Reggina, Torrisi: “Ritrovata ferocia, siamo ancora vivi”

Ragusa Reggina Torrisi
Photo credit: Valentina Giannettoni

Alfio Torrisi, tecnico della Reggina, ha parlato al termine del successo dei suoi per 2-0 sul campo della Nuova Igea Virtus. L’allenatore amaranto sottolinea la prova di carattere dimostrata: una risposta importante, che riaccende le speranze e rilancia le ambizioni in vista del finale di campionato.

Un commento a caldo sulla partita odierna: “Abbiamo fatto una delle migliori prestazioni dell’anno, la squadra ha ritrovato quella ferocia che mancava da un po’. Abbiamo giocato contro una squadra che ha dimostrato il suo valore, in un campo difficile dove l’Igea aveva perso solo una volta. Sono contento di quello che i ragazzi hanno fatto: un altro scontro diretto vinto fuori casa. I ragazzi hanno sfornato una prestazione di carattere, una prova completa sotto tutti i punti di vista. Era importante oggi mettere in campo gente fresca, abbiamo inserito sei undicesimi nuovi rispetto alla gara di sabato: era troppo importante gestire le energie. Abbiamo fatto una bella partita, prodotto tanto e, nonostante il vantaggio, non ci siamo abbassati: questo dimostra che la squadra sta benissimo. Non era semplice venire a Barcellona e fare questa prova”.

Ora testa all’Athletic Palermo: “Adesso pensiamo già alla prossima, cercando di andare a Palermo con lo stesso piglio. L’Athletic Palermo è un’avversaria di qualità, cercheremo di prepararla con attenzione e concentrazione: qualche mese fa era a +12 e ora abbiamo la possibilità di accorciare”.

Sul peso delle prestazioni oltre il risultato: “Molto spesso diamo valutazioni influenzate dal risultato: esclusa Lamezia, la squadra anche con la Sancataldese e l’Acireale ha fatto buone prestazioni. In questa prestazione importante c’è tanto che deriva dalle scelte di sabato con l’Acireale, ed è questo che ha fatto la differenza. Sabato scorso ci ha condannato un nostro errore, ma rifarei quelle scelte”.

Sulla corsa finale e le speranze: “Non possiamo fare tabelle: sabato sera, al triplice fischio, eravamo convinti che il nostro campionato fosse finito. Da domenica, invece, abbiamo una piccola speranza per giocarci tutto fino alla fine. Abbiamo avuto troppi jolly e ce li siamo giocati male, complicandoci il cammino. Ma fino a quando la matematica non ci condanna siamo obbligati a fare prestazioni di questo tipo. Siamo ancora vivi, abbiamo voglia di rivalsa e adesso dobbiamo dare continuità”.

Sul rapporto con la Curva: “Sapevamo che la Curva sarebbe stata presente. Non sono andato sotto perché volevo che fossero i ragazzi a prendersi gli applausi: sono stati fantastici, hanno il cuore ferito e, finché c’è possibilità, dobbiamo renderli orgogliosi di noi”.

Sull’analisi della gara con l’Acireale e la reazione: “Purtroppo il risultato spesso nasconde tutto: ho rivisto la partita con l’Acireale due volte e penso che abbiamo fatto un buon primo tempo. Poi capita un episodio, la palla entra e ti casca il mondo addosso. Oggi affrontavamo una squadra che psicologicamente non stava bene, ma anche noi venivamo da un momento complicato dopo quella sconfitta. Per questo devo ringraziare i miei ragazzi: sono riusciti a rialzarsi”.

Sul modulo: “In un tempo siamo stati costretti a cambiare il 4-2-3-1: Giuliodori non stava bene psicofisicamente, mentre Lanzillotta non dava garanzie nella fase di predisposizione. Il modulo lascia il tempo che trova: dipende tutto dai risultati. Con la Sancataldese abbiamo fatto bene con il 3-4-2-1, contro l’Acireale il primo tempo è stato accettabile”.

 

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