Nelle ultime settimane il suo nome era già circolato con insistenza, alimentando curiosità, attese e inevitabili interrogativi tra i tifosi amaranto. Ora Matt Rizzetta sta per diventare il volto del nuovo corso della Reggina. L’imprenditore italo-americano subentra ad Antonino Ballarino e Virgilio Minniti, che lasciano dopo tre stagioni alla guida del club, aprendo una nuova fase della storia recente amaranto.
Dalle pubbliche relazioni a una holding internazionale
Nato e cresciuto nell’area di New York, Rizzetta è un imprenditore poco più che quarantenne con un percorso costruito tra comunicazione, marketing, media, sport e investimenti internazionali. Prima ancora di diventare un nome noto nel panorama sportivo italiano, ha mosso i primi passi nel mondo delle pubbliche relazioni e della comunicazione strategica. Nel 2010 ha fondato N6A, agenzia poi cresciuta all’interno dell’ecosistema North Sixth Group, holding americana attiva in diversi settori: media, tecnologia, sport, intrattenimento e investimenti.
La filosofia degli “underdog”
La sua storia imprenditoriale è legata a un’idea precisa: investire in realtà dal grande potenziale ma non ancora pienamente valorizzate. È il modello dei cosiddetti “underdog”, club e progetti sportivi con una forte identità territoriale, una tifoseria passionale e margini di crescita ancora inespressi. Una filosofia che Rizzetta ha trasformato nel tempo in una vera e propria piattaforma internazionale.
Campobasso, il progetto simbolo
Il primo grande legame con il calcio italiano nasce a Campobasso, ma il percorso rossoblù va ricostruito con precisione. Rizzetta entra per la prima volta nel club molisano a fine 2020, quando attraverso North Sixth Group acquisisce l’11% delle quote della società allora impegnata in Serie D. In quella stagione il Campobasso vince il proprio girone e torna tra i professionisti, conquistando la promozione in Serie C.
Dalla ripartenza in Eccellenza alla Serie C
Quella prima esperienza, però, non nasce con Rizzetta proprietario di maggioranza. L’imprenditore italo-americano era infatti socio di minoranza. Dopo la stagione in Serie C nel 2021/2022, il vecchio club viene escluso dai campionati professionistici, aprendo una nuova fase nella storia calcistica cittadina. A quel punto Rizzetta decide di ripartire da un’altra realtà locale: il Campobasso 1919, considerato la seconda squadra della città e militante in Eccellenza molisana. Nel settembre 2022, attraverso North Sixth Group, rileva la totalità delle quote della società, trasformandola nel nuovo punto di riferimento calcistico del capoluogo molisano.
È da lì che comincia il vero progetto Campobasso targato Rizzetta: non da una società professionistica già strutturata, ma da una ripartenza totale, con il club costretto a ricominciare dall’Eccellenza. In due stagioni arriva una doppia scalata: prima la promozione dall’Eccellenza alla Serie D, poi il salto in Serie C. Nel 2024 il Campobasso conquista anche lo Scudetto Serie D, battendo il Trapani nella finale nazionale. Un percorso che, almeno sul piano dei risultati, rappresenta il biglietto da visita più forte dell’imprenditore italo-americano.
Non solo risultati: il rilancio del brand
A Campobasso, però, il progetto non si è limitato al campo. Rizzetta ha lavorato anche sul brand, sul racconto internazionale del club, sul merchandising, sui contenuti digitali e sul coinvolgimento della comunità molisana nel mondo. La presenza nella proprietà di volti noti della televisione americana, come Kelly Ripa e Mark Consuelos, ha contribuito ad accendere i riflettori sul club anche negli Stati Uniti, trasformando il Campobasso in un caso mediatico seguito ben oltre i confini italiani.
L’esperienza da socio nell’Ascoli
Nel percorso calcistico italiano di Rizzetta c’è stato anche l’Ascoli, ma qui il giudizio va necessariamente contestualizzato. North Sixth Group entrò nel club bianconero nel 2021 acquisendo il 31% delle quote. Successivamente la partecipazione venne ridotta al 19%, con la cessione di una parte delle azioni, fino all’uscita definitiva nel maggio 2024, quando Ferinvest rilevò anche la quota residua. In questo caso, però, Rizzetta non era proprietario di maggioranza e non aveva il controllo pieno del club.
Luci e ombre in Serie B
Durante la presenza di North Sixth Group nella compagine societaria, l’Ascoli ha vissuto fasi diverse: nella stagione 2021/2022 chiuse la Serie B al sesto posto, qualificandosi ai playoff; successivamente arrivò un dodicesimo posto, prima della retrocessione in Serie C nel 2023/2024. Un percorso con luci e ombre, ma da leggere tenendo conto del peso effettivo della partecipazione americana: una quota di minoranza, prima al 31% e poi al 19%, senza il comando diretto della società.
L’approdo nel basket con Napoli
Il raggio d’azione di Rizzetta, però, non si è fermato al calcio. Nel 2025 l’imprenditore italo-americano ha ampliato la propria presenza anche nel basket italiano, rilevando attraverso Napoli Basketball LLC il 67% delle quote del Napoli Basket. Poche settimane dopo è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione della società azzurra, affiancato da un gruppo internazionale di investitori.
Anche qui il quadro sportivo va letto con attenzione. Rizzetta è entrato in un club dal grande potenziale, reduce da anni importanti ma anche da una fase complessa. Napoli, prima del suo arrivo, aveva conquistato la Coppa Italia nel 2024, risultato storico ottenuto da outsider, ma nella stagione 2024/2025 aveva poi vissuto un campionato difficile, chiuso con 18 punti e un record di 9 vittorie e 21 sconfitte, salvandosi ma restando nella parte bassa della classifica.
La prima stagione sotto la nuova proprietà americana, la 2025/2026, è stata quindi soprattutto un anno di transizione. Il Napoli Basket ha chiuso la regular season al decimo posto con 22 punti e un bilancio di 11 vittorie e 17 sconfitte. La squadra non ha centrato i playoff, ma ha mantenuto la categoria con maggiore margine rispetto all’anno precedente. Dal punto di vista sportivo non si può ancora parlare di salto di qualità compiuto, ma di una prima stabilizzazione dopo il cambio societario. Lo stesso Rizzetta, a fine stagione, ha indicato il futuro europeo come obiettivo della nuova fase, parlando della volontà di portare Napoli più in alto e di costruire un progetto più ambizioso già dal campionato successivo.
La scommessa sul calcio femminile: Donna Roma
La strategia dell’imprenditore italo-americano si è allargata anche al calcio femminile. Nel 2025 il gruppo guidato da Rizzetta ha acquisito una quota di controllo della Res Roma, storico club femminile della Capitale, poi rilanciato con il nome Donna Roma. Si tratta di una società indipendente, non collegata all’AS Roma, con una propria identità e una lunga tradizione nel movimento calcistico femminile italiano.
Anche in questo caso il progetto è ancora giovane e non può essere giudicato come un ciclo sportivo concluso. La Donna Roma è stata presa in Serie B femminile e l’obiettivo sembra essere quello di costruire una realtà stabile, riconoscibile e competitiva nel tempo. Non c’è ancora stato un salto immediato di categoria, ma il club è stato inserito in una piattaforma internazionale che punta a dare maggiore visibilità al calcio femminile e a rafforzarne struttura, comunicazione e identità.
Brooklyn FC, il club nato da zero
Negli Stati Uniti, invece, il nome di Rizzetta è legato al Brooklyn FC, progetto calcistico nato nel cuore di New York sotto l’ombrello della North Sixth Group. Qui non si parla di un club storico rilevato e rilanciato, ma di una realtà costruita praticamente da zero. La squadra femminile ha debuttato nella USL Super League, campionato professionistico femminile statunitense di massimo livello, chiudendo la prima stagione con un bilancio di 10 vittorie, 9 pareggi e 9 sconfitte. Il progetto maschile, invece, è stato pensato per portare calcio professionistico stabile nel distretto di Brooklyn. Anche qui, quindi, il bilancio è più strutturale che immediatamente sportivo: il risultato principale è la nascita di un nuovo club professionistico in un mercato importante come New York.
L’espansione in Canada
Il progetto internazionale si è esteso anche al Canada. Rizzetta è tra i protagonisti dell’operazione FC Supra du Québec, nuova realtà della Canadian Premier League con sede a Laval, nell’area metropolitana di Montréal. Il club rappresenta il primo ingresso del Québec nel massimo campionato calcistico canadese e punta a valorizzare soprattutto calciatori nati o cresciuti nella provincia. Trattandosi di una società appena nata, non esiste ancora un vero “prima e dopo” sportivo: il risultato raggiunto, per ora, è la costruzione di una nuova piattaforma professionistica in un territorio che chiedeva maggiore rappresentanza calcistica.
L’esperienza inglese tra ambizioni e difficoltà
Più complessa, invece, l’esperienza inglese con il Dagenham & Redbridge. Nel 2024 Club Underdog, realtà collegata alla North Sixth Group, aveva acquisito una quota di controllo dello storico club dell’Est di Londra. Dal punto di vista sportivo, però, il percorso non è stato positivo: la società è scesa dalla National League alla National League South, cioè dalla quinta alla sesta serie inglese. Nel febbraio 2026 le quote detenute da Club Underdog sono state poi cedute a Happy Fan Group. È dunque una parentesi da raccontare con chiarezza: un’esperienza conclusa e segnata, sul campo, da una retrocessione.
Il caso Locarno: un progetto ancora in evoluzione
Diverso ancora il caso del FC Locarno. Il club svizzero, storico ma da anni lontano dai livelli più alti, è entrato nell’orbita degli interessi di North Sixth Group con l’obiettivo di un rilancio. L’operazione è stata accompagnata da passaggi societari e regolamentari non semplici, motivo per cui va trattata con prudenza. Sul piano sportivo, il Locarno non ha ancora compiuto un salto di categoria paragonabile a quello del Campobasso: resta una realtà competitiva nella Seconda Lega interregionale svizzera, ma senza una promozione già consolidata da attribuire al progetto americano.
Una piattaforma sportiva globale
Questo mosaico di partecipazioni racconta bene la filosofia dell’imprenditore italo-americano: non semplici acquisizioni sportive, ma una piattaforma internazionale in cui calcio maschile, calcio femminile, basket, media, contenuti e valorizzazione dei territori viaggiano insieme. Rizzetta guarda allo sport come a un prodotto moderno, ma anche come a un patrimonio identitario. Da una parte ci sono business, comunicazione e internazionalizzazione; dall’altra ci sono comunità, appartenenza e storia.
La moglie Daniela e il legame familiare con la Calabria
Alla base del suo interesse per l’Italia, e in particolare per il Sud, ci sono anche motivazioni personali. Rizzetta ha origini italiane sia dal lato materno sia da quello paterno. I nonni materni emigrarono da Monteleone di Puglia, in provincia di Foggia, mentre la famiglia paterna ha radici calabresi e siciliane. A rafforzare il legame con il territorio reggino c’è anche la moglie, Daniela Rizzetta, originaria di Gioiosa Ionica.
Perché la Reggina
Non è difficile immaginare che questo intreccio di memoria familiare, identità e opportunità sportiva abbia avuto un peso nell’interesse per la Reggina. Il club amaranto rappresenta infatti una piazza dal forte potenziale: storia, pubblico, blasone, senso di appartenenza e una comunità di tifosi presente non solo in Calabria, ma anche nel resto d’Italia e all’estero.
La sfida più importante
Per Rizzetta, Reggio Calabria può diventare una nuova tappa del suo modello imprenditoriale: prendere una società con una storia importante, ricostruirne credibilità e prospettiva, rafforzarne la struttura e trasformarla in un progetto sportivo sostenibile. Per la Reggina, invece, l’arrivo di una proprietà internazionale apre una fase nuova, carica di aspettative ma anche di responsabilità.
Il popolo amaranto chiede soprattutto chiarezza, programmazione e ambizione. Dopo anni complessi, tra ripartenze, delusioni e cambi societari, il club ha bisogno di stabilità prima ancora che di proclami. La sfida di Rizzetta sarà proprio questa: portare entusiasmo senza alimentare illusioni, costruire un percorso credibile e restituire alla Reggina una dimensione all’altezza della sua storia.
Studente di Giurisprudenza e appassionato di giornalismo sportivo, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.




