Campobasso, la storia del -2: dal ritardo di quattro giorni alla chiusura del caso

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Foto: Campobasso FC

L’origine della vicenda: il pagamento effettuato in ritardo

Nella stagione appena conclusa, il Campobasso ha dovuto fare i conti con una penalizzazione di due punti in classifica e tre mesi di inibizione per i suoi massimi dirigenti, tra cui Matt Rizzetta.

La vicenda ha avuto inizio nell’autunno scorso, precisamente il 16 ottobre 2025, giorno in cui scadeva il termine federale per il versamento di circa 14.000 euro di contributi INPS, legati a un vecchio piano di ammortamento precedentemente concordato con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La società non ha saldato la quota entro la scadenza, accorgendosi dell’omissione appena quattro giorni dopo, il 20 ottobre 2025, quando ha provveduto all’immediato pagamento dell’importo per sanare la propria posizione debitoria.

Il deferimento della Procura Federale

Il ritardo, seppur minimo, non è sfuggito ai controlli della Commissione Indipendente per la Verifica dell’Equilibrio Economico e Finanziario delle Società Sportive. Ricevuta la segnalazione dall’organo di vigilanza, il 6 novembre 2025 la Procura Federale ha fatto scattare il deferimento ufficiale per il club molisano e per i suoi vertici societari.

La sentenza del Tribunale Federale Nazionale

Si è arrivati così all’udienza del 25 novembre 2025, quando la Sezione Disciplinare del Tribunale Federale Nazionale ha esaminato il caso ed emesso il proprio verdetto. Il TFN ha disposto il proscioglimento del Sindaco Unico Giovanni Graziano, ma ha comminato tre mesi di inibizione ai dirigenti Matt Rizzetta, Nicola Cirrincione e Mario Colalillo, infliggendo contestualmente i 2 punti di penalizzazione in classifica al Campobasso, che in quel momento è scivolato all’undicesimo posto. Poco dopo, il club ha diramato un comunicato stampa in cui ha accolto con favore la caduta dell’accusa di falso – considerata una prova della propria lealtà e buona fede –, definendo marginale l’entità del ritardo e riservandosi di valutare il ricorso.

Le motivazioni: termini perentori e assenza di dolo

Il quadro giuridico si è delineato con precisione il 5 dicembre 2025 con il deposito delle motivazioni ufficiali. I giudici hanno spiegato che il “-2” è scaturito dalla natura perentoria dei termini federali, necessaria a garantire la par condicio tra i club. Al contempo, il Tribunale ha chiarito i motivi del proscioglimento dall’accusa di dichiarazione mendace, rilevando un vizio di forma nella stessa modulistica della FIGC: il foglio firmato dai dirigenti richiedeva soltanto di attestare il pagamento degli emolumenti correnti di luglio e agosto (regolarmente saldati) senza fare menzione delle rateizzazioni pregresse.

La decisione finale del club

Il Campobasso avrebbe potuto fare ricorso, ma il 12 dicembre 2025 (allo scadere dei termini legali) ha deciso di non impugnare la sentenza. Il club ha preferito accettare i due punti di penalizzazione.

Un precedente significativo nel diritto sportivo

Oggi che il campionato si è concluso, questa vicenda resta un esempio chiarissimo di come funziona il diritto nel calcio: i controlli sui pagamenti non fanno sconti a nessuno, nemmeno per 4 giorni di ritardo, ma i dirigenti sono tutelati se i moduli della Federazione contengono degli errori o delle dimenticanze.

 

Studente di Giurisprudenza e appassionato di giornalismo sportivo, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.

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