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La compagine dello Stretto, galvanizzata dalle prime due roboanti vittorie — la prima in Coppa Italia, la seconda in campionato, entrambe maturate al Granillo — si appresta ad affrontare la prima trasferta stagionale sul campo del Modica. Una squadra arcigna, costruita per disputare un campionato di buon livello e capace, tra le mura amiche, di rappresentare un ostacolo tutt’altro che agevole.

La Reggina si schiera con un 3-5-2: Lagonigro tra i pali; Fazio, Lancini e R. Girasole a completare il pacchetto difensivo; Toscano, Rotulo, Abonckelet, Acquadro e Baggi in mediana; il tandem offensivo è composto da Alma e Reis.

Il Modica risponde con un modulo speculare: 3-5-2. Romano in porta; Kljajic, Callegari e Milazzo in difesa; Giardina, Alsero, Sangrè, Garufi e Cappello a completare il reparto; Renerò e Pierce in avanti.

Dopo una lunga fase di studio, caratterizzata da ritmi piuttosto compassati, è il Modica ad avere la prima occasione. Al 10’, Acquadro perde palla nei pressi della linea mediana e Pierce tenta la giocata dalla distanza, cercando quello che avrebbe potuto essere il classico gol della domenica: la conclusione, tuttavia, si spegne alta sopra la traversa.

La partita si fa immediatamente nervosa e, tra le fila amaranto, Reis e Fazio finiscono sul taccuino del direttore di gara.

Al 20’, un ottimo assist di Garufi, ex amaranto, manda in porta un attaccante del Modica, che conclude a botta sicura e gonfia la rete. La gioia dei padroni di casa, però, dura soltanto pochi istanti: il guardalinee ravvisa una posizione di fuorigioco e il risultato rimane dunque inchiodato sullo 0-0. La Reggina appare in evidente difficoltà in questa prima fase dell’incontro.

Pochi minuti più tardi si abbatte sul terreno di gioco un violento acquazzone, accompagnato da forti folate di vento, che rendono ulteriormente complicate le condizioni del campo.

La Reggina, tuttavia, prende coraggio. La catena di destra comincia a spingere con maggiore insistenza e Abonckelet serve Baggi, che lascia partire una conclusione insidiosa: Romano si supera e devia in calcio d’angolo.

Poco dopo, la compagine dello Stretto trova Reis, che con il braccio fa da sponda al limite dell’area per Alma. L’attaccante conclude e trova la rete, ma anche in questo caso il direttore di gara annulla il gol.

Al 30’ è nuovamente il Modica a farsi vedere dalle parti di Lagonigro. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Garufi, il numero 26 dei padroni di casa svetta di testa e schiaccia il pallone verso la porta: la sfera termina di poco a lato.

Due minuti più tardi, però, sono gli ospiti a passare in vantaggio. Dalla bandierina va Acquadro; nasce un’azione confusa, caratterizzata da un susseguirsi di rimpalli, e sulla sfera si avventa Rosario Girasole, che trova la deviazione decisiva e deposita il pallone in rete.

Modica 0-1 Reggina.

Al 38’ sono ancora i padroni di casa a rendersi pericolosi, questa volta sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Garufi. Lagonigro è costretto a intervenire e, con una smanacciata, allontana il pallone dalla propria area di rigore.

Il Modica non accenna a diminuire la propria pressione. Pochi minuti più tardi, Kljajic si esibisce in una pregevole serpentina tra le maglie della retroguardia amaranto e, con un elegante colpo di tacco, serve Giardina. La conclusione è immediata, ma Lagonigro si supera ancora una volta e respinge.

I padroni di casa sfiorano il pareggio.

Si chiude così la prima frazione: una partita nervosa, ruvida, ma tutt’altro che priva di emozioni. A condurre è una Reggina estremamente cinica, capace di capitalizzare al massimo una delle poche occasioni costruite, ma ancora chiamata a soffrire per difendere il prezioso vantaggio.

Secondo tempo

La seconda frazione si apre sulla falsariga della prima, con un gioco spezzettato e contrasti particolarmente duri. A farla da padrone è il nervosismo e fioccano le ammonizioni: al 54’ viene sanzionato Lancini, mentre pochi minuti più tardi finisce sul taccuino dell’arbitro anche Rotulo.

Al 56’ arriva una grande occasione per la Reggina. Baggi anticipa il diretto avversario e colpisce a botta sicura, ma la sfera si stampa sul palo. Amaranto a un passo dal raddoppio.

Al 60’ Marchionni corre ai ripari: fuori Rotulo, già ammonito, e dentro Rossetti.

La partita, tuttavia, continua a vivere di lanci spesso sconclusionati, anche dalla distanza di sessanta metri, e di contrasti che finiscono per prevalere sulla qualità della manovra. Un copione non inconsueto nelle categorie inferiori, dove la componente agonistica tende talvolta a prendere il sopravvento su quella tattica.

Mister Marchionni decide allora di attingere nuovamente dalla panchina: fuori Alma e Reis, dentro Magrassi e Jallow.

Le occasioni da rete continuano a latitare e la gara resta imprigionata in una fase estremamente nervosa. Il tecnico amaranto opera così un’ulteriore sostituzione: fuori uno stanco Acquadro, tra i migliori in campo della Reggina, e dentro il capitano Laaribi.

Il nervosismo continua a serpeggiare sul terreno di gioco. Anche R. Girasole finisce tra gli ammoniti e, pochi minuti più tardi, si accende una mischia furibonda nell’area amaranto. Lagonigro appare incerto nell’uscita, ma i padroni di casa non riescono ad approfittarne e spediscono il pallone alto sopra la traversa.

A cinque minuti dal termine, l’ottimo Porcino, con un nuovo numero, ovvero il 15 sulle spalle, rileva uno sfinito Abonckelet.

All’87’ il Modica beneficia di un calcio di punizione. Il cross, apparentemente innocuo, viene completamente svirgolato e, rasoterra, finisce per sorprendere la retroguardia amaranto, Lagonigro ancora molto incerto. Sbuca un calciatore del Modica che calcia verso la porta: Girasole si immola e salva sulla linea.

Un brivido gelido percorre la schiena dei tifosi amaranto presenti sugli spalti di Modica.

Dopo quattro minuti di recupero e un finale concitato, nel quale di calcio organizzato rimane ben poco — più simile, per certi versi, al gioco della “palla tra i due fuochi” che a una partita di calcio — arriva il triplice fischio.

La Reggina porta a casa altri tre punti e rimane a punteggio pieno. La prestazione, però, non può dirsi altrettanto brillante: gli amaranto vincono, sì, ma lo fanno al termine di una gara sofferta, nella quale il cinismo ha finito per compensare una manovra non sempre convincente.

Una vittoria che pesa

Ci sono partite che non chiedono di essere ricordate per la loro bellezza, ma per ciò che lasciano in classifica e, forse ancora di più, dentro chi le ha vissute. Modica-Reggina appartiene a questa categoria: novanta minuti sporchi, una rete, un palo, una linea di porta difesa all’ultimo respiro e una vittoria costruita più sulla resistenza che sulla brillantezza.

È il calcio nella sua forma meno patinata: quello in cui, come canta il complesso Sincere Engineer, “I don’t know why, but it’s true” , infatti, non sempre si vince dominando; talvolta si vince restando in piedi quando la partita sembra voler trascinare tutti nel proprio caos.

La Reggina torna a casa con tre punti e una certezza ancora tutta da costruire: il cammino è lungo, e certe vittorie, prima ancora di raccontare quanto si è giocato bene, raccontano quanto si è stati disposti a resistere.

Non semper pulchritudo victoriae causa est; interdum ipsa pertinacia victoriam parit.

Non sempre la bellezza è la causa della vittoria; a volte la caparbietà stessa genera la vittoria

Dottore in Scienze delle Attività Motorie con oltre dieci anni di esperienza nel settore sportivo, affianca al rigore metodologico un costante percorso di aggiornamento professionale e accademico, arricchito da recenti specializzazioni e da un ulteriore percorso universitario in fase di completamento. Cura gli editoriali post-partita con uno stile che unisce analisi tecnica, approfondimento e autentica passione per la Reggina. Il suo approccio editoriale, influenzato dall’essenzialità e dal pragmatismo del giornalismo britannico, riflette una visione poliedrica e multidisciplinare offrendo una firma autorevole, riconoscibile e dal respiro internazionale.