Sarà una trasferta lunga e tutt’altro che semplice quella che attende gli amaranto, chiamata a far visita alla Gelbison allo stadio “Valentino Giordano” di Castelnuovo Cilento. Un match delicato, che arriva in un momento cruciale della stagione e sul quale si è soffermato Massimo Taibi, direttore sportivo della Pistoiese ma da sempre legatissimo alla Reggina, nella sua intervista rilasciata alla Gazzetta del Sud.
«Pur essendo il ds della Pistoiese, la Reggina è rimasta nel mio cuore. Continuo a informarmi sui suoi risultati e mi fa piacere vedere che il gruppo si sia ripreso».
Un legame mai spezzato, quello dell’ex portiere con la città e la squadra dello Stretto, che oggi osserva da lontano una Reggina tornata pienamente in corsa per la promozione diretta.
Guardando la classifica, Taibi non nasconde l’ottimismo:
«Leggendo i numeri direi che la vetta è raggiungibile. Due punti non sono nulla e la Reggina ha tutte le carte in regola per andare in Lega Pro. Rimango fiducioso, ma attenzione ai facili entusiasmi: non bisogna abbassare la guardia».
Sul prossimo avversario, l’ex dirigente amaranto invita alla massima prudenza:
«La Gelbison è una squadra da tenere d’occhio. Ha buoni calciatori e non va dimenticato che all’andata espugnò il Granillo. In casa si trasforma e rende la vita difficile a chiunque. La Reggina resta favorita, ma solo se scenderà in campo con l’atteggiamento visto nelle ultime giornate potrà portare a casa l’intera posta».
La rimonta amaranto non sorprende del tutto Taibi:
«Ci speravo, perché l’organico è competitivo. Torrisi è un signor allenatore e ha cambiato la mentalità del gruppo. Ma anche Trocini lo è: lo scorso anno fece un percorso virtuoso, arrivando a un punto dal Siracusa. Purtroppo, quando i risultati non arrivano, i primi a pagare sono sempre gli allenatori. Succede ovunque. La dirigenza, comunque, sta lavorando bene».
Spazio anche a una riflessione su Montalto, oggi alla Pistoiese:
«Nel 2021 lo portai io a Reggio convinto delle sue qualità. Negli ultimi sedici metri è letale. Ora ha qualche problema fisico, ma resta uno dei migliori attaccanti del girone. Spero che i suoi gol ci portino in alto: anche noi vogliamo tornare in Lega Pro».
Promosse, infine, le recenti operazioni di mercato della Reggina:
«Le scelte di Bonanno sono positive. Fofana è un giocatore di altra categoria e ha irrobustito il centrocampo, mentre Giuliodori ha inciso subito. Se il mercato offrisse un’occasione si potrebbe valutare, altrimenti va bene così. Ma non mi permetto di dare consigli».
Sui rivali per la promozione, Taibi indica l’Athletic Palermo come l’avversaria più temibile per la Reggina:
«La vedo più strutturata rispetto a Savoia e Igea. C’è Perinetti, che ha grande esperienza, e la Reggina dovrà giocare lo scontro diretto in Sicilia, dove all’andata i rosanero vinsero al Granillo».
Chiude con un ricordo personale per Enrico Etna, storico preparatore:
«Un pensiero va alla sua famiglia. Quando arrivai a Reggio nel 2000 mi accolse con entusiasmo. Da lui imparai tanto, era meticoloso. Non sapevo avesse problemi di salute».
E, infine, uno sguardo al futuro e a una promessa condivisa con Pippo Inzaghi:
«Un giorno torneremo per completare il lavoro lasciato a metà. Il sogno è riportare la Reggina in Serie A. L’avremmo già fatto se non ci fosse stato il fallimento».




