Settimana impegnativa per la compagine dello Stretto, chiamata a disputare ben tre gare in soli sette giorni. Gli amaranto, forti della propria imbattibilità, si avvicinano alla trasferta di Lamezia sulle ali di un rinnovato entusiasmo. È interessante notare come, sin dalle prime uscite ufficiali, coppa Italia compresa, la porta difesa dall’estremo difensore Lagonigro sia rimasta inviolata: zero, infatti, le reti subite dalla Reggina fino ad ora. Dall’altra parte, la Vigor Lamezia, tra le cui fila militano ex di lusso come Simonetta, Maimone e Provazza, vuole sorprendere, cercando di impostare una gara coraggiosa per strappare punti preziosi.
Sulla panchina lametina siede un certo Jorge Vargas, dolcissimo ricordo d’infanzia per chi, come chi vi scrive, da bambino si affacciava al calcio delle “Sette Sorelle”. Quella Serie A che era, senza dubbio, il campionato più bello del mondo. Il granitico difensore cileno, infatti, componeva il reparto arretrato di quegli eroi che, vestendo l’amaranto, rappresentavano Reggio Calabria sfidando leggende del calibro di Roberto Baggio, Shevchenko, Maldini, Rui Costa, Veron, Batistuta e Vieri. L’allora nazionale cileno era il difensore centrale con la maglia numero 13, perno di quella Reggina che ancora oggi, al solo pensiero, fa venire gli occhi lucidi ai più nostalgici. Quella squadra seppe far conoscere il nome di Reggio Calabria al mondo intero, diventando la “squadra simpatia” per eccellenza. Tempi diversi che, a guardarli con gli occhi di oggi, sembrano quasi sfumare nella preistoria; è incredibile la velocità con cui la società sia cambiata rispetto a quei fasti. Chi vi scrive custodisce gelosamente, nel proprio cassetto dei ricordi, una maglia away della stagione 2001/2002: sponsor iconico Caffè Mauro, numero 13 sulle spalle, appartenuta al grande Jorge Vargas.
Le formazioni in campo: Marchionni sceglie il 3-5-2
Tornando alle contese odierne, mister Marchionni schiera il consueto 3-5-2, con qualche logica variazione rispetto all’ultima uscita: Lagonigro a difesa dei pali; Fazio, Lancini e Baldan a comporre il pacchetto arretrato; Baggi, Abonckelet, Acquadro, Rossetti e Toscano a presidiare la mediana, a supporto del tandem d’attacco formato da Magrassi e Jallow. Vargas risponde con un 4-3-3 a trazione anteriore: Sabella in porta; Gomez, Sanzone, Ciriello e Casalongue in difesa; P. Simonetta, D. Simonetta e Maimone a centrocampo; tridente offensivo composto da Provazza, Cantoro e Ranieri.
Primo tempo: nubifragio e dominio della Reggina
Un violento nubifragio si abbatte su Lamezia, rendendo il terreno di gioco ai limiti della praticabilità. Iniziano i primi, trepidanti sopralluoghi per capire se ci siano le condizioni minime per giocare; il rischio rinvio è concreto. Tuttavia, la diminuzione della pioggia e il lavoro tempestivo degli addetti al campo per ripristinare le linee del manto erboso, consentono all’evento di prendere il via. L’inizio è molto particolare: il terreno insidioso, con i suoi rimbalzi imprevedibili, fa da padrone. Diventa difficile scorgere giocate tecniche nei primi quindici minuti, con la partita che si instrada su continui lanci lunghi da ambo le parti, in un tipico scenario da Serie D. La Reggina, però, dimostra subito una feroce pressione volta al recupero della palla: la transizione negativa è formidabile e permette agli amaranto di recuperare una quantità enorme di palloni a centrocampo, ripartendo con grande veemenza. Proprio da una di queste ripartenze, al minuto 18, Jallow scarica sull’esterno per Abonckelet, che pennella un cross al bacio sul secondo palo: Toscano anticipa il marcatore e insacca. Vigor Lamezia 0, Reggina 1.
Gli ospiti prendono coraggio e iniziano a costruire trame di gioco interessanti. Appena tre minuti più tardi, Jallow serve in area Rossetti che pesca Abonckelet, lasciato colpevolmente solo dalla difesa di casa: per il centrocampista amaranto è un gioco da ragazzi depositare in rete. Vigor Lamezia 0, Reggina 2. Il Lamezia è alle corde, travolto dallo strapotere fisico e tecnico degli avversari. È strabiliante il lavoro di Rossetti sulle palle alte, unito a una precisione tattica notevole sulle marcature preventive, che spesso consentono agli amaranto di spegnere sul nascere le iniziative dei padroni di casa. Al 28’ Acquadro tenta la conclusione, ma l’estremo difensore di casa respinge. Al 42’ la Reggina cala il tris: è ancora lo scatenato Abonckelet a raccogliere l’assist di Rossetti e, con un morbido e preciso pallonetto, ad adagiare la sfera in rete. Vigor Lamezia 0, Reggina 3 e partita in cassaforte per gli amaranto. Dopo un minuto di recupero si conclude la prima frazione.
Secondo tempo: gestione oculata delle energie
La ripresa si apre sulla falsariga del primo tempo, con la Reggina in pieno controllo della partita. Al 57’ Magrassi fa partire un bel tiro da posizione defilata, ma Sabella respinge con i piedi. Marchionni inizia a gestire le energie e al 64’ Abonckelet lascia spazio a Rotulo. Pochi minuti dopo esce anche Jallow per far posto a Macrì. Al 72’, sugli sviluppi di un calcio piazzato di Acquadro, svetta Baldan che colpisce la traversa, sfiorando il poker per la compagine dello Stretto. Un minuto più tardi c’è un’altra sostituzione amaranto: dentro l’ottimo Porcino, fuori l’autore del vantaggio Toscano. La gestione delle forze in questa fase è cruciale, dato che la sensazione è quella di una partita ormai chiusa: fuori Lancini ed Acquadro, dentro D. Girasole e capitan Laaribi. Uno squillo della Vigor arriva all’81’: Stoyanov va alla conclusione, ma Lagonigro è bravo a distendersi in tuffo basso, mantenendo inviolata la propria porta. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplice fischio, che sancisce uno strapotere amaranto davvero significativo.
Considerazioni tattiche: la preparazione atletica e le scelte di Marchionni
È tempo, infine, di qualche considerazione in casa Reggina. Merita sicuramente un elogio il lavoro svolto sulla preparazione atletica, un aspetto che lo scorso anno si era rivelato una spina nel fianco per la squadra guidata da Trocini. La mano dell’attuale preparatore fisico si vede in modo evidente, grazie a un programma che risulta essere un ottimo compromesso tra lavoro aerobico e anaerobico. Anche sul fronte della potenza anaerobica alattacida, gli amaranto sembrano averne molto di più rispetto agli avversari; bisognerà capire, naturalmente, per quanto tempo riusciranno a mantenere una condizione così straripante, poiché questo tipo di preparazione necessita di costanti richiami durante l’anno.
Dal punto di vista tattico, mister Marchionni sta smentendo gli esperti che ritenevano impossibile vincere in Serie D con il modulo 3-5-2: la squadra appare quadrata e con idee chiarissime. Oggi il centrocampo ha mostrato una superiorità schiacciante: Rossetti ha dominato sulle palle alte, Acquadro ha smistato ogni pallone in maniera lucida come un vero metronomo e Abonckelet è apparso incontenibile, vantando una media gol impressionante. Nonostante le difficoltà strutturali della nuova società, la squadra porta in campo prove molto convincenti sotto tutti i punti di vista. È giusto placare i facili entusiasmi, perché il campionato è ancora lunghissimo e c’è molto da dimostrare; fatta questa premessa, però, la Reggina vista in queste prime uscite ci piace molto, e l’augurio è quello di continuare in questa direzione.
Oltre il fango e la tattica: il battito ancestrale di questo sport
Alla fine, oltre la fredda lavagna tattica e il fango di un pomeriggio ostile, ciò che resta è il battito ancestrale di questo sport. È l’epica di una maglia madida di pioggia e di un popolo che non smette di sognare, ancorato a memorie lontane ma proiettato verso un futuro da riconquistare. In un’era in cui lo sport sembra aver smarrito l’anima, torna alla mente il monito ruvido e sincero della canzone Controcalcio degli Statuto, quando cantano a gran voce di restituire il pallone a chi lo ama davvero, lontano dal business, perché “il calcio non è una questione di televisioni, ma di tradizioni”. È questa passione irrazionale che unisce il ricordo di un bambino aggrappato a una vecchia maglia away di Vargas alle gesta odierne di ragazzi che lottano per onorare la città. Il successo non piove dal cielo, ma si costruisce nel fango, con dedizione. Come ricordava mirabilmente lo storico latino Sallustio nel descrivere le grandi imprese: “Vigilando, agendo, bene consulendo prospera omnia cedunt” (Vigilando, agendo e ben calcolando, ogni cosa volge al successo).
Dottore in Scienze delle Attività Motorie con oltre dieci anni di esperienza nel settore sportivo, affianca al rigore metodologico un costante percorso di aggiornamento professionale e accademico, arricchito da recenti specializzazioni e da un ulteriore percorso universitario in fase di completamento. Cura gli editoriali post-partita con uno stile che unisce analisi tecnica, approfondimento e autentica passione per la Reggina. Il suo approccio editoriale, influenzato dall’essenzialità e dal pragmatismo del giornalismo britannico, riflette una visione poliedrica e multidisciplinare offrendo una firma autorevole, riconoscibile e dal respiro internazionale.




