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La Lazio, con il presidente Claudio Lotito che nelle scorse settimane ha rilevato la Reggina, è stata costretta a rimuovere dal proprio sito ufficiale ogni riferimento a Polymarket, dopo il nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) che ha inserito la piattaforma tra i siti di gioco non autorizzati in Italia.

La decisione è arrivata lunedì 27 luglio e riguarda una società che da aprile era diventata il main sponsor del club biancoceleste. L’accordo tra Lazio e Polymarket ha un valore superiore ai 22 milioni di dollari, pari a circa 19 milioni di euro con il cambio attuale, e prevede la presenza del marchio sulle maglie della squadra.

Cos’è Polymarket e come funziona

Polymarket è una piattaforma di prediction market basata su criptovalute, nella quale gli utenti possono comprare e vendere quote legate all’esito di eventi reali — dalla politica allo sport, fino a finanza, tecnologia e cultura — esprimendo di fatto una previsione sul loro verificarsi. Ogni mercato propone una domanda, spesso con risposta “Sì” o “No”: per esempio, “un candidato vincerà le elezioni?”, “il Bitcoin supererà una determinata soglia entro una data?” oppure “una squadra conquisterà un trofeo?”. Il prezzo delle quote, compreso tra 0 e 1 USDC, riflette la probabilità implicita attribuita dal mercato all’evento: una quota “Sì” a 0,30 dollari segnala una probabilità stimata del 30%; se la previsione risulta corretta, la quota viene liquidata a 1 USDC, altrimenti perde valore. A differenza delle scommesse tradizionali, le posizioni sono scambiate tra gli utenti e possono essere rivendute prima dell’esito finale.

Un accordo importante per la gestione Lotito

La partnership con Polymarket rappresentava per la Lazio un’operazione commerciale di grande rilievo. La società americana, attiva nel settore dei mercati predittivi basati sulla tecnologia blockchain, era stata scelta come nuovo partner internazionale del club.

Per la gestione di Claudio Lotito si trattava di un accordo in grado di portare nuove risorse economiche e di rafforzare il posizionamento della Lazio nel mondo digitale e tecnologico.

Perché Polymarket è stato bloccato in Italia

Il problema nasce dalla natura della piattaforma. Polymarket non funziona come un bookmaker tradizionale, ma permette agli utenti di acquistare e vendere quote legate alla possibilità che si verifichino determinati eventi futuri.

Proprio questa caratteristica ha creato dubbi dal punto di vista normativo. Secondo le autorità italiane, un servizio che consente agli utenti di puntare denaro sull’esito di eventi futuri rientra nella disciplina del gioco pubblico e necessita quindi di una concessione ADM.

Non avendo una licenza italiana, Polymarket non può offrire il proprio servizio agli utenti sul territorio nazionale.

Il futuro della sponsorizzazione resta da valutare

La vicenda potrebbe avere conseguenze anche sul rapporto tra Polymarket e la Lazio. Al momento il club ha eliminato i riferimenti allo sponsor dal proprio sito, mentre resta da capire quale sarà l’evoluzione della partnership.

La situazione dipenderà anche dal ricorso presentato dalla società americana contro i precedenti provvedimenti dell’ADM. Il nodo principale resta sempre lo stesso: stabilire se Polymarket debba essere considerata una piattaforma tecnologica di previsione oppure un servizio assimilabile alle scommesse.

Per la Lazio di Claudio Lotito si tratta quindi di una questione delicata: da una parte un accordo economico significativo, dall’altra le difficoltà legate alle regole italiane sul gioco online.

Studente di Giurisprudenza e appassionato di giornalismo sportivo, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.