L’attesa è finalmente giunta al termine. Dopo mesi di preparazione, il quarto campionato consecutivo in Serie D per la compagine dello Stretto può finalmente avere inizio. L’esordio al Granillo porta con sé quella particolare inquietudine che accompagna ogni nuova stagione: entusiasmo, aspettative e inevitabili interrogativi si mescolano alla vigilia di una partita che, per definizione, non può ancora offrire certezze.
La prima giornata di campionato è, in fondo, un piccolo rito di passaggio. Somiglia al primo giorno di scuola: si torna in aula con qualche certezza maturata nell’anno precedente, ma con la curiosità di scoprire cosa riserveranno i mesi a venire. Le gambe non sono ancora completamente sciolte, gli automatismi devono consolidarsi e ogni squadra porta con sé un’identità ancora in divenire.
Anche il dato relativo alla campagna abbonamenti restituisce una fotografia interessante dell’attuale rapporto fra la Reggina e la propria città. È stata infatti raggiunta quota 3.264 tessere, un risultato superiore a quello fatto registrare nella passata stagione, ma che, al tempo stesso, appare ancora al di sotto delle aspettative e delle potenzialità di una piazza come quella reggina. Un dato, dunque, da leggere con equilibrio: il sostegno non è venuto meno, ma l’entusiasmo collettivo attorno alla squadra sembra ancora lontano dal raggiungere quei livelli che, per storia, passione e tradizione, ci si potrebbe attendere.
A fronteggiare gli amaranto c’è il Licata, formazione costruita per disputare un campionato di buon livello e intenzionata a rendere tutt’altro che agevole il debutto della Reggina.
Gli amaranto di mister Marchionni si schierano con un 3-5-2: Lagonigro tra i pali; Lancini, R. Girasole e Fazio a completare il pacchetto difensivo; Baggi, Rotulo, Abonckelet, Acquadro e Toscano a comporre il folto centrocampo; in avanti, il tandem formato da Guida e Reis.
Il Licata risponde con un arrembante 4-3-3: Valenti in porta; Marchese, Brugnone, Filì e Cappello a completare il pacchetto arretrato; Sidibé, Greco e Papaserio in mediana; Minacori, Corallo e Bennici a formare il tridente offensivo.
Dopo il roboante 7-0 rifilato in Coppa Italia Serie D al neopromosso Digiesse PraiaTortora, la Reggina è dunque chiamata a confermare le buone impressioni destate nel primo impegno ufficiale della stagione. Il campionato, però, è un’altra storia e il Licata rappresenta il primo vero banco di prova.
La compagine dello Stretto parte immediatamente con il piede sull’acceleratore. Al primo squillo, un cross pesca Abonckelet, che svetta di testa ma spedisce la sfera di poco a lato. Poco dopo è ancora l’ex centrocampista amaranto a rendersi protagonista: indemoniato sulla corsia, entra in area e serve Rotulo, che conclude alto sopra la traversa.
È soltanto il preludio al vantaggio.
All’ottavo minuto, Acquadro trova Reis, che con un pregevole pallonetto supera Valenti e porta avanti la Reggina. Un gesto tecnico di grande qualità, capace di rompere immediatamente l’equilibrio e incendiare un Granillo già pronto a riabbracciare il campionato.
Il Licata accusa il colpo e gli amaranto continuano a spingere. Toscano pennella un cross perfetto, Abonckelet colpisce di testa a botta sicura, ma trova sulla propria strada un superbo Valenti, che si oppone con un intervento provvidenziale. Sulla respinta, Baggi non riesce a inquadrare la porta e calcia alto sopra la traversa.
Gli ospiti provano a reagire, ma l’unico vero pericolo della prima frazione nasce da una situazione potenzialmente paradossale. Lagonigro, dopo un retropassaggio della difesa, viene aggredito dal pressing avversario e rischia di combinare il pasticcio, concedendo una punizione a due in area. Fortunatamente per i padroni di casa, l’occasione non produce conseguenze.
Al 22’ la Reggina torna a farsi vedere su calcio piazzato: Acquadro calcia con precisione, ma la conclusione si spegne a pochi centimetri dal palo.
Poco dopo, mister Marchionni è costretto al primo cambio della gara. Guida accusa un problema fisico e lascia il terreno di gioco: al suo posto entra Alma, nella speranza che l’infortunio dell’attaccante non sia di particolare entità.
Il Licata prova allora ad alzare il baricentro e a cercare una reazione, ma proprio nel momento in cui gli ospiti sembrano poter guadagnare campo arriva la ripartenza che indirizza definitivamente la partita.
Gli amaranto recuperano palla e costruiscono un’azione da manuale: Acquadro serve Reis, che appoggia per Rotulo. Il centrocampista, con freddezza, conclude a rete e batte l’incolpevole Valenti. 2-0 per la Reggina.
Dopo quattro minuti di recupero, le squadre rientrano negli spogliatoi. La Reggina ha già dato l’impressione di essere una squadra diversa: intensa, organizzata, verticale e soprattutto affamata.
Neanche il tempo di ricominciare e la Reggina cala immediatamente il tris.
Sono trascorsi appena due minuti quando Abonckelet, servito da uno straordinario Toscano, trova la via della rete. Il centrocampista è lesto nel recuperare un pallone pesantissimo e Toscano, con grande sensibilità, disegna per lui un assist che Abonckelet trasforma nel 3-0. Il Granillo esplode.
Pochi minuti più tardi arriva anche il poker. È Alma a firmarlo, completando una ripresa che sembra ormai assumere i contorni di una festa collettiva. La partita è, di fatto, sigillata. Al 59’ mister Marchionni decide di amministrare le energie: fuori l’ottimo Reis e lo straripante Abonckelet, dentro il nuovo acquisto Magrassi e il nuovo capitano Laaribi. Dieci minuti più tardi arriva un’altra sostituzione: spazio a Rossetti, che rileva Acquadro.
La partita ha ormai poco altro da raccontare. La Reggina gestisce il risultato con personalità, senza mai dare l’impressione di poter perdere il controllo della gara. Il Licata prova a reagire, ma gli amaranto appaiono superiori sotto ogni punto di vista.
E poi, al minuto 76, arriva la manita.
È Rossetti a firmare il quinto gol con un destro chirurgico dalla distanza, trovando l’angolo e regalando al pubblico del Granillo un’altra esplosione di gioia. Per lui è anche la prima marcatura con la maglia amaranto: un modo ideale per presentarsi alla nuova tifoseria. Nei minuti conclusivi non accade più nulla di realmente significativo, se non l’ingresso in campo di Domenico Girasole, che rileva un affaticato Lancini.
Il triplice fischio sancisce così una vittoria che va ben oltre il semplice risultato.
Reggina 5-0 Licata.
Una Reggina convincente, autorevole, persino straripante. Un inizio di stagione di questa portata non si vedeva da anni e gli amaranto, sostenuti dagli oltre cinquemila tifosi presenti al Granillo, hanno sfoderato una prestazione di assoluto rilievo.
Naturalmente, sarebbe ingenuo attribuire a una sola giornata di campionato significati definitivi. Le prime partite della stagione sono spesso ingannevoli: le gambe sono ancora pesanti, il caldo può condizionare ritmo e intensità e gli equilibri tattici devono ancora consolidarsi.
Eppure, sarebbe altrettanto ingeneroso non riconoscere quanto di buono si sia visto. Sorprende in maniera positiva la preparazione atletica, che purtroppo l’anno scorso aveva condizionato e non poco la partenza degli amaranto.
La rosa a disposizione di mister Marchionni sembra completa e gli innesti arrivati durante il mercato hanno già lasciato intravedere qualità interessanti. Tra tutti, quello che maggiormente ha impressionato è senza dubbio Abonckelet, capace di bissare, pochi giorni dopo, la straordinaria prestazione offerta in Coppa Italia. La sua energia, la sua fisicità e la sua capacità di incidere in entrambe le fasi rappresentano una delle note più liete di questo avvio.
Siamo soltanto alla prima giornata. È presto per formulare previsioni, ancora più presto per abbandonarsi a facili entusiasmi. Il cavallo, come sempre, va osservato sulla lunga distanza.
Ma il calcio vive anche di sensazioni, di immagini e di quelle serate nelle quali, per qualche ora, il futuro sembra improvvisamente meno lontano.
E questa è stata una di quelle serate.
Il 5-0 al Licata non consegna ancora alcuna certezza, ma restituisce alla Reggina qualcosa che negli ultimi anni è sembrato talvolta smarrirsi: la possibilità di guardare avanti senza abbassare gli occhi.
Sugli spalti del Granillo, oltre cinquemila persone hanno scelto di esserci, ancora una volta, con la pazienza di chi ha conosciuto la delusione e con la fierezza di chi non ha mai smesso di sentirsi parte di qualcosa.
C’è una bellezza particolare nel ricominciare.
È la stessa bellezza di una città che, dopo aver attraversato stagioni difficili, si ritrova attorno ai propri colori e scopre di avere ancora una voce.
Gli amaranto, questa sera, quella voce l’hanno ascoltata.
E forse è proprio questo il significato più autentico di una vittoria così larga: non i cinque gol, non la classifica, non i tre punti, ma la sensazione che qualcosa possa finalmente tornare a muoversi.
Come scrivono i Rotten XIII in Rabia y Rock&Roll, «la rueda siempre seguirá rodando»: la ruota continuerà sempre a girare.
Non sappiamo ancora dove condurrà questa stagione.
Non sappiamo se questa notte sarà l’inizio di qualcosa di grande o soltanto una splendida parentesi.
Ma sappiamo che, per una sera, Reggio ha guardato il cielo e ha visto un’alba.
E quando una città ricomincia a sognare, forse, vale già la pena di crederci.
Perché i sogni nel calcio non sono promesse: sono possibilità.
E questa Reggina, almeno per una notte, ci ha ricordato che vale ancora la pena inseguirle.
Post tenebras spero lucem.
Dopo le tenebre, spero la luce.
Dottore in Scienze delle Attività Motorie con oltre dieci anni di esperienza nel settore sportivo, affianca al rigore metodologico un costante percorso di aggiornamento professionale e accademico, arricchito da recenti specializzazioni e da un ulteriore percorso universitario in fase di completamento. Cura gli editoriali post-partita con uno stile che unisce analisi tecnica, approfondimento e autentica passione per la Reggina. Il suo approccio editoriale, influenzato dall’essenzialità e dal pragmatismo del giornalismo britannico, riflette una visione poliedrica e multidisciplinare offrendo una firma autorevole, riconoscibile e dal respiro internazionale.




