Chi mi conosce sa che da quando ho fondato insieme ai miei amici Il Tifoso Reggino non ho mai voluto usare la testata online per rispondere a battibecchi di qualsiasi tipo, in quanto credo che fare informazione sia più importante. Oggi però ho deciso di fare un’eccezione e lo faccio per due motivi principali: prima di tutto perchè quanto di seguito riportato è avvenuto durante una trasmissione televisiva (e quindi di dominio pubblico) e poi perchè penso che anche da questa circostanza si possa cogliere la palla al balzo per cercare di fare informazione.
Ma andiamo ai fatti.
Nella serata di martedì ho avuto il piacere di essere ospite del programma Partitissima, condotto dal collega Alessandro Silverio, in diretta su Teleradio Futura Nissa, principale emittente televisiva di Caltanissetta. Tra gli ospiti in studio era presente anche Nazario Matachione, protagonista dell’ennesima caduta di stile: dopo i due comunicati contro la Reggina diffusi nei giorni scorsi, questa volta il bersaglio sono stato io. Prima insinuando che essendo giovane non potessi conoscere i regolamenti federali, poi arrivando ad affermare testualmente: “Non capisci niente” e ancora “Basta, non voglio parlare”.
Comprendo bene che la mia giovane età possa aver fatto pensare al presidente di stare a discutere con suo figlio e non con un giornalista, ma credo in ogni caso che un dirigente di una squadra neopromossa in Serie C non possa e non debba ricorrere a simili espressioni e atteggiamenti per riuscire ad argomentare le sue tesi. Il rispetto nei confronti di chi lavora nel mondo dell’informazione dovrebbe rappresentare un principio fondamentale, soprattutto da parte di chi ricopre ruoli di responsabilità nel calcio.
Ma tralasciando quanto detto sopra, parliamo delle inesattezze citate dal dirigente biancoscudato in trasmissione: parlando del caso Messina, Matachione ha parlato in un primo momento di “3 ricorsi persi dalla Reggina“, ma come ribadito dal sottoscritto in trasmissione il ricorso perso è soltanto uno. I primi due atti degli amaranto sono delle istanze cautelari: la prima istanza per bloccare i playoff e i playout e la seconda istanza per anticipare l’udienza. Entrambi bocciati.
Il presidente biancoscudato ha poi parlato di “tanto clamore” da parte della società amaranto in occasione di questa vicenda. La realtà dei fatti, però, racconta altro: il primo comunicato ufficiale della Reggina sulla questione è stato diffuso soltanto nel pomeriggio di martedì dopo il dispositivo del TFN, con il club che ha dichiarato di attendere le motivazioni della sentenza per poi presentare ricorso alla Corte Federale d’Appello. Altri riferimenti alla vicenda sono stati fatti solo dal dg Praticò e da mister Torrisi su specifiche domande di colleghi giornalisti rilasciando brevi dichiarazioni sulla questione.
Il clamore vero, semmai, lo ha generato proprio il Savoia attraverso due comunicati firmati dallo stesso Matachione dove in uno di questi 2 si parlava addirittura di una richiesta di “risarcimento danni per lite temeraria” da devolvere in beneficenza alle iniziative del tifo organizzato della Reggina. Non abbiamo bisogno della beneficenza del Savoia.
Piuttosto, viene da chiedersi se il club campano non abbia necessità di concentrarsi sulle problematiche legate all’impianto che dovrebbe ospitare la squadra in Serie C, viste le condizioni dello stadio Alfredo Giraud. Forse il patron Ballarino potrebbe rispondere con un altro atto di beneficenza, concedendo l’utilizzo del Granillo ai biancoscudati per le gare di Serie C.
Sbagliato è dire inoltre che il tribunale parlando di inammissibilità del ricorso è entrato nel merito.
Un conto è dire che nell’udienza di martedì si è parlato anche del merito della vicenda; un altro è sostenere che la vicenda sia “inammissibile nel merito”, una vera bestemmia giuridica. Se infatti il giudice, con la sentenza, fosse entrato nel merito della questione, avrebbe accolto o rigettato il ricorso, non lo avrebbe dichiarato inammissibile (così come scritto nel dispositivo).
Ed è proprio questo il motivo per cui il presidente ha dichiarato che il sottoscritto non capisce nulla. A questo punto, se comprendere la differenza tra una pronuncia nel merito e una declaratoria di inammissibilità significa “non capire nulla”, allora ne vado serenamente fiero.
Le ultime righe di questo articolo voglio dedicarle all’aspetto che più mi ha colpito di questo screzio con Nazario Matachione: l’aver sottovalutato una persona soltanto per la sua giovane età.
Per questo motivo tengo a sottolineare che questo sito di cronaca sportiva reggina è nato grazie all’impegno di un ristretto gruppo di ragazzi under 25. All’interno della nostra redazione lavorano giovani dai 16 ai 25 anni che, nel giro di appena tre anni, stanno cercando di ritagliarsi uno spazio nel panorama dell’informazione locale, provando a portare un ricambio generazionale in un’epoca in cui il giornalismo attraversa una crisi evidente.
Non siamo La Gazzetta dello Sport e nemmeno Gazzetta del Sud, ma non pensiamo neppure di essere gli ultimi arrivati. Crediamo di esserci conquistati, in questi pochi anni, una credibilità costruita attraverso articoli, approfondimenti e trasmissioni, ottenendo la fiducia di lettori e addetti ai lavori.
E tutto questo, presidente Matachione, è stato realizzato proprio da un gruppo di giovani. Per questo motivo, forse, sarebbe opportuno ricordare che dai giovani non solo si può pretendere rispetto, ma spesso si può anche imparare qualcosa.
Un caro saluto da un “giovane che non capisce niente”.
Giornalista pubblicista, conduttore radiofonico di Antenna Febea e studente di Scienze della Comunicazione. Si occupa di giornalismo sportivo, approfondimento calcistico e comunicazione digitale, realizzando contenuti editoriali orientati ad accuratezza delle informazioni, verifica delle fonti, analisi critica e divulgazione chiara e accessibile. Ha maturato esperienza nella conduzione radiofonica, nella produzione di contenuti sportivi e nella gestione della comunicazione online.




