Reggina, Laaribi avverte: “La pressione di dover vincere pesa, ma dobbiamo reggerla”

Momo Laaribi
Foto: Valentina Giannettoni

Momo Laaribi, centrocampista della Reggina, è intervenuto ai microfoni di Antenne Febea, soffermandosi sulla sfida di ieri, vinta di misura dagli amaranto, contro il Ragusa, e non solo:

«Era fondamentale tornare a casa con i punti. Il Ragusa è una squadra che ha messo in difficoltà avversarie importanti come Nissa, Savoia e Igea. Condivido pienamente le parole del mister alla vigilia: il Ragusa ha qualità e noi siamo stati bravi a crederci fino in fondo. Non affrontiamo squadre di poco valore: spesso la Serie D viene considerata un campionato minore, ma senza il Siracusa avremmo dominato. Ogni avversario contro la Reggina gioca al massimo, tutti vogliono mettersi in mostra e prendere il nostro posto».

Sulle prestazioni delle ultime tre gare, Laaribi ha aggiunto:

«Un leggero calo fisico e mentale può starci, non è semplice mantenere certi ritmi. Alla fine, però, contano i tre punti, indipendentemente da come arriva la vittoria. Ci rendiamo conto che in alcuni momenti ci allunghiamo troppo, ce lo fa notare anche il mister, ma credo sia dovuto al fatto che stiamo spingendo il motore al limite, con un grande dispendio di energie».

Sulla pressione di dover vincere sempre:

«Sappiamo di essere obbligati a vincere e questo, inevitabilmente, pesa. Ma giocare a Reggio significa anche saper reggere questo tipo di responsabilità. Non è facile convivere con l’idea di dover vincere ogni partita, ma non dobbiamo farci condizionare. Non possiamo permetterci passi falsi né guardare agli altri: dobbiamo pensare solo alle nostre gare e non vanificare tutto il lavoro fatto, come purtroppo è successo nella scorsa stagione».

Sul derby dello Stretto:

«Sarà una gara dal sapore speciale per ogni reggino. Ci teniamo tantissimo e vogliamo regalare una grande gioia alla città. Per me sarà il primo derby al Granillo e non posso nascondere l’emozione. Il gol segnato nel finale ci dà entusiasmo e fiducia: senza la vittoria sarebbe rimasta un po’ di amarezza, anche alla luce dei successi ottenuti dalle altre squadre».

Durante l’estate non sono mancate attenzioni nei confronti del centrocampista, ma la sua scelta è sempre stata chiara:

«Qualche interesse c’è stato, ma non l’ho mai realmente preso in considerazione. Indossare la maglia della Reggina va oltre tutto, soprattutto per chi è di Reggio o della sua provincia. Andarmene senza aver centrato l’obiettivo sarebbe stato come fallire. Vogliamo arrivare al traguardo insieme a Nino Barillà, Ciccio Salandria, Toti Porcino, Girasole e gli altri. Qui ho trovato un attaccamento che non avevo mai visto altrove. Nei momenti difficili questo peso si sente, perché rappresenta una grande responsabilità».

Tornando alla sfida contro il Savoia e al ricordo del Siracusa, l’ex Potenza ammette:

«Il loro gol poteva destabilizzarci un po’, ma siamo rimasti lucidi e abbiamo reagito, diversamente da quanto accaduto lo scorso anno contro il Siracusa. Sul gol ho perso Umbaca, dispiace, ma fa parte del gioco e va accettato».

Cerca nel sito