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La Reggina targata Claudio Lotito continua a muoversi su più fronti, in attesa delle ufficializzazioni delle prime mosse. Per il presidente della Lazio, però, non si tratta della prima esperienza in Serie D. Nel 2011, infatti, fu protagonista della rinascita della Salernitana attraverso il progetto Salerno Calcio.

La nascita del Salerno Calcio e il ritorno tra i professionisti

Il 21 luglio 2011 Claudio Lotito, insieme al cognato Marco Mezzaroma, fondò la Salerno Calcio dopo il fallimento della Salernitana, esclusa dai campionati professionistici a causa della situazione debitoria. La società, controllata dalla Morgenstern S.r.l., venne iscritta al campionato di Serie D e, al primo tentativo, conquistò la promozione in Lega Pro vincendo il girone G.

L’organigramma: un modello simile a quello della Reggina

Alla guida tecnica c’era Carlo Perrone, mentre l’area sportiva era affidata al direttore sportivo Carlo Susini, nome accostato anche alla Reggina nelle scorse settimane prima della scelta di puntare su Giancarlo Romairone. Direttore generale era Danilo Pagni. Anche in quell’occasione non venne nominato un presidente: la gestione era affidata all’amministratore unico Marco Mezzaroma, in stretta collaborazione con Claudio Lotito, una struttura organizzativa che richiama quella annunciata per il nuovo corso amaranto.

Una squadra costruita per vincere subito

Sul piano tecnico, la società allestì una rosa costruita per conquistare immediatamente la promozione, puntando su un mix di giocatori esperti e profili di categoria. Tra i protagonisti di quella stagione figuravano Francesco Montervino, Raffaele Biancolino, David Mounard e Ciro De Cesare, elementi che contribuirono in maniera determinante al ritorno tra i professionisti.

La promozione arrivò al termine di un duello con il Città di Marino, risolto soltanto all’ultima giornata. Il Salerno Calcio chiuse il campionato con 19 vittorie, 11 pareggi e 4 sconfitte (in un girone a 18 squadre), una rosa dall’età media di 25,9 anni e un valore complessivo stimato in 1,55 milioni di euro. Successivamente partecipò anche alla Poule Scudetto di Serie D, fermandosi in semifinale.

Il precedente che può ispirare la nuova Reggina

L’estate seguente il club riottenne ufficialmente denominazione, colori sociali e marchio della storica Salernitana, completando il percorso di rinascita avviato un anno prima.

Pur trattandosi di due realtà differenti, l’esperienza di Salerno rappresenta un precedente significativo per comprendere quale potrebbe essere il modello di gestione adottato da Lotito anche a Reggio Calabria: una struttura societaria essenziale, uomini di fiducia nei ruoli chiave, una squadra costruita per puntare subito alla vittoria del campionato e l’obiettivo di riportare il club nel calcio professionistico nel minor tempo possibile.

Studente di Giurisprudenza e appassionato di giornalismo sportivo, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.