e internazionale con particolare attenzione alla Reggina 1914. Affianca l’attività giornalistica all’analisi economico-finanziaria della società, valorizzando le competenze maturate nel percorso universitario nella lettura dei bilanci, degli aspetti gestionali e delle prospettive progettuali del club.




