La Reggina è al lavoro su più fronti: dal calciomercato al ritiro estivo, passando per la definizione della struttura organizzativa in vista della nuova stagione. Il club amaranto si prepara ad affrontare il girone I di Serie D 2026/2027, un raggruppamento che dovrebbe essere composto, come di consueto, da 18 squadre con un solo obiettivo comune: conquistare la promozione in Serie C.
In attesa dell’ufficializzazione del girone, prevista per i primi giorni di agosto, andiamo alla scoperta degli impianti che ospiteranno le gare interne delle protagoniste del prossimo campionato. Un viaggio tra stadi storici e campi che rappresentano il cuore delle rispettive comunità, con uno sguardo anche alla loro capacità di accoglienza.
Granillo, Tomaselli e Razza: i grandi impianti del raggruppamento
Partendo dalla Reggina, il riferimento è ovviamente lo stadio “Oreste Granillo”, una struttura di categoria ovviamente superiore rispetto alla Serie D e da sempre simbolo del calcio reggino. L’impianto, con una capienza superiore ai 20 mila posti (anche se per il campionato di Serie D l’apertura è ridotta), è stato recentemente interessato da interventi di manutenzione e rappresenta uno dei principali patrimoni sportivi della Calabria, capace di ospitare negli anni sfide di Serie A, Serie B e competizioni internazionali.
A Caltanissetta la Nissa giocherà allo stadio “Marco Tomaselli”, uno degli impianti più importanti della Sicilia centrale, con una capienza che si aggira intorno agli 8 mila posti nella configurazione attuale. A Vibo Valentia il riferimento sarà invece lo stadio “Luigi Razza”, struttura storica che ha ospitato anche il calcio professionistico con la Vibonese e che dispone di circa 6 mila posti.
Gli stadi delle piazze siciliane: dalla tradizione al calore del pubblico
L’Igea Virtus avrà come casa lo stadio “Carlo d’Alcontres-Barone”, impianto simbolo della città di Barcellona Pozzo di Gotto, con una capienza di circa 7 mila spettatori.
L’Athletic Palermo disputerà le proprie gare interne al Velodromo “Paolo Borsellino”, condividendo l’impianto con il Trapani, struttura legata alla tradizione sportiva del capoluogo siciliano e capace di accogliere oltre 10 mila persone, anche se attualmente con un’apertura ridotta. Un impianto particolare, caratterizzato dalla presenza della pista di atletica e da una storia che va oltre il calcio.
Il Siracusa giocherà allo storico stadio “Nicola De Simone”, intitolato al calciatore azzurro scomparso prematuramente e da sempre legato all’identità calcistica della città. La struttura può ospitare circa 5 mila spettatori ed è uno degli impianti più rappresentativi della Sicilia orientale.
Lamezia, Milazzo, Modica e Gela: impianti legati al territorio
A Lamezia Terme saranno ancora una volta due le realtà a condividere lo stesso impianto: Sambiase e Vigor Lamezia giocheranno infatti allo stadio “Guido d’Ippolito”, uno dei luoghi storici del calcio lametino. La struttura ha una capienza compresa indicativamente tra i 4 e i 5 mila posti.
Il viaggio prosegue con il “Marco Salmeri” di Milazzo, impianto da circa 2500 posti, il “Pietro Scollo” di Modica, con una capienza simile, il “Vincenzo Presti” di Gela, che può accogliere circa 4 mila spettatori, e lo stadio “Meno di Pasquale” di Avola (provincia di Siracusa), struttura più raccolta da circa 2 mila posti.
Praia, Ragusa, Licata, Favara ed Enna: gli altri teatri della stagione
A Praia a Mare troviamo lo stadio “Mario Tedesco”, casa del Praia Tortora, impianto da circa 4 mila posti.
Completano il quadro lo stadio “Aldo Campo” di Ragusa, con circa 3 mila posti, il “Dino Liotta” di Licata, uno degli impianti più grandi del girone con oltre 10 mila posti, sebbene la capienza attuale sia ridotta a circa 4.800 posti, il “Giovanni Bruccoleri” di Favara, struttura da circa 3 mila spettatori, e lo stadio “Generale Gaeta” di Enna, con una capienza intorno ai 2 mila posti.
Dalle grandi strutture ai campi più raccolti: la mappa degli stadi della Serie D
Il girone I della Serie D 2026/2027 offrirà quindi una grande varietà di scenari: dai grandi impianti abituati al calcio professionistico fino alle strutture più raccolte dove il rapporto tra squadra e tifoseria è ancora più diretto.
Saranno questi i teatri della nuova stagione, campi dove ogni domenica si giocheranno punti pesanti. Perché in Serie D non conta soltanto la dimensione dello stadio: spesso sono il calore del pubblico e l’atmosfera sugli spalti a trasformare un impianto in un vero fortino.
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