Quarantadue anni al servizio della Reggina, attraversando epoche, promozioni, cambi societari e momenti indimenticabili della storia amaranto. Franco Iacopino, storico ex dirigente della società amaranto, è stato ospite ai nostri microfoni durante la puntata di ieri di AmaranTalk, analizzando il presente e il futuro della squadra, senza dimenticare i retroscena di una carriera vissuta accanto a tanti protagonisti del calcio italiano.
Dalla corsa alla promozione in Serie C al confronto tra le gestioni Ballarino e Lotito, passando per il mercato, la necessità di un centravanti e i rimpianti legati a talenti come Roberto Baggio, Iacopino ha offerto una riflessione a tutto campo sulla Reggina.
Quarantadue anni in amaranto: “La storia è fondamentale per il futuro”
Ripercorrendo le tappe della propria carriera, Iacopino ha ricordato gli inizi nel calcio reggino e i numerosi incarichi ricoperti all’interno della società amaranto, sottolineando il legame profondo tra la squadra e la città:
“Giocavo nei Boys della Reggina alla fine degli anni Cinquanta. Facevo il portiere, ma ho dovuto interrompere per problemi di vista: all’epoca non c’erano le lenti a contatto. Successivamente mi chiamò il professor Dolfin, che era stato il primo direttore sportivo con il dottor Granillo. Mi affidarono il settore giovanile e da lì cominciò la mia carriera, che per me era come un secondo lavoro, perché nel frattempo studiavo e mi sono laureato in Giurisprudenza.
Sono rimasto 42 anni con la casacca amaranto addosso: responsabile del settore giovanile, segretario generale, direttore generale, responsabile della comunicazione, team manager e, per otto giorni, anche presidente, perché il presidente era squalificato e la Lega pretese che fossi io a rappresentare la società. Per quattro giorni ho fatto persino il magazziniere.
Nel percorso ho conseguito anche il tesserino da giornalista pubblicista, che mi ha aiutato molto nei rapporti con la stampa. La storia ci insegna che bisogna sempre tenerla presente per il futuro, perché il futuro non c’è mai stato senza la storia. Reggio Calabria ha un rapporto viscerale con la Reggina, a tutti i livelli, e questo ci ha consentito di ottenere tanti successi e di salvarci in situazioni difficili”.
La corsa alla Serie C: “La Reggina è la principale favorita”
Sul campionato in corso, il giudizio di Iacopino è netto: la Reggina dispone delle qualità necessarie per puntare alla promozione. L’ex dirigente invita però a mantenere alta la concentrazione, soprattutto nelle gare più insidiose:
“In questo girone credo che si sia già delineato il protagonista: abbiamo un solo nome, la Reggina. Sono passati due mesi di attività reale e i risultati ci dicono che, al di là della classifica temporanea, con una partita in meno, in teoria dovrebbe essere la capolista.
La Reggina è assolutamente la principale favorita di questa stagione. La fiducia è massima. La squadra, così com’è composta, ma anche con qualche eventuale correzione in corsa, può arrivare tranquillamente a maggio a festeggiare la promozione in Serie C, che è il minimo sindacale per questa città, per questa società e per questi tifosi.
Il rapporto viscerale tra la società e la città è sempre stato un valore aggiunto fondamentale, grazie al pubblico, alla stampa, agli addetti ai lavori e ai tifosi”.
Un passaggio è dedicato anche al Sambiase, protagonista di un avvio positivo. Iacopino ne riconosce i meriti, ma ritiene che la formazione amaranto abbia un potenziale superiore:
“Il Sambiase è una squadra di categoria che sta giocando bene. Evidentemente ha un allenatore e una dirigenza capaci di costruire, in un centro così piccolo, una realtà sportiva di questa portata.
Ma, con tutto il rispetto per il Sambiase, per le altre squadre e per le neopromosse, la Reggina è un bel passo avanti e non dovrebbe incontrare grandissimi ostacoli, a condizione di giocare sempre con lo stesso impegno. È un campionato difficile: fuori casa troverà ambienti complicati e campi non all’altezza. Tutto questo deve essere uno stimolo per uscire da una categoria che, con tutto il rispetto, non è l’abito della Reggina”.
Ballarino e Lotito, il confronto: “Sono due realtà differenti”
Iacopino ha affrontato il tema dei cambiamenti societari, ricordando le difficoltà vissute dalla tifoseria amaranto negli ultimi anni e le conseguenze delle vicende che hanno segnato la storia recente del club:
“Non dobbiamo dimenticare che il pubblico e i tifosi della Reggina, intesa come tutta la città, hanno subito negli ultimi sette-otto anni una serie di delusioni che hanno portato addirittura alla cancellazione. Non siamo arrivati attraverso una retrocessione: siamo stati cancellati. C’è stato il fallimento del 2015, disastroso, seguito da una serie di dirigenze non reggine. Forse anche questo ha pesato”.
Analizzando la gestione Ballarino, l’ex dirigente ha posto l’accento sulle risorse economiche disponibili e sulle difficoltà strutturali del campionato dilettantistico:
“Ballarino è un imprenditore che aveva risorse che soltanto lui sa se fossero limitate. Quelle che ha messo a disposizione erano, comunque, le risorse di una società non particolarmente danarosa, non in grado di costruire una corazzata in campionati difficili e complicati come quelli dilettantistici.
È una Lega che avrebbe bisogno di una riforma sostanziale: mancano le strutture e il campionato dovrebbe essere un percorso di preparazione per i giovani. Invece ci ritroviamo a parlare di calciatori di una certa età, con gli over protagonisti. Ballarino ha fatto quello che poteva”.
Il discorso si è poi spostato su Claudio Lotito, la cui esperienza nel calcio professionistico rappresenta, secondo Iacopino, un elemento di vantaggio sul piano organizzativo e gestionale:
“Quando al posto di Ballarino arriva Lotito, arriva un presidente che da 22 anni è alla guida di una società prestigiosa di Serie A come la Lazio. È stato anche molto abile a tirarla fuori da una situazione finanziaria difficilissima, riuscendo, attraverso la politica e le relazioni, a rateizzare un debito con l’Erario. È il famoso discorso all’italiana, per cui la legge trova subito il suo inganno”.
A fare la differenza, secondo Iacopino, è anche la qualità dell’organico costruito per affrontare la stagione:
“È ovvio che, avendo una struttura organizzativa e tecnica di quel livello, si sia in vantaggio. E lo si vede, perché l’organico allestito quest’anno dalla Reggina è nettamente superiore dal punto di vista tecnico, qualitativo e numerico.
Speriamo che in panchina ci siano calciatori talmente forti che, quando vengono utilizzati, possano dimostrarsi persino più bravi di quelli che sono usciti. I paragoni non si possono fare: sono due realtà differenti, con disponibilità economiche diverse”.
Il mercato e il centravanti: “Serve un bomber di razza”
Guardando alla prossima finestra di mercato, Iacopino si aspetta movimenti e possibili novità. La Reggina, a suo giudizio, ha già una rosa competitiva, ma potrebbe completarla intervenendo nel reparto offensivo:
“Vedrete che da qui a dicembre ci saranno molte novità, perché l’andamento del campionato orienterà le squadre.
La Reggina ha costruito un organico di primissima fascia e i risultati dei primi due mesi lo hanno dimostrato, perché nel calcio contano soltanto i risultati. E i risultati danno ragione alla conduzione dirigenziale e tecnica”.
Il nodo riguarda soprattutto la capacità realizzativa delle punte. Per Iacopino, un centravanti con spiccate doti da finalizzatore potrebbe rappresentare l’ultimo tassello per rendere la squadra ancora più completa:
“Forse davanti si potrebbe fare qualcosa per migliorare il rendimento realizzativo, perché la squadra produce tanto gioco. Quelli che hanno segnato più degli altri sono un esterno e un centrocampista, Toscano e Abonckelet. Le punte, invece, hanno fatto meno.
Forse servirebbe un attaccante, un cecchino, un bomber di razza. Penso a un giocatore come Inzaghi, che toccava pochi palloni perché poi li metteva dentro. Quando non segnava poteva diventare un peso per la squadra, ma quando toccava la palla, quasi sempre faceva gol.
La ricerca di un attaccante con queste caratteristiche potrebbe completare una rosa che è già abbastanza forte”.
I campioni scoperti e i rimpianti: “Baggio è stato a un passo dalla Reggina”
Nel corso di oltre quattro decenni di attività, Iacopino ha seguito migliaia di calciatori. Ripensando ai talenti passati dal settore giovanile e dalla prima squadra, ha ricordato alcuni nomi arrivati fino ai massimi livelli del calcio italiano:
“Nel mio museo, nella stanza dei ricordi, ci sono almeno dieci o quindici rubriche. All’epoca non c’erano i computer: era tutto cartaceo e conservavo gli indirizzi e i numeri di telefono di calciatori, allenatori e istruttori.
Attraverso la nostra gestione sono passati qualcosa come tremila o quattromila calciatori”.
Tra i giocatori che gli sono rimasti maggiormente impressi ci sono anche campioni del mondo e protagonisti della Serie A:
“Mi vengono in mente due campioni del mondo: Perrotta e Pirlo. Ma posso ricordare anche il gruppo dei calciatori che hanno giocato in Serie A, come Giacchetta, Cozza, Belardi e Cirillo. Tutta gente che è arrivata qui con i calzini corti”.
Non mancano, tuttavia, le occasioni sfumate. Una delle più grandi riguarda un attaccante seguito personalmente a Catania, che la Reggina non riuscì a ingaggiare per ragioni economiche:
“Il mio primo rimpianto in assoluto era un attaccante che giocava a Catania, Pietro Anastasi. Ero andato io a vederlo e mi hanno anche accusato di non averlo capito. In realtà era una questione esclusivamente economica, perché le finanze della Reggina si sono scontrate con quelle importanti di un imprenditore varesino, Borghi, famoso per l’azienda Ignis, che surclassò l’offerta della Reggina.
Era un calciatore che avevo visto da ragazzino e che avrei visto molto bene nella nostra squadra. Poi è arrivato anche in Nazionale”.
Il ricordo si allarga poi a Roberto Baggio e ad altri calciatori che hanno lasciato il segno nella storia amaranto:
“Baggio è stato a un passo dalla Reggina. In compenso è arrivato Mozart, che è stato un calciatore di ottimo livello.
La Reggina, attraverso il proprio scouting, con a capo l’avvocato Franco Gagliardi, ha portato in amaranto tantissimi calciatori di un certo livello”.
Il rapporto con la stampa: “I giornalisti devono essere tutti uguali”
Iacopino ha dedicato spazio anche al rapporto con i giornalisti, spiegando quale fosse il metodo seguito durante i suoi anni in società. Un approccio fondato sull’imparzialità professionale, sul rispetto reciproco e sulla disciplina:
“Io ero amico di tutti. Dicevo sempre che, nel lavoro, i giornalisti per me andavano dalla A alla Z, senza distinzione. Poi potevamo avere rapporti di amicizia più stretti con alcuni e meno con altri, ma nel rapporto professionale dovevano essere tutti uguali. Per questo facevo sempre l’elenco alfabetico, dalla A alla Z.
Due concetti fondamentali mi hanno insegnato i miei maestri e mi hanno sempre guidato: il ruolo e la disciplina. Il ruolo comporta il rispetto e, quando rispetti i ruoli, hai già ottenuto il massimo. La disciplina è applicazione: non è un fatto negativo, ma positivo”.
La sfida contro il CastrumFavara: “La differenza si vedrà in campo”
In vista dell’impegno di mercoledì contro il CastrumFavara, Iacopino ha messo in guardia la Reggina dalle possibili difficoltà ambientali e dalle condizioni dei campi, aspetti che possono incidere sull’andamento delle partite in trasferta:
“Questo è un campionato un po’ anomalo. La Reggina può incontrare difficoltà ambientali: quando arriva, per gli avversari è la partita della vita. Ci sono poi difficoltà strutturali, perché i campi sono quelli che sono. Bisogna mettere in conto tutte le difficoltà possibili e adottare le necessarie precauzioni”.
Pur invitando alla prudenza, l’ex dirigente amaranto ha ribadito la fiducia nella superiorità della squadra, richiamando la differenza di punti in classifica:
“Dobbiamo tenere conto dei numeri, perché nel calcio sono quelli che contano: noi abbiamo 19 punti, loro 7 e sono al quindicesimo posto. Sulla carta non dovrebbe esserci partita.
Bisogna considerare l’ambiente, il pubblico, anche se giocando di mercoledì la gente dovrebbe lavorare, e un terreno di gioco che probabilmente non sarà in condizioni e dimensioni ideali. Sono tutte situazioni che possono creare disagio, ma la differenza tra le due squadre c’è e si vede. Credo che alla fine si vedrà anche in campo”.
Il ricordo più bello: “La prima promozione in Serie A”
In chiusura, Iacopino ha individuato il momento che più di ogni altro ha segnato la sua lunga esperienza in amaranto: la prima storica promozione della Reggina nella massima serie:
“Non c’è dubbio: la prima promozione in Serie A. È stato il coronamento di una carriera trascorsa quasi interamente dietro le carte federali e i regolamenti”.
Un ricordo che racchiude il significato di quarantadue anni vissuti al servizio della Reggina, tra successi sportivi, scelte dirigenziali, talenti scoperti e un legame profondo con la città di Reggio Calabria.
Studente di Giurisprudenza e praticante giornalista, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.




