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L’ufficialità è arrivata, ma il suo arrivo non è una novità dell’ultimo momento. Lorenzo Piras è un nuovo calciatore della Reggina: il club amaranto ha ufficializzato oggi il suo arrivo, assegnandogli la maglia numero 22 all’interno della rosa amaranto.

Classe 2006, nato a Carmagnola il 22 aprile, Piras era già aggregato alla squadra di mister Marco Marchionni sin dal ritiro estivo di Cantalupa. Per settimane, tuttavia, la sua posizione è rimasta sospesa: non per una questione tecnica, né per un ripensamento sul mercato, ma per le conseguenze dell’esclusione del Fasano dal campionato di Serie D, società con cui aveva disputato la stagione precedente.

La vicenda si è sbloccata soltanto negli ultimi giorni, quando la Lega Nazionale Dilettanti ha disposto lo svincolo d’autorità dei calciatori del club pugliese. Un passaggio amministrativo decisivo, che ha permesso alla Reggina di completare formalmente un’operazione già impostata da tempo.

Dietro l’annuncio c’è però molto altro: un portiere con tre stagioni consecutive da titolare in Serie D, una formazione calcistica maturata nel settore giovanile della Juventus e un dato statistico significativo, quello delle 33 partite concluse senza subire gol. E c’è una particolarità regolamentare che merita attenzione: Piras potrebbe, chissà, cambiare le gerarchie della porta amaranto, ma non offre alcun vantaggio aggiuntivo nella gestione degli Under.

Il caso Fasano: il tesseramento bloccato dalla vicenda federale

Per comprendere perché un giocatore già presente a Reggio Calabria da tempo sia stato ufficializzato soltanto oggi, bisogna ricostruire la vicenda del Fasano.

Il club pugliese non è stato ammesso al campionato di Serie D 2026-2027. La società ha contestato il provvedimento, presentando ricorso agli organi della giustizia sportiva e annunciando l’intenzione di proseguire la propria battaglia anche nelle sedi successive.

La mancata ammissione ha avuto conseguenze non soltanto sul futuro della squadra, ma anche sulla posizione dei calciatori ancora tesserati. Piras, che aveva lasciato il Fasano per raggiungere la Reggina, non poteva essere regolarmente tesserato dal nuovo club finché il suo precedente vincolo non fosse stato risolto secondo le procedure federali.

Il passaggio decisivo è arrivato con il Comunicato Ufficiale n. 32 del Dipartimento Interregionale della LND. Il provvedimento ha disposto, appunto, lo svincolo d’autorità dei calciatori tesserati per il Fasano.

La decisione è intervenuta dopo il rigetto del reclamo del Fasano da parte della Corte Federale d’Appello contro l’esclusione dal campionato. La società pugliese ha comunque dichiarato di voler proseguire il contenzioso nelle sedi competenti: lo svincolo dei giocatori, quindi, ha risolto la questione del tesseramento senza necessariamente chiudere ogni iniziativa legale del club.

Per Piras, il provvedimento della LND ha rappresentato il passaggio necessario per diventare ufficialmente un calciatore amaranto.

La cronologia spiega tutto: il portiere era già a disposizione dello staff per quanto riguarda il lavoro quotidiano, ma non poteva ancora essere utilizzato come un calciatore regolarmente tesserato. Soltanto dopo lo svincolo è stato possibile completare l’operazione.

Dalla Juventus al calcio dei grandi: il percorso di Piras

La storia calcistica di Piras comincia nel settore giovanile della Juventus, dove ha seguito un percorso di crescita che lo ha portato fino alla formazione Primavera.

Un’esperienza importante, anche se il portiere non è riuscito a esordire in Primavera. Il suo percorso ha preso una direzione diversa quando è arrivata l’opportunità di confrontarsi direttamente con il calcio dei grandi, scegliendo la Serie D come ambiente in cui costruire la propria carriera.

La prima tappa è stata il Bra, nella stagione 2023-2024. Piras ha totalizzato 26 presenze e mantenuto la porta inviolata in 11 occasioni. Un primo anno che gli ha permesso di accumulare esperienza in una categoria nella quale la gestione delle partite, la continuità e la capacità di adattarsi a contesti differenti sono elementi fondamentali.

Nell’annata 2024-2025 si è trasferito al Varese, sempre in Serie D. Qui il minutaggio è cresciuto ulteriormente: 35 presenze, 32 gol subiti e 12 clean sheet.

Nel giugno 2025 è stato poi annunciato dal Fasano. Il trasferimento fu portato avanti dal direttore sportivo Antonio Montanaro, che aveva già lavorato con il portiere nelle precedenti esperienze al Bra e al Varese. Un dettaglio che aiuta a ricostruire il percorso professionale di Piras: il suo passaggio in Puglia non fu un salto nel vuoto, ma una nuova tappa di un cammino già conosciuto dal dirigente che lo aveva seguito in precedenza.

Nella stagione 2025-2026, il Fasano ha concluso il girone H di Serie D al terzo posto, conquistando l’accesso ai playoff. Per Piras si è trattato della prima esperienza nel raggruppamento pugliese, dopo due stagioni trascorse nel girone A.

In campionato, con il Fasano, Piras ha disputato 21 partite da titolare, tutte per intero, totalizzando 1.890 minuti e mantenendo la porta inviolata in 10 occasioni. Considerando anche le gare di Coppa Italia, le presenze stagionali salgono a 23. Un dato che completa, dunque, il quadro delle tre annate.

Trentatré clean sheet: che cosa racconta davvero il dato

Il comunicato ufficiale della Reggina mette in evidenza un numero preciso: 33 partite senza subire gol nelle ultime tre stagioni di Serie D.

Il dato è significativo perché accompagna un percorso nel quale Piras ha sempre trovato spazio. Non parliamo di un portiere che arriva dopo un lungo periodo trascorso in panchina, ma di un giovane che ha accumulato presenze con tre società differenti.

La stagione al Fasano aggiunge un particolare importante: 10 clean sheet in 21 partite di campionato significano che Piras ha chiuso senza subire gol in quasi una partita su due. È un dato che fotografa il rendimento statistico dell’ultima annata, senza però poter essere interpretato isolatamente come una misura assoluta delle sue qualità.

Bisogna infatti aggiungere anche la solidità difensiva della squadra, il numero di occasioni concesse l’andamento delle partite. Ma, letti insieme alle presenze, restituiscono un’indicazione concreta: Piras ha già maturato un’esperienza importante nella categoria in cui giocherà anche in amaranto.

Il suo curriculum racconta dunque una crescita costruita soprattutto attraverso il campo. Dalla formazione juventina al primo campionato senior, fino alla continuità raggiunta tra Bra, Varese e Fasano, il portiere ha accumulato tre stagioni consecutive in Serie D prima di approdare a Reggio Calabria.

Ritrova De Mori: il legame con l’ultima esperienza al Fasano

L’esperienza in Puglia non rappresenta soltanto l’ultima tappa del percorso professionale di Piras, ma anche un collegamento con l’attuale gruppo amaranto. Alla Reggina ritrova infatti Edoardo De Mori, con cui ha condiviso la stagione al Fasano.

Il difensore è un volto che il portiere conosce già, un dettaglio che aggiunge un piccolo elemento di continuità al suo passaggio in Calabria. Per un estremo difensore, conoscere già un compagno della linea arretrata può essere utile nella costruzione dell’intesa in campo.

Il fattore Under: Piras è nato appena quattro giorni dopo Lagonigro

L’aspetto più interessante dell’arrivo di Lorenzo Piras riguarda le possibili conseguenze sulla gestione delle quote Under. Il nuovo portiere amaranto è nato il 22 aprile 2006, appena quattro giorni dopo Antonio Lagonigro, nato il 18 aprile dello stesso anno. Una coincidenza anagrafica che, nel calcio dilettantistico, ha un significato ben preciso.

Entrambi appartengono alla classe 2006 e, ai fini del regolamento, occupano la medesima fascia. Ecco perché l’eventuale avvicendamento tra i pali non comporterebbe alcun cambiamento nella composizione anagrafica della formazione.

Il regolamento della Serie D per la stagione 2026-2027 prevede infatti l’impiego obbligatorio di almeno tre giovani calciatori: un classe 2006, un classe 2007 e un classe 2008, oppure giocatori di annate più giovani.

Se mister Marchionni decidesse di affidare a Piras il posto da titolare, la Reggina continuerebbe quindi ad avere tra i pali un calciatore del 2006. La quota relativa a quell’annata resterebbe occupata, rendendo necessario schierare anche un 2007 e un 2008, o calciatori più giovani, per rispettare gli obblighi regolamentari.

In altre parole, Piras potrebbe cambiare il titolare della porta, ma non libererebbe un posto Under 2006 per un altro reparto. Per ottenere questo risultato servirebbe una soluzione anagrafica differente tra i pali.

Madia, la carta più giovane a disposizione di Marchionni

La Reggina, tuttavia, dispone già di un’alternativa più giovane: Lorenzo Madia, portiere classe 2007, il quale ha esordito una settimana fa a Barcellona Pozzo di Gotto, contro l’Igea Virtus, in Coppa Italia. La sua presenza in rosa è un elemento da considerare quando si analizzano le possibili scelte di Marchionni, perché permette di ragionare su una distribuzione diversa delle quote.

Con un portiere del 2007 titolare, infatti, la casella del 2006 potrebbe essere occupata da un calciatore di movimento, fermo restando l’obbligo di schierare anche un 2008. La scelta tra un portiere del 2006 e uno del 2007, dunque, non riguarda soltanto il rendimento tra i pali, ma può incidere anche sull’organizzazione degli altri reparti.

Con Piras o Lagonigro titolare, invece, il 2006 sarebbe già presente in porta. Per schierare contemporaneamente un altro calciatore della stessa annata in un ruolo di movimento, la Reggina dovrebbe impiegare quattro Under complessivi: due classe 2006, uno del 2007 e uno del 2008, o annate più giovani.

Non si tratta di un obbligo aggiuntivo imposto dalla Lega, ma della conseguenza della composizione della formazione. Le tre quote minime devono essere rispettate e, se si vuole utilizzare un secondo classe 2006, quel giocatore si aggiunge ai giovani già necessari.

Il punto, quindi, non è che Piras sia meno utile sul piano tecnico, ma che il suo anno di nascita non offre un vantaggio regolamentare rispetto a Lagonigro. La presenza di Madia apre invece una possibilità diversa nella costruzione dell’undici iniziale, lasciando allo staff la valutazione sul portiere più adatto alle esigenze della squadra.

Il vantaggio di essere già a Reggio Calabria

C’è poi un elemento pratico che distingue l’ufficializzazione di Piras da quella di un calciatore arrivato soltanto nelle ultime ore di mercato.

Il portiere era aggregato al gruppo amaranto sin dal ritiro estivo di Cantalupa. Ha quindi avuto modo di lavorare con la squadra e prendere confidenza con il gruppo, senza dover iniziare da zero dopo l’annuncio ufficiale.

Per un portiere, il tempo trascorso sul campo insieme ai compagni può essere importante. La comunicazione con la difesa, la conoscenza dei movimenti collettivi e l’abitudine alle richieste dello staff sono aspetti che si costruiscono anche durante gli allenamenti.

Questo non significa che Piras abbia automaticamente acquisito un vantaggio nelle gerarchie, né che sia destinato a diventare titolare. Significa, più semplicemente, che la sua integrazione nel gruppo è iniziata prima dell’ufficialità.

La vicenda del Fasano ha ritardato il tesseramento, ma non ha impedito al portiere di conoscere il contesto nel quale dovrà ora giocarsi le proprie possibilità.

Che cosa cambia davvero con Lorenzo Piras? Spoiler: nulla

L’arrivo del portiere piemontese amplia le alternative a disposizione di Marchionni e introduce una nuova candidatura per il ruolo di titolare. Il curriculum, costruito attraverso tre stagioni consecutive in Serie D, gli permette di presentarsi con un bagaglio di esperienza già consistente per la sua età.

Il suo eventuale ingresso nell’undici iniziale, però, non modificherebbe la gestione delle quote Under rispetto a un altro portiere classe 2006. Piras e Lagonigro appartengono alla stessa annata: cambierebbe il nome del portiere, non la casella anagrafica occupata.

La presenza di Madia, classe 2007, offre invece allo staff una soluzione alternativa che può incidere sulla distribuzione dei giovani in campo. Sarà Marchionni a valutare se e quando utilizzarla, tenendo conto del rendimento degli estremi difensori e delle esigenze complessive della formazione.

Studente di Giurisprudenza e praticante giornalista, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.