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Dopo il 7-0 rifilato alla Digiesse PraiaTortora in Coppa Italia Serie D, per la Reggina è arrivato il momento dell’esordio in campionato. Domenica 6 settembre, alle ore 15:00, gli amaranto di Marco Marchionni affronteranno il Licata allo stadio Oreste Granillo, nella prima giornata del girone I di Serie D 2026/27.

Un appuntamento importante per la squadra amaranto, chiamata a confermare fin da subito le proprie ambizioni. Di fronte ci sarà però un Licata che arriva alla sfida con entusiasmo, qualche certezza in più e soprattutto con una squadra già rodata dalle prime due gare ufficiali della stagione.

Ma che Licata si troverà davanti la Reggina?

Una storia importante alle spalle

Il Licata è una delle società storiche del calcio siciliano. Fondato nel 1931, il club ha vissuto il momento più importante della propria storia tra gli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta, quando una rapida scalata dalle categorie inferiori lo portò fino al calcio professionistico.

Nel 1984/85, con un giovane Zdenek Zeman in panchina, il Licata conquistò la promozione dalla Serie C2 alla Serie C1. Pochi anni dopo arrivò il punto più alto: nel 1987/88, sotto la guida di Aldo Cerantola, le Aquile vinsero il campionato di Serie C1 e conquistarono per la prima volta nella propria storia la Serie B.

L’avventura tra i cadetti durò due stagioni. Nel 1988/89 il Licata riuscì addirittura a chiudere al nono posto, prima della retrocessione nel campionato successivo.

Da quel momento iniziò una lunga discesa nelle categorie inferiori, culminata anche con il fallimento del 2014 e la successiva ripartenza dai campionati regionali.

Oggi, però, il Licata è tornato in Serie D. Dopo la retrocessione in Eccellenza nel 2024/25 tramite playout, la società ha conquistato immediatamente la promozione nella stagione successiva, chiudendo il campionato a quota 71 punti.

Ed è proprio dalla squadra che ha conquistato quella promozione che bisogna partire per capire il Licata di oggi.

La società e il nome Massimino

Dietro al progetto Licata c’è anche un cognome che, nel calcio siciliano, ha un peso particolare.

Il presidente Enrico Massimino è infatti nipote di Angelo Massimino, storico presidente del Catania e una delle figure più importanti nella storia del club etneo. Un legame familiare che collega quindi l’attuale proprietà del Licata a una delle pagine più significative del calcio siciliano.

Massimino è entrato nel Licata nel 2017, assumendo nel tempo un ruolo sempre più importante all’interno della società fino ad arrivare alla presidenza.

Oggi il progetto è quello di riportare il Licata a una dimensione stabile nel calcio nazionale, attraverso una gestione attenta e una rosa costruita con particolare attenzione ai giovani.

La promozione conquistata nel 2025/26 rappresenta in questo senso un passaggio fondamentale.

Una rosa costruita sulla continuità

Il ritorno in Serie D non ha portato a una rivoluzione. La società ha scelto di dare fiducia al gruppo protagonista della promozione, confermando buona parte dell’organico e intervenendo sul mercato per aggiungere giocatori funzionali al salto di categoria.

La filosofia è abbastanza chiara: esperienza nei punti nevralgici e tanti giovani da valorizzare.

Non si tratta quindi di una rosa costruita attraverso una lunga serie di nomi altisonanti, ma di un gruppo nel quale la società ha cercato soprattutto profili con margini di crescita, giocatori abituati alla Serie D e alcuni elementi capaci di portare esperienza.

La rosa conta attualmente 24 giocatori e potrebbe non essere ancora definitiva. La stessa società ha infatti spiegato di essere ancora in una fase di costruzione, con la possibilità di intervenire ulteriormente soprattutto per aggiungere esperienza.

La difesa: ritorni e giovani

Nel reparto arretrato il Licata ha puntato anche sul legame con il territorio. Uno degli innesti più interessanti è Giuseppe Filì, difensore centrale classe 2002 originario proprio di Licata.

Filì torna a vestire il gialloblù dopo esperienze con Sora, Riccione, Vastogirardi e Messina, portando in dote un percorso che gli ha permesso di confrontarsi anche con il calcio professionistico.

Accanto a lui c’è Alessandro Cappello, classe 1998, altro giocatore licatese rientrato alla base dopo le esperienze con Ragusa, Sancataldese e Vittoria. La sua caratteristica principale è la duttilità, visto che può essere impiegato in diversi ruoli della linea difensiva.

Il reparto comprende inoltre Cosimo Spezzano, classe 2004, Giuseppe Tedesco, Carmelo Marchese e il giovanissimo Aleksandar Georgiev, classe 2008.

Un reparto nel quale quindi convivono esperienza, conoscenza della categoria e prospettiva.

A centrocampo qualità, fisicità e prospettiva

La stessa logica è stata seguita a centrocampo.

Tra i nuovi arrivati c’è Domenico Anzelmo, classe 2004. Cresciuto nel settore giovanile della Vibonese, ha già avuto un’esperienza in Serie C con il Messina ed è reduce da una stagione con l’Athletic Palermo.

Un altro innesto è Aboubacar Sidibe, classe 2000, centrocampista dinamico e fisico che conosce bene il calcio siciliano dopo le esperienze con Sancataldese, Ischia, Sicula Leonzio, Acireale, Paternò e San Luca.

Particolare attenzione anche a Salvatore Coriolano, classe 2006 ed ex capitano della Primavera del Catania. È uno dei profili sui quali il Licata può investire maggiormente in prospettiva.

Completano il reparto Carmelo Greco, Gabriele Papaserio e Giovanni Merola.

Ancora una volta emerge la stessa idea: costruire un centrocampo capace di unire corsa e fisicità alla voglia dei giovani di mettersi in mostra.

Chirico, il volto conosciuto al Granillo

Tra gli ultimi innesti c’è poi un giocatore che renderà la sfida ancora più particolare per il pubblico amaranto.

Si tratta di Francesco Chirico, giovane talento reggino arrivato in prestito dal Campobasso di Matt Rizzetta e dell’ex direttore generale amaranto Giuseppe Praticò.

Chirico è cresciuto nel settore giovanile della Reggina ed è stato protagonista con la formazione Juniores amaranto. Adesso avrà l’occasione di tornare al Granillo, ma questa volta da avversario.

Per il Licata rappresenta una scommessa interessante: un giovane che conosce già il calcio dei grandi e che può trovare in Serie D lo spazio necessario per continuare il proprio percorso di crescita.

La sua presenza è anche la conferma di una strategia precisa: andare alla ricerca di ragazzi con prospettiva e metterli nelle condizioni di giocare.

Un attacco tra esperienza e giovani

Se il futuro del Licata passa dai giovani, davanti non mancano però giocatori capaci di rappresentare punti di riferimento.

Il nome principale è quello di Calogero Minacori, classe 2000. L’attaccante è ormai uno dei volti simbolo della squadra e conosce perfettamente l’ambiente gialloblù. Con una lunga esperienza in Serie D e numerose presenze con il Licata, rappresenta uno degli uomini sui quali Russo può fare maggiore affidamento.

Accanto a lui c’è Filippo Di Maira, classe 1994, uno dei giocatori più esperti dell’organico.

Il reparto offensivo comprende inoltre Clarence Corallo, protagonista già nel primo turno di Coppa Italia contro il Gela, Emanuele Bennici, Francesco Imbrogiano e il giovanissimo Giuliano Barbagallo.

Barbagallo, classe 2008, è un altro profilo sul quale il club sembra voler puntare in prospettiva, confermando la volontà di creare un gruppo nel quale i giovani possano trovare spazio anche accanto a giocatori più esperti.

Giuseppe Russo, il nuovo allenatore

Il cambiamento più significativo rispetto alla squadra che ha conquistato la promozione riguarda però la panchina.

A guidare il Licata non c’è più Lillo Bonfatto, protagonista della cavalcata verso la Serie D. La società ha scelto Giuseppe Russo, 43 anni, ex centrocampista e capitano del Catania.

Per Russo si tratta di una nuova sfida dopo le esperienze maturate al fianco di Andrea Mandorlini. Il tecnico ha infatti lavorato nello staff dell’allenatore in diverse realtà, tra cui Padova, Mantova e CFR Cluj, squadra romena.

Adesso è arrivata l’occasione di guidare una squadra in prima persona.

Russo sembra voler puntare su un calcio propositivo, con il 4-2-3-1 come principale riferimento tattico anche se, nelle ultime due uscite, sembrerebbe aver utilizzato il 4-3-3. Di seguito la probabile formazione dei gialloblù:

Un gruppo giovane, ma non inesperto

Il Licata che si presenta al Granillo non è quindi semplicemente una neopromossa.

È una squadra che ha mantenuto una parte importante dell’ossatura della passata stagione e che ha aggiunto giocatori con esperienze diverse, cercando di costruire un equilibrio tra continuità ed esigenze della nuova categoria.

Da una parte ci sono giocatori come Minacori, Di Maira, Cappello e Sidibe, dall’altra ragazzi come Coriolano, Anzelmo, Chirico, Barbagallo e Papaserio.

In mezzo ci sono quei giocatori che possono fare da collegamento tra le due anime della squadra, permettendo a Russo di avere una rosa giovane ma non completamente priva di esperienza.

Due partite ufficiali, due segnali positivi

Il Licata, inoltre, arriva al Granillo con un piccolo vantaggio: ha già affrontato due partite ufficiali.

Nel turno preliminare di Coppa Italia Serie D le Aquile hanno superato il Gela ai calci di rigore. Una partita combattuta, nella quale il Licata si è portato avanti con Clarence Corallo prima di subire il pareggio nel recupero e conquistare poi il passaggio del turno dagli undici metri.

Nel primo turno è invece arrivato un successo molto più netto, con il 4-0 al CastrumFavara.

Due gare che hanno permesso alla squadra di mettere minuti nelle gambe e soprattutto di lavorare sugli automatismi del nuovo allenatore.

Il dato più interessante è che il Licata ha già mostrato una certa efficacia offensiva, ma soprattutto ha avuto modo di affrontare due partite vere prima dell’inizio del campionato.

Una neopromossa, ma con idee chiare

Il Licata che arriverà domenica al Granillo è quindi una squadra costruita con una logica precisa.

Continuità con il gruppo della promozione, giovani da valorizzare, alcuni giocatori di esperienza e una nuova guida tecnica.

Il presidente Enrico Massimino ha parlato di un gruppo giovane e importante, sottolineando la volontà della società di costruire una squadra con ragazzi di valore. Giuseppe Russo, dal canto suo, ha chiarito di voler scegliere i giocatori in base a ciò che dimostrano sul campo.

Il progetto è dunque quello di una squadra che non vuole limitarsi a festeggiare il ritorno in Serie D, ma che vuole provare a costruire le basi per rimanerci.

Dall’altra parte ci sarà una Reggina costruita per obiettivi completamente differenti, che dopo il 7-0 alla Digiesse PraiaTortora vuole iniziare il campionato nel migliore dei modi.

Per gli amaranto sarà il primo vero test di Serie D. Per il Licata, invece, il primo grande esame dopo il ritorno nel massimo livello dilettantistico.

Studente di Giurisprudenza e appassionato di giornalismo sportivo, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.