Ecco le parole di Alfio Torrisi, allenatore della Reggina, nella consueta conferenza stampa pre-gara che avvicina gli amaranto al derby dello Stretto contro il Messina.
“Domani servirà pazienza. La squadra ha ben impresso in mente che le partite si possono vincere anche alla fine e lo abbiamo fatto sempre bene. Domani non è una partita come le altre, è la partita. Domani non ci sono moduli tattici e sistemi di gioco, domani scende in campo l’orgoglio di una città che vive per questi colori. Domani voglio vedere la squadra con il sangue agli occhi, non mi importa fluidità e possesso palla, domani voglio che vinciamo tutti i duelli e che combattiamo su ogni singolo pallone.
Ragusa? Non abbiamo fatto una buona prestazione in fase di compattezza, di distanze in campo. Non siamo stati i soliti, l’avversario ha influito con il suo modo di giocare che ci ha messo in difficoltà.
Primo posto domani? Festeggiarlo ora lascia il tempo che trova. La classifica finale è quella che conta. Festeggiare sotto la curva ci deve far riflettere per come lo ha fatto il Messina all’andata stappando prosecchi davanti ai suoi tifosi. I prosecchi si aprono quando si ottengono risultati importanti e questo fa capire quanto contava quella partita. Domani dobbiamo essere un muro invalicabile, non dobbiamo in alcun modo lasciare in modo che l’avversario ci metta alle corde dal punto di vista mentale, dobbiamo essere con i nervi d’acciaio. Domani bisogna essere in sintonia con la tifoseria, è un onore per me allenare il primo derby dello Stretto.
Nemici? Lo sono tutti quelli che non fanno parte del nostro progetto. Se qualcuno ha parlato di maxi-recupero io non ne ho idea, ne sono a conoscenza oggi. Comunque bisogna leggere i tabellini e capire la realtà dei fatti. Noi abbiamo fatto sempre gol all’88/89esimo ed al massimo i maxi-recuperi sono a sfavore nostro. Nella mia carriera di allenatore ho vinto spesso e volentieri nei minuti finali.
Lavoro in settimana? La squadra aveva bisogno di essere caricata. Io, da quando sono arrivato, ho cercato sempre di togliere pressioni alla squadra per non far sentire pressioni alla squadra e tranquillizzarla. All’andata ha influito il fatto di partire come i più forti, pensando di essere contro una squadra penalizzata, costruita all’ultimo e pensavamo di vincerla facilmente. Domani può essere la stessa identica cosa pensando che nelle ultime hanno faticato, nell’ultima in casa ha preso 5 gol all’Enna e sta vivendo un momento di difficoltà. Se si parte con questo pensiero si è persi in partenza. Dobbiamo cavalcare l’onda che abbiamo, domani l’aspetto mentale deciderà il risultato finale. Il bel gioco conta poco, domani c’è bisogno di maleducazione sportiva, cattiveria e guerra in mezzo al campo. Domani bisogna uscire con mal di gola e crampi.
Messina? L’allenatore nuovo porta entusiasmo e si sa. Domani l’ambiente deve essere da guerra sportiva, non deve neanche minimamente pensare che domani sarà una partita come le altre. I ragazzi stanno dimostrando, con i fatti, che sono i più forti. Dobbiamo lavorare per l’eccellenza, per essere i migliori. Ad oggi ancora lo step davanti al Granillo bisogna farlo al 100%, però domani non c’è occasione migliore per dimostrare a tutti di chi sono e cosa possono fare. Domani è il derby di tutti, dal giocatore al magazziniere.
Maltempo? Ci ha dato una grande mano, sotto la pioggia col vento e ci ha aiutato ad essere tosti, arroganti ed ignoranti come piace a me. Oggi ancora non sono tutti disponibili, Barillà ha avuto un affaticamento muscolare. Per il resto tutti arruolabili.
Assenza Rosario Girasole? Giocherà Adejo.
Vigilia di Torrisi? Nel mio piccolo percorso ho giocato un derby veramente importante tra Trapani e Catania e per me che sono catanese è stato veramente importante. Ci giocavamo i play-off con gli etnei e con la vittoria siamo arrivati terzi a discapito dei rossoblu. Mi auguro che quello di domani possa avere la stessa valenza per il futuro.
Piazze come Reggio Calabria e Messina non possono stare in queste categorie. E’ anche giusto dire che non è bello non avere i tifosi del Messina domani, un derby è bello con gli sfottò con i cori. Il calcio ormai sta andando in questa direzione ed è brutto spiegare, ai bambini di oggi, perchè non ci sono i tifosi avversari. Non è bello avere uno stadio come Dio comanda e come è giusto che sia.
Partita dell’andata? In quella settimana si è parlato solo dei festeggiamenti del Messina. I ragazzi hanno ricordato come hanno festeggiato gli avversari, come se avessero vinto un campionato. Questo ci deve nutrire di cattiveria e voglia. Se non ci fosse stata quella sconfitta oggi non sarei stato qui (ride n.d.r.)”.




