L’inizio di una nuova stagione coincide spesso con l’inizio di una nuova identità. È da questa prospettiva che la Viola Reggio Calabria ha scelto di affidare la propria panchina a Michele Carrea, allenatore tra i più apprezzati della nuova generazione italiana. Una scelta che va oltre il semplice cambio tecnico: rappresenta la volontà di costruire un progetto fondato sulla qualità del lavoro quotidiano, sulla crescita dei giocatori e su una filosofia di gioco moderna, capace di coniugare organizzazione, intensità e spettacolo.
Per Carrea, l’approdo in riva allo Stretto segna una nuova tappa di un percorso professionale costruito con pazienza, competenza e risultati. Per la Viola, invece, significa affidarsi a un tecnico che ha sempre fatto dell’identità di squadra e della valorizzazione del gruppo i pilastri del proprio basket, con l’obiettivo di aprire un nuovo capitolo nella storia del club neroarancio.
Le esperienze vissute in alcune piazze storiche
Nato a Milano nel 1982, Carrea ha costruito il proprio percorso partendo dai settori giovanili, dove ha affinato un metodo di lavoro basato sullo studio, sull’aggiornamento continuo e sulla cura dei dettagli. Fin dagli esordi ha mostrato una particolare attenzione allo sviluppo dei giocatori, qualità che lo ha accompagnato in tutte le esperienze successive e che rappresenta ancora oggi uno dei suoi principali punti di forza.
La sua affermazione arriva a Biella, una delle realtà più solide della pallacanestro italiana, dove riesce a trasformare una squadra giovane e ambiziosa in una formazione competitiva, capace di esprimere un basket riconoscibile e di valorizzare numerosi talenti. I risultati ottenuti gli valgono, nella stagione 2016-2017, il premio di Miglior Allenatore della Serie A2, riconoscimento che certifica il valore di un tecnico capace di coniugare risultati, qualità del gioco e crescita individuale degli atleti.
Successivamente Carrea affronta nuove sfide in piazze importanti come Treviglio e Pistoia, confrontandosi con contesti differenti per obiettivi e struttura societaria. Ogni esperienza contribuisce ad arricchire il suo bagaglio tecnico e umano, fino al recente ruolo di assistente a Cantù, dove ha potuto lavorare in un ambiente di alto livello, approfondendo ulteriormente gli aspetti organizzativi e tattici del basket professionistico.
Un’identità di gioco precisa
Parlare di Michele Carrea significa parlare di un allenatore che mette il sistema al centro del progetto tecnico. Le sue squadre non dipendono dalle giocate individuali, ma da principi condivisi che coinvolgono ogni giocatore, sia nella metà campo offensiva sia in quella difensiva.
In attacco il suo basket è caratterizzato da ritmo, movimento continuo e spaziature. La palla circola rapidamente, i giocatori sono chiamati a leggere le situazioni e a prendere decisioni in tempi ridotti, creando vantaggi attraverso la collaborazione piuttosto che affidandosi esclusivamente al talento individuale. Non è una pallacanestro frenetica, ma un gioco organizzato, costruito sulla velocità di pensiero e sull’efficacia delle scelte.
Anche nella fase difensiva emerge la sua impronta. Le squadre di Carrea difendono con aggressività sulla palla, comunicano costantemente e fanno della collaborazione uno degli elementi fondamentali. Pressione, rotazioni puntuali e intensità sono caratteristiche che hanno accompagnato tutte le sue esperienze, rendendo le sue formazioni difficili da affrontare e capaci di mantenere alta l’energia per l’intera durata della partita.
L’allenatore che fa crescere i giocatori
Uno degli aspetti più apprezzati del lavoro di Carrea riguarda la capacità di valorizzare il talento. Numerosi giovani hanno trovato nelle sue squadre lo spazio e le responsabilità necessarie per compiere un importante salto di qualità, migliorando non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche sotto il profilo della personalità e della lettura del gioco.
Il suo metodo si fonda sulla convinzione che ogni giocatore possa crescere attraverso il lavoro quotidiano. Per questo motivo dedica particolare attenzione all’allenamento individuale, all’analisi video e alla costruzione di un rapporto diretto con gli atleti, chiedendo intensità, disponibilità al sacrificio e continua ricerca del miglioramento.
La sfida della Viola
L’approdo alla Viola Reggio Calabria rappresenta un passaggio significativo sia per il tecnico sia per la società. La storica realtà neroarancio, tornata in Serie B Nazionale con rinnovate ambizioni, ha scelto un allenatore capace di costruire un progetto tecnico duraturo, fondato su identità, organizzazione e valorizzazione delle risorse.
Per una piazza che ha scritto pagine importanti della pallacanestro italiana, l’arrivo di Carrea significa investire su una figura in grado di trasmettere cultura del lavoro e una visione moderna del gioco. L’obiettivo non è soltanto conquistare risultati nell’immediato, ma costruire una squadra riconoscibile, capace di entusiasmare il pubblico attraverso un basket intenso, organizzato e spettacolare.
La Viola riparte dunque da un allenatore che ha fatto della competenza e della crescita il proprio marchio di fabbrica. Un tecnico che considera ogni allenamento un’occasione per migliorare e ogni partita un’opportunità per consolidare un’identità. È questa la sfida che attende Michele Carrea a Reggio Calabria: dare forma a un nuovo capitolo della storia neroarancio, mettendo il gioco, il lavoro e la progettualità al centro del futuro della Viola.
Studente appassionato di comunicazione sportiva e storytelling digitale. Segue da vicino il basket calabrese, con particolare attenzione alla Viola Reggio Calabria, raccontando partite, protagonisti e dinamiche dentro e fuori dal campo. Si occupa anche di calcio e attualità sportiva legata alla Reggina e ai principali eventi sportivi locali e nazionali.




