Ripartire da zero, ma non necessariamente dalla Terza Categoria. È questo il punto centrale della nuova modifica approvata dalla FIGC per la Serie D. A partire dalla prossima stagione, in caso di mancata iscrizione del club di riferimento, infatti, la città potrà avere la possibilità di creare una nuova realtà e chiedere l’ammissione a un campionato di almeno due categorie inferiori. Per una squadra di Serie D, questo significa poter puntare alla Promozione come categoria di ripartenza.
Una novità importante per il calcio dilettantistico, soprattutto per quelle piazze che rischiano di perdere la propria squadra a causa di problemi economici o societari. La nuova norma permette infatti di evitare, almeno in determinate condizioni, una ripartenza dai livelli più bassi del calcio dilettantistico.
La Serie D cambia: cosa ha deciso la FIGC
La decisione è arrivata con il Consiglio Federale del 25 settembre, che ha approvato l’estensione alla Serie D dell’articolo 52, comma 10 delle NOIF, accogliendo la richiesta della Lega Nazionale Dilettanti.
Il principio è semplice: quando il club di riferimento di una città non riesce a iscriversi al campionato, può essere costituita una nuova realtà calcistica che rappresenti quella piazza e che possa chiedere l’ammissione a una categoria almeno due livelli più in basso.
Ed è proprio qui che arriva la novità per la Serie D.
Chi perde la Serie D potrà provare a ripartire dalla Promozione, invece di dover necessariamente ricominciare dalla Terza Categoria.
Ripartire sì, ma con una nuova società
È importante sottolineare un aspetto: non si tratta della continuazione automatica della vecchia società.
Se il club non riesce a iscriversi, la nuova realtà dovrà essere costituita e dovrà rispettare le condizioni stabilite dalla FIGC.
La possibilità riguarda quindi la città e il suo territorio, che possono provare a mantenere una squadra rappresentativa attraverso un nuovo progetto calcistico.
Perché si parla di Promozione e non di Terza Categoria
È proprio questo il passaggio che rende la modifica particolarmente interessante.
Quando una realtà calcistica scompare, la nascita di un nuovo club può normalmente significare una ripartenza dai livelli più bassi. Nel nuovo scenario previsto dalla FIGC, invece, per una piazza proveniente dalla Serie D viene individuata la possibilità di chiedere l’ammissione a un campionato almeno due categorie inferiore.
Non significa che la nuova squadra venga automaticamente iscritta alla Promozione, ma che quella può essere la categoria richiesta per la ripartenza, sempre attraverso la procedura federale e nel rispetto dei requisiti previsti.
Nessun automatismo: servono requisiti e autorizzazioni
La nuova possibilità non deve essere confusa con un’ammissione garantita.
La FIGC prevede infatti procedure e condizioni precise per poter applicare l’articolo 52, comma 10 delle NOIF. La nuova realtà dovrà quindi presentare la documentazione richiesta e rispettare tutti gli adempimenti previsti dalla normativa federale.
Sarà poi necessario ottenere l’ammissione secondo le regole stabilite dagli organi competenti.
Insomma, la porta viene aperta, ma bisogna comunque avere tutti i requisiti per poterla attraversare. La novità offre una possibilità concreta di ripartenza alle piazze in difficoltà, senza però trasformarla in un’iscrizione automatica al campionato.
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