La compagine dello Stretto, a punteggio pieno nella classifica del girone I e con la porta ancora inviolata, si affaccia al match casalingo contro la Nuova Igea Virtus. Sono due le lunghezze che separano le due squadre in classifica e il pubblico amaranto comprende immediatamente l’importanza della gara, rispondendo presente: sono circa 7.000, infatti, le presenze sugli spalti, a fronte della nuova capienza dello stadio Oreste Granillo, con i due settori chiusi, ferma a 7.499 posti. Un autentico sold out, dunque, a testimonianza dell’entusiasmo di un popolo che ha fame di vittorie e che attende da troppo tempo di tornare a respirarne il gusto in città.
La Nuova Igea Virtus arriva a Reggio Calabria con l’obiettivo, nemmeno troppo velato, di rovinare la festa amaranto e conquistare la vetta del girone I.
Marchionni, fedele al suo 3-5-2, schiera Lagonigro tra i pali; Fazio, Lancini e Baldan a comporre il pacchetto difensivo; Baggi, Abonckelet, Acquadro, Rotulo e Toscano a centrocampo; tandem offensivo composto dai confermati Jallow e Magrassi.
Gli ospiti rispondono con un 4-3-1-2 di stampo offensivo: Creuso in porta; Piovano, Aiello, Martinoli e Tumminelli in difesa; Khamlich, Calafiore e Joao Pedro in mediana; Faccetti alle spalle di Harper e Cicirello.
La gara comincia in maniera guardinga: le due squadre si immergono in una lunghissima fase di studio e ne scaturisce un primo tempo dalle emozioni centellinate. Al 10′ una conclusione di Calafiore termina abbondantemente alta sopra la traversa. Tra le fila amaranto, al 21′, viene ammonito il capitano Lancini per proteste.
Le difese svolgono un lavoro egregio e, dopo due minuti di recupero, si chiude una prima frazione avara di emozioni e piuttosto povera di sussulti.
Reggina-Nuova Igea Virtus, la ripresa decide la sfida
La ripresa si apre con due ammonizioni per gli amaranto: Jallow e Fazio finiscono, infatti, sul taccuino del direttore di gara. Al 54′ Rotulo calcia dalla lunga distanza; sulla respinta dell’estremo difensore ospite arriva Jallow, che però svirgola malamente il pallone, spedendolo sul fondo.
Nei dieci minuti successivi Marchionni attinge dalla panchina: prima entra Alma al posto di Jallow, poi Rossetti subentra ad Abonckelet. Al 73′ è ancora la Reggina a rendersi pericolosa con un calcio di punizione di Acquadro, che termina alto sopra la traversa.
Toscano sblocca la partita al 77′
Al 77‘, però, arriva l’episodio destinato a spezzare l’equilibrio: Rotulo crossa per Magrassi, che di testa conclude a botta sicura. La palla si infrange sulla traversa, ma sulla successiva carambola arriva Toscano, che insacca. Reggina 1-0 Nuova Igea Virtus.
Gli ospiti si riversano in avanti alla ricerca del pareggio, ma dieci minuti più tardi la squadra amaranto si invola in contropiede. Magrassi va alla conclusione, ma non trova un impatto pulito con il pallone: ne scaturisce un tiro smorzato, facile preda dell’attento estremo difensore avversario.
Il nervosismo cresce e, due minuti più tardi, la Nuova Igea Virtus rimane in dieci uomini per l’espulsione di Ferrara, autore di un’autentica ingenuità con un fallo a palla lontana.
Alma chiude la partita: Reggina 2-0 Nuova Igea Virtus
Nei minuti finali esce Baggi ed entra Specker. Poi, in piena zona Cesarini, un lancio lungo trova Alma pronto alla conclusione al volo: l’esecuzione è precisa, elegante e soprattutto letale. È il gol che chiude definitivamente la contesa. Reggina 2-0 Nuova Igea Virtus.
Una Reggina cinica, solida e ancora imbattibile
La Reggina conquista così la sua quinta vittoria in altrettante partite. Il dato che colpisce, tuttavia, non è soltanto quello relativo al punteggio pieno, bensì la porta ancora inviolata degli amaranto.
La compagine dello Stretto, quest’oggi, è apparsa per alcuni tratti un po’ macchinosa nell’impostazione della manovra, affidandosi con eccessiva frequenza alla propria zona di comfort, vale a dire gli esterni, anche quando sarebbe stato opportuno ricercare maggiormente il corridoio verticale.
Per onestà intellettuale, è doveroso sottolineare come gli ospiti abbiano impostato la fase difensiva attraverso una marcatura a uomo, soluzione tattica che ha creato non poche difficoltà agli amaranto, costringendoli spesso a una circolazione orizzontale del pallone e, quando questa possibilità veniva meno, a ricorrere a lanci lunghi talvolta imprecisi, che finivano per pescare in posizione di fuorigioco gli attaccanti di casa.
La Nuova Igea Virtus, almeno inizialmente, è sembrata in una condizione fisica smagliante. Con il trascorrere dei minuti, tuttavia, gli ospiti non sono riusciti a sostenere il ritmo imposto dagli amaranto, che hanno mostrato maggiore lucidità nella gestione delle energie e una migliore tenuta atletica.
Un elemento che non può essere trascurato e che certifica il lavoro svolto dallo staff e, in particolare, dal preparatore fisico della compagine dello Stretto.
Il Granillo ritrova la sua voce
Cinque partite, cinque vittorie, zero gol subiti. Numeri che raccontano una Reggina ancora perfettamente integra, ma che non esauriscono il significato di un pomeriggio nel quale il Granillo è tornato a respirare un’atmosfera che da troppo tempo mancava.
Non è stata una Reggina scintillante in ogni frangente, ma è stata una squadra capace di attendere, soffrire, colpire e infine chiudere la partita con la freddezza delle grandi compagini.
È proprio nelle gare più sporche che si misura la consistenza di una squadra: quando lo spazio viene negato, quando la manovra rallenta e quando l’avversario rende ogni pallone una contesa.
Gli amaranto non hanno smarrito la pazienza e, alla distanza, hanno fatto emergere la propria maggiore solidità.
Il gol di Toscano ha spalancato la porta alla vittoria; quello di Alma ha trasformato il successo in una certezza.
E allora, più ancora dei cinque successi consecutivi, resta l’impressione di una squadra che sta costruendo qualcosa mattone dopo mattone.
Una squadra che corre, combatte e soprattutto non concede.
Una squadra che trova risposte anche quando il gioco non scorre limpido.
Una squadra che sembra aver ritrovato, insieme ai risultati, il proprio popolo.
Perché in fondo è proprio questo il senso di quelle parole dei Nafarroa 1512: “Bihotzean gordetuak bizipen guztiak”, tutte le esperienze custodite nel cuore. E forse è proprio nel cuore di questo popolo che questa Reggina sta tornando a vivere, trasformando ogni vittoria in memoria e ogni domenica in una promessa.
Perché il cammino è ancora lungo, ma la direzione appare tracciata.
E mentre il Granillo torna a riempirsi di voci, passione e speranze, questa squadra continua ad avanzare, gara dopo gara, con la consapevolezza che il tempo può restituire ciò che sembrava perduto.
Vires acquirit eundo — “acquista forza procedendo”, verso tratto dall’Eneide di Virgilio (IV, 175).
E oggi, a Reggio Calabria, sembra proprio che quella forza abbia ricominciato a crescere.
Dottore in Scienze delle Attività Motorie con oltre dieci anni di esperienza nel settore sportivo, affianca al rigore metodologico un costante percorso di aggiornamento professionale e accademico, arricchito da recenti specializzazioni e da un ulteriore percorso universitario in fase di completamento. Cura gli editoriali post-partita con uno stile che unisce analisi tecnica, approfondimento e autentica passione per la Reggina. Il suo approccio editoriale, influenzato dall’essenzialità e dal pragmatismo del giornalismo britannico, riflette una visione poliedrica e multidisciplinare offrendo una firma autorevole, riconoscibile e dal respiro internazionale.




