Alfio Torrisi, tecnico della Reggina, ha parlato alla vigilia della sfida contro la Sancataldese, analizzando il momento della squadra dopo il ko di Lamezia e ribadendo la volontà di inseguire l’obiettivo fino all’ultima giornata:
«La responsabilità ce la siamo assunta quando abbiamo firmato per questa società. Il messaggio è rivolto soprattutto ai mille tifosi venuti a Lamezia e ai settemila del derby. Nonostante questi due schiaffi non molleremo di un centimetro: rincorreremo l’obiettivo fino alla fine. Prima di parlare rifletto sempre, non ho mai fatto dichiarazioni di pancia. Ma con il livello mentale visto domenica non possiamo pensare di vincere una gara».
Il tecnico ha poi ribadito come lo spirito battagliero sia da sempre il marchio delle sue squadre: «Quando viene meno, emergono le difficoltà. Dobbiamo sistemare qualcosa sotto l’aspetto mentale e tattico».
Dopo la gara di Caltanissetta, secondo l’allenatore, la squadra si è «un po’ imborghesita», complice anche la striscia di dodici risultati utili consecutivi: «In questa fase della stagione non puoi permetterti pause mentali. È un calo che faccio fatica ad accettare».
Sulla gestione della rosa, Torrisi ha spiegato che in una squadra ambiziosa è normale avere 28-30 giocatori: «Quando giochi per la Reggina devi saper controllare le emozioni, anche in caso di mancata convocazione».
Sul momento della squadra: «Se siamo quelli di Lamezia abbiamo poco da dire in questo campionato. Sono però convinto che sia stato il punto più basso della stagione e che non si ripeterà. L’avversario più duro siamo noi stessi. Dobbiamo pareggiare l’agonismo degli avversari: quando la Reggina lo fa, non ha rivali».
Sulla situazione indisponibili: «Fuori Barillà e Di Grazia, che resterà fuori circa un mese per una lesione; tutti gli altri sono a disposizione».
Sulla Sancataldese ha concluso: «Ha un allenatore che stimo, verranno qui per conquistare punti salvezza. Noi dobbiamo rispondere con determinazione e dimostrare che quanto accaduto domenica non può più succedere. Abbiamo il dovere morale di dare una risposta alla società e ai tifosi».




