Il caso Fasano resta ancora aperto e la sua definizione potrebbe avere conseguenze anche sul futuro di Lorenzo Piras, il giovane portiere classe 2006 seguito dalla Reggina.
Il Tribunale Federale Nazionale ha infatti respinto l’istanza cautelare presentata dal Città di Fasano SSD arl, con la quale la società aveva chiesto l’ammissione con riserva al campionato di Serie D 2026/2027.
Il ricorso era stato presentato il 29 agosto 2026, contro la delibera della Lega Nazionale Dilettanti del 5 agosto.
Il TFN ha ritenuto che la complessità della controversia non consentisse di accogliere la richiesta attraverso un decreto monocratico urgente. Il Tribunale ha però ritenuto possibile soddisfare l’esigenza cautelare attraverso una discussione collegiale a breve termine.
Udienza fissata per il 10 settembre
La questione verrà quindi discussa in sede collegiale il 10 settembre 2026 alle ore 10, in videoconferenza.
Il TFN ha inoltre concesso alle parti resistenti termine per la presentazione delle memorie fino all’8 settembre alle ore 12.
Il decreto è stato depositato oggi, giovedì 3 settembre 2026, e porta la firma del presidente del Tribunale Federale Nazionale, Carlo Sica.
La decisione odierna, dunque, non definisce nel merito la posizione del Fasano, ma lascia ancora aperta la partita relativa alla partecipazione della società al prossimo campionato di Serie D.
Piras, il futuro passa dalla situazione del Fasano
La vicenda assume particolare interesse per la Reggina per un motivo preciso: Lorenzo Piras è ancora tesserato con il Fasano.
Il giovane portiere classe 2006 era stato individuato dalla società amaranto come un possibile rinforzo per la propria rosa, ma la sua situazione è strettamente legata a quella del club pugliese.
Finché non verrà definito il destino sportivo del Fasano e, conseguentemente, la posizione dei calciatori ancora vincolati alla società, Piras non può infatti semplicemente svincolarsi e completare il trasferimento alla Reggina.
Romairone aveva già spiegato la situazione
A fare chiarezza sulla vicenda era stato nei giorni scorsi il direttore sportivo amaranto Giancarlo Romairone, spiegando le ragioni per cui Piras non poteva essere tesserato dalla Reggina.
Il portiere, nonostante l’interesse del club dello Stretto, rimane quindi legato al Fasano. Una situazione che non dipende da una scelta della Reggina o dello stesso giocatore, ma dall’incertezza che continua a circondare la società pugliese.
Il nuovo decreto del TFN non sblocca dunque la posizione di Piras. Al contrario, conferma che sarà necessario attendere almeno la prossima udienza prima di avere indicazioni più concrete.
Il 10 settembre può diventare una data chiave
L’udienza del 10 settembre diventa così un appuntamento particolarmente importante anche per la Reggina.
Il TFN sarà chiamato a esaminare collegialmente il ricorso del Fasano dopo aver respinto la richiesta di ammissione con riserva attraverso il decreto monocratico.
La decisione sul club pugliese potrebbe quindi contribuire a chiarire anche lo scenario relativo ai calciatori ancora sotto vincolo, tra i quali rientra Piras.
Per il giovane portiere resta dunque una situazione di attesa. La Reggina continua a guardare con interesse alla possibilità di portarlo in amaranto, ma prima dovrà essere chiarito il quadro federale del Fasano.
Il futuro di Piras, almeno per il momento, passa ancora dal destino del Fasano.
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