La Serie D non concede lunghi tempi di attesa, particolarmente in questa annata, dove quattro giornate, distribuite in poco più di due settimane, sono bastate per dare al girone I una prima fisionomia.
Senza dubbio sarebbe prematuro trarre già delle conclusioni o azzardare previsioni, dal momento che mancano ancora ben trenta giornate alla fine del campionato, ma è già possibile fare alcune considerazioni, alla luce dei messaggi chiari espressi dai campi di gioco.
La Reggina ha già preso il comando
Partendo da casa nostra: già solo le statistiche sono eloquenti e raccontano un avvio impeccabile, caratterizzato da una Reggina che ha saputo imporsi con continuità, senza contare soltanto sulla qualità dei singoli, ma creando una compagine compatta e coesa; elementi che mancavano nella passata stagione e hanno condotto agli esiti che tutti conosciamo.
Il 3-0 di Lamezia ha avuto un valore ulteriore, perché maturato in trasferta, in un campo difficile e dopo un calendario già intenso (consultalo qui). Nonostante questo, gli amaranto hanno mantenuto ordine, lucidità e un grande tasso tecnico, a dispetto di una superficie di gioco insidiosa, ma soprattutto hanno mostrato, per l’appunto, quella compattezza che, fin qui, ha reso la loro porta l’unica ancora inviolata dell’intera Serie D.
Le altre formazioni del girone I hanno dimostrato una levatura tecnica e tattica nettamente inferiore a quella della Reggina, che si candida ufficialmente a rivestire il ruolo di “ammazzacampionato” che è spettato al Trapani tre anni fa.
Nuova Igea Virtus e Sambiase tengono il passo
Al netto di questa considerazione e del facile entusiasmo, la prudenza è d’obbligo. Infatti, la Nuova Igea Virtus e il Sambiase sono a quota dieci (qui la classifica), a soli due punti dalla squadra di Marchionni. In particolare, i giallorossi hanno scelto la via del calcio offensivo, producendo gol, ritmo e partite spesso ricche di episodi, ma mostrando, al contempo, evidenti carenze difensive e una squadra asimmetrica.
La compagine di Barcellona vanta ben tredici reti realizzate nelle prime quattro gare – l’attacco più prolifico assieme a quello della Reggina – che raccontano il potenziale della squadra di Ferraro; gli otto gol incassati, invece, evidenziano il margine di crescita necessario per rendere la formazione più equilibrata dal punto di vista tattico e più compatta.
È una squadra che sembra avere qualità e carattere per restare nelle zone alte, ma che dovrà trovare maggiore flessibilità nei momenti in cui l’inerzia della gara cambia. Il prossimo appuntamento con la Reggina potrà offrire una prima risposta importante: non tanto in termini di verdetto, ancora troppo prematuro, quanto sulla capacità dei giallorossi di confrontarsi con la formazione che ha fin qui imposto il ritmo al campionato.
Il Sambiase, invece, ha scelto un percorso meno appariscente ma altrettanto concreto e speculare rispetto a quello dell’Igea. Le vittorie di misura a Milazzo e contro il Modica hanno certificato una squadra capace di raccogliere punti anche nelle partite in cui contano soprattutto attenzione, sacrificio e gestione degli episodi. Il Sambiase, infatti, pur non possedendo una manovra offensiva particolarmente incisiva, non ha concesso quasi nulla: solo due gol nelle prime quattro partite di campionato. In un girone lungo, combattuto e fatto di trasferte tutt’altro che semplici, queste possono essere qualità decisive e in grado di infastidire la Reggina.
Nissa, cambio in panchina dopo l’avvio altalenante
La situazione più delicata riguarda la Nissa, che ha senza dubbio tradito le attese di inizio stagione. I sette punti raccolti, tuttavia, non sono un bottino irrimediabile, ma la sconfitta di Avola ha lasciato un segno profondo. In vantaggio di due reti dopo pochi minuti, la formazione nissena si è fatta rimontare fino al 4-2, trasformando una gara apparentemente in controllo in una battuta d’arresto pesante. La scelta della società di esonerare Francesco Di Gaetano e affidare la panchina a Ivan Moschella dimostra quanto siano elevate le aspettative attorno al progetto biancoscudato. Allo stesso tempo, conferma quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri in una piazza che punta in alto e non intende concedersi stagioni di semplice assestamento.
La Nissa, potenzialmente e sulla carta, è l’unica squadra in grado di impensierire la formazione di Marchionni sul lungo periodo, ma l’avvio altalenante testimonia l’imprevedibilità di questa categoria che, tra l’altro, noi reggini abbiamo già provato sulla nostra pelle.
La Vibonese resta in agguato
Anche la Vibonese, ferma a sette punti come la Nissa, resta una formazione da osservare. Ha alternato prestazioni di grande intensità a passaggi meno convincenti, ma il netto successo sull’Athletic Palermo dimostra che le qualità non mancano. Se riuscirà a trovare continuità, potrà inserirsi nel gruppo delle squadre chiamate a rendere la vita difficile alle prime della classe.
Un girone ancora tutto da decifrare
Più indietro, la classifica è ancora corta. Avola, Milazzo e Digiesse PraiaTortora inseguono a sei punti; il Licata è poco distante, mentre molte altre squadre stanno ancora definendo il proprio volto. È proprio qui che il girone I può riservare le maggiori sorprese: nella capacità delle formazioni di metà classifica di sottrarre punti alle favorite e di trasformare ogni trasferta in una prova di maturità.
La Reggina ha costruito un vantaggio concreto, non soltanto simbolico, ma la differenza, nei prossimi mesi, la farà la continuità: quella che permette di vincere anche quando il gioco non è brillante, quando le partite si sporcano e quando l’avversario costringe a trovare soluzioni diverse.
La Reggina detta il ritmo
Per ora, la Reggina ha fatto esattamente ciò che doveva fare. Ha preso il comando, ha dato un segnale al campionato e ha costretto tutte le rivali a inseguire. Adesso, tocca mantenere il primato e, a volte, è più difficile che conquistarlo.
Dottore in Giurisprudenza, segue con particolare attenzione la Reggina e le dinamiche giuridiche, regolamentari e istituzionali del calcio. Nei suoi approfondimenti analizza le vicende amaranto attraverso fonti ufficiali, normative e documenti federali, con un approccio orientato alla verifica dei fatti e alla comprensione delle conseguenze concrete per il club. Unisce competenza giuridica, esperienza nel racconto dell’attualità amaranto e un profondo legame con Reggio Calabria e i suoi colori.




