Claudio Lotito, patron della Reggina e presidente della Lazio, torna al centro dell’attenzione per un’inchiesta della Procura di Roma che riguarda presunte pressioni per spingerlo alla vendita della società biancoceleste e la diffusione di notizie ritenute false, potenzialmente in grado di incidere sul valore delle azioni della Lazio.
L’indagine, secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, ha portato alle perquisizioni effettuate dai carabinieri del Nucleo Investigativo nei confronti del faccendiere ed ex giornalista Luigi Bisignani, del presidente di Banca del Fucino Mauro Masi e dell’amministratore delegato Francesco Maiolini. I tre risultano indagati per l’ipotesi di manipolazione del mercato e, per Bisignani, anche per aggiotaggio.
L’ipotesi della Procura
Al centro dell’inchiesta ci sarebbe dunque una presunta attività di manipolazione del mercato, legata alla diffusione di notizie ritenute false e potenzialmente in grado di provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della Lazio, società quotata in Borsa.
Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione citato da Domani, i soggetti coinvolti avrebbero contribuito, insieme ad altre persone ancora da identificare, alla diffusione attraverso social network e alcuni organi di informazione di notizie riguardanti una possibile cessione della Lazio da parte di Lotito.
Tra gli elementi contestati ci sarebbero anche informazioni relative alla situazione economica delle società riconducibili all’imprenditore romano e una presunta volontà di favorire la retrocessione della Lazio per ottenere il cosiddetto “paracadute” da 35 milioni di euro.
Secondo l’ipotesi investigativa, la diffusione di queste informazioni avrebbe potuto contribuire a svalutare il valore della società e aumentare la pressione su Lotito affinché prendesse in considerazione la vendita della Lazio.
Il precedente fascicolo sulle minacce a Lotito
L’inchiesta sarebbe collegata anche a un precedente procedimento nato dalle denunce presentate da Lotito per presunte minacce nei suoi confronti.
Nel dicembre 2025 erano state effettuate alcune perquisizioni nei confronti di persone ritenute coinvolte nella vicenda. Dall’analisi dei dispositivi sequestrati sarebbero poi emersi elementi che hanno portato gli investigatori ad approfondire i rapporti tra diversi soggetti e le iniziative di protesta contro il presidente della Lazio.
È in questo contesto che sarebbero emersi ulteriori elementi sui rapporti tra Bisignani e alcuni esponenti di Banca del Fucino.
I rapporti tra Bisignani e Banca del Fucino
Nell’ambito degli accertamenti è finito sotto la lente anche Luigi Bisignani, che negli ultimi anni ha dedicato diversi interventi alla situazione della Lazio attraverso articoli, interviste e partecipazioni a emittenti radiofoniche romane.
Secondo quanto riferito da Domani, gli investigatori avrebbero inoltre riscontrato diversi contatti tra Bisignani e Maiolini nel corso degli ultimi due anni, oltre ad alcuni contatti con Masi.
Particolare attenzione sarebbe stata riservata anche alla coincidenza tra alcuni contatti telefonici e la preparazione o pubblicazione di articoli dedicati alla situazione della Lazio.
La Procura dovrà ora verificare la natura di questi rapporti e l’eventuale esistenza di un coordinamento legato alle iniziative sulla Lazio e alla possibile cessione della società.
Nel mirino anche la fondazione Noi Oltre 365
Un altro elemento dell’inchiesta riguarda Banca del Fucino. Secondo le informazioni riportate da Domani, l’istituto avrebbe fornito assistenza alla fondazione Noi Oltre 365, che si sarebbe occupata della raccolta di fondi per sostenere iniziative di protesta contro Lotito.
Banca del Fucino, tuttavia, ha precisato di non essere indagata e ha negato di aver finanziato, direttamente o indirettamente, iniziative o campagne riconducibili alla vicenda. L’istituto ha inoltre sottolineato di non detenere azioni della Lazio, di non aver ricevuto mandati per l’acquisto della società o di sue partecipazioni e di non aver svolto attività di advisory per soggetti interessati al club biancoceleste.
Perché la vicenda interessa anche la Reggina
La notizia assume una particolare rilevanza anche a Reggio Calabria per il ruolo che Claudio Lotito ricopre nella Reggina.
L’inchiesta della Procura di Roma riguarda però la Lazio e le presunte condotte legate alla diffusione di informazioni sul club biancoceleste. Al momento non risultano contestazioni che riguardino la società amaranto.
Il collegamento con la Reggina è quindi legato esclusivamente alla posizione di Lotito, oggi patron del club calabrese. Eventuali sviluppi dell’indagine romana saranno inevitabilmente seguiti anche a Reggio Calabria, ma allo stato attuale non emergono elementi che colleghino la Reggina alle ipotesi investigative al vaglio della Procura.
Gli accertamenti sono in corso
L’inchiesta è ancora nella fase degli accertamenti e sarà necessario attendere gli sviluppi investigativi per comprendere se le ipotesi formulate dalla Procura troveranno conferma.
Per ora, dunque, si tratta di un’indagine che riguarda la Lazio e i rapporti tra i diversi soggetti finiti sotto la lente degli investigatori. Nessuna responsabilità è stata accertata in via definitiva.
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