Il ruggito d’orgoglio amaranto: a Caltanissetta la compagine dello Stretto ritrova i tre punti e la vetta
Il calcio sa essere un giudice severo, capace di azzerare in poche settimane le certezze costruite con mesi di sudore. Gli amaranto si presentano sul rettangolo verde dello stadio “Marco Tomaselli” di Caltanissetta con l’assoluta necessità di scacciare i fantasmi di un periodo denso di turbolenze: dalla prima battuta d’arresto in campionato contro il Trapani all’amara eliminazione in Coppa Italia per mano della Nuova Igea Virtus, fino al frenante pareggio casalingo contro la Vibonese. Di fronte c’è una Nissa agguerrita, vogliosa di sfruttare il fattore casalingo e di dare una svolta alla propria classifica. Per gli uomini di Marco Marchionni il match dell’ottava giornata rappresenta molto più di una semplice gara di campionato: è il banco di prova definitivo per misurare la tempra morale e la solidità strutturale di un gruppo chiamato a difendere i galloni di compagine di vertice.
Le formazioni in campo: Marchionni ridisegna l’abito tattico, Moschella risponde con la densità
Per invertire la rotta, mister Marco Marchionni conferma il collaudato ma elastico 3-5-2. Tra i pali c’è Lagonigro; in difesa, l’emergenza e le rotazioni chiamano in causa il terzetto composto da Baldan, Rosario Girasole e Lancini. La linea mediana è il fulcro nevralgico della manovra: il giovane Toscano e Rotulo presidiano le corsie esterne, mentre al centro la regia è affidata ad Acquadro, affiancato dall’imprescindibile Abonckelet e da Fazio. In avanti, il tandem offensivo è formato da Reis e Magrassi. Sponda Nissa, mister Ivan Moschella sceglie un aggressivo 3-4-3: Ukelis a difesa della porta; pacchetto arretrato con Bruno, Cusumano e Cauteruccio; in mezzo al campo la cerniera formata da Calvosa, Fofana, Palermo e Rapisarda; mentre il tridente offensivo vede Di Grazia e Alagna a supporto del riferimento centrale Terranova.
La cronaca del match: cinismo amaranto, lampi e brividi finali
Il fischio d’inizio proietta subito le squadre in un agonismo vibrante. I calabresi approcciano il match con piglio autoritario, schermando le fonti di gioco avversarie e trovando il varco giusto al 19′: l’azione si sviluppa con precisione chirurgica e vede Abonckelet inserirsi con i tempi perfetti, presentandosi a tu per tu con il portiere e depositando in rete la sfera del vantaggio, la sua quarta marcatura stagionale. La Nissa accusa il colpo, faticando a trovare fluidità nella manovra centrale, e al 33′ subisce il raddoppio: un grave errore in disimpegno di Palermo innesca Abonckelet, che veste i panni del rifinitore illuminante servendo a Magrassi un pallone solo da spingere in fondo al sacco. Per l’ex Milan è il sigillo liberatorio che vale il 2-0. La partita sembra scivolare su binari di controllo per gli ospiti, ma nel recupero della prima frazione, al 45+2′, un pesante errore in disimpegno di Lancini spalanca la strada ad Alagna, il quale ringrazia e batte Lagonigro, riaprendo inaspettatamente i giochi proprio prima dell’intervallo. Nella ripresa, il copione tattico muta: la Nissa si riversa generosamente in avanti alla ricerca del pari, sfruttando in particolar modo la pericolosità dei calci piazzati. Al 50′ e al 55′ i padroni di casa sfiorano il bersaglio grosso con i colpi di testa di Cusumano e Terranova, ma la retroguardia amaranto e un attento Lagonigro reggono l’urto. La girandola dei cambi, con gli ingressi di Domenico Girasole, Rossetti, Guida e Specker, dà freschezza e sostanza alla squadra di Marchionni, che soffre ma riesce a spezzare il ritmo avversario. Nel finale, i tentativi disperati della Nissa (tra cui le occasioni per Di Grazia e Agnello) si infrangono contro il muro eretto dalla difesa reggina. Al triplice fischio è festa per la compagine dello Stretto: i calabresi espugnano Caltanissetta, salgono a quota 19 punti e ritrovano smalto e tre punti pesantissimi.
La scacchiera tattica: la prova di forza a centrocampo e la lezione della sofferenza
Analizzando la prestazione attraverso la lente della lavagna tattica, emergono con chiarezza le chiavi che hanno permesso alla compagine dello Stretto di sbancare il “Tomaselli”. Straordinario, ancora una volta, l’impatto di Abonckelet: il centrocampista si è confermato elemento assolutamente imprescindibile per l’economia della squadra, risultando decisivo in entrambe le reti con il gol del vantaggio e l’assist da manuale per il raddoppio di Magrassi. Gli amaranto hanno interpretato alla lettera lo studio della vigilia, imbrigliando con efficacia i portatori di palla avversari. Il posizionamento della Nissa, con Fofana e Palermo, ha faticato enormemente a trovare i tempi di gioco e la verticalizzazione pulita, agevolando il lavoro di interdizione e schermatura della mediana ospite. Nonostante il blackout allo scadere del primo tempo costato il gol di Alagna per via della disattenzione di Lancini, il gruppo ha saputo mutare pelle nella ripresa. Di fronte a una Nissa votata al palleggio aereo e ai calci piazzati, arma tradizionale e temibile dei nisseni, i calabresi hanno dimostrato maturità e attenzione difensiva, arginando i pericoli e gestendo le energie nei momenti di massima pressione. Una vittoria di carattere che conferma la bontà del lavoro svolto, pur evidenziando come la concentrazione debba rimanere massima per novanta minuti.
Oltre la lavagna tattica: l’orizzonte ritrovato
Ogni vittoria conquistata nel fango e nella sofferenza ha il sapore acre delle cose autentiche, quelle che profumano di sudore e riscatto. Dopo il vento freddo delle recenti critiche e l’ombra fugace dei dubbi, la compagine dello Stretto si riprende la scena con la caparbietà di chi sa di non dover temere il proprio riflesso nello specchio. Nel percorso tortuoso di un campionato di Serie D che non fa sconti a nessuno, i momenti di smarrimento sono soltanto tappe di un processo di crescita collettiva. Del resto, come cantavano con tagliente e disillusa poesia i The Wedding Present nel brano “Everyone Thinks He Looks Daft”, tratto dallo storico album George Best Plus, a volte bisogna saper accettare lo sguardo scettico del mondo e andare avanti dritti per la propria strada: “Everyone thinks he looks daft, but you can have your dream” (“Tutti pensano che lui sembri ridicolo, ma tu puoi comunque inseguire il tuo sogno”). Gli amaranto hanno inseguito e difeso il loro sogno di riscatto, lottando su ogni pallone sotto il cielo di Caltanissetta e conquistando una vittoria che vale oro colato. Le insidie non sono finite, la marcia è ancora lunga e irta di ostacoli, ma la risposta sul campo è arrivata forte e chiara. Per affrontare con la giusta nobiltà d’animo le tempeste future e le sfide che attendono i calabresi, vale la pena fare proprie le parole solenni affidate da Virgilio alle peripezie dei suoi eroi: “Per varios casus, per tot discrimina rerum tendimus” (Attraverso varie vicende, attraverso tanti pericoli ci facciamo strada). Che questo successo sia il nuovo, definitivo punto di partenza.
Dottore in Scienze delle Attività Motorie con oltre dieci anni di esperienza nel settore sportivo, affianca al rigore metodologico un costante percorso di aggiornamento professionale e accademico, arricchito da recenti specializzazioni e da un ulteriore percorso universitario in fase di completamento. Cura gli editoriali post-partita con uno stile che unisce analisi tecnica, approfondimento e autentica passione per la Reggina. Il suo approccio editoriale, influenzato dall’essenzialità e dal pragmatismo del giornalismo britannico, riflette una visione poliedrica e multidisciplinare offrendo una firma autorevole, riconoscibile e dal respiro internazionale.




