Reggina, il primo vero bilancio dopo il fallimento: cosa emerge dai conti

Antonino Ballarino presidente Reggina 1914

Da alcuni giorni si discute del bilancio al 31/12/2024 presentato dalla Reggina al registro delle imprese presso la Camera di Commercio di Reggio Calabria. Considerato il susseguirsi di informazioni comparse sui social network, dove si sono letti pareri di vario tipo (alcuni più fondati, altri meno), abbiamo deciso di offrire una nostra lettura del documento contabile. Con la consapevolezza di non essere esperti in ambito economico, ma con l’obiettivo di contribuire a una discussione più chiara e comprensibile.

Il contesto: dalla trasformazione al primo bilancio

Dopo il fallimento della vecchia società nell’estate 2023, il club è ripartito da zero grazie alla società guidata dal patron Antonino Ballarino (socio di maggioranza con il 51%) insieme al presidente Virgilio Minniti (che detiene il 40%) e al vicepresidente Fabio Vitale (socio di minoranza che detiene il 9% delle quote).

Il 13 settembre 2024 la società ha completato la trasformazione da Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) a Società Sportiva Dilettantistica a Responsabilità Limitata (SSD a R.L.): questo cambiamento ha reso obbligatorio depositare il bilancio, cosa che le associazioni non sono tenute a fare.

Il documento approvato il 18 novembre 2025 dall’assemblea dei soci racconta i primi passi della nuova Reggina, impegnata nel campionato di Serie D girone I, dove attualmente lotta per il primo posto.

Le cifre principali: i conti chiudono in rosso ma la perdita è contenuta

Il bilancio chiude con una perdita di 182.095 euro. Per chi non mastica economia, una perdita significa che le spese dell’anno (i costi) hanno superato i guadagni (i ricavi).

NOTA: stiamo parlando di costi e ricavi economici e non finanziari (in pratica, il bilancio considera quanto l’azienda ha “consumato” e quanto ha “generato” in termini economici, anche se i pagamenti non sono ancora avvenuti o gli incassi non sono stati ancora ricevuti).

I numeri chiave:

  • Ricavi totali: 759.552 euro, provenienti principalmente da sponsorizzazioni, biglietti e altri contributi

  • Costi totali: 941.650 euro, di cui la voce più pesante è quella del personale (426.395 euro per stipendi e contributi dei collaboratori sportivi)

La differenza tra entrate e uscite ha generato il rosso di 182mila euro. Non si tratta di cifre drammatiche per una società di Serie D, ma evidenziano la necessità di aumentare i ricavi, soprattutto dalle sponsorizzazioni, come sottolinea lo stesso bilancio.

L’intervento dei soci: hanno messo mano al portafoglio?

Qui sta il punto cruciale: sì, i soci hanno finanziato la società per coprire le spese. Il bilancio è chiaro su questo aspetto, e lo spiega in due modi:

1. Finanziamenti diretti

I soci e altri finanziatori esterni hanno versato complessivamente 1.050.000 euro:

  • 350.000 euro dai soci (Ballarino, Minniti, Vitale)

  • 700.000 euro da finanziatori terzi tramite contratti di mutuo

Per quanto riguarda i 350.000 euro finanziati dalla proprietà del club amaranto, bisogna evidenziare una caratteristica importante: sono postergati, cioè i soci hanno accettato di essere ripagati solo dopo aver saldato tutti gli altri creditori (fornitori, dipendenti, fisco). In pratica, hanno messo i soldi senza pretendere di riaverli subito.​ 

2. Versamenti in conto futuro aumento di capitale

Oltre ai finanziamenti, i soci hanno versato 547.000 euro come “versamenti in conto futuro aumento di capitale”. Traducendo: hanno messo soldi nella società con l’idea di trasformarli in quote di capitale sociale in futuro, rafforzando così la base patrimoniale del club. Questi soldi sono disponibili per coprire le perdite attuali e future.

L’impegno scritto nero su bianco

Nel verbale dell’assemblea del 18 novembre 2025, i soci hanno formalizzato l’impegno a garantire la copertura della perdita del 2024 e di quella emersa nella prima frazione dell’anno quando la società era ancora un’ASD. In sostanza, hanno promesso di non abbandonare il progetto e di sostenere economicamente la Reggina.

Capitolo debiti: quanto deve la Reggina?

Il totale dei debiti al 31 dicembre 2024 ammonta a 1.855.010 euro.

NOTA: il bilancio al 31 dicembre segue l’anno civile, mentre le squadre di calcio professionistiche chiudono l’anno al 30 giugno, secondo l’anno calcistico. Questo significa che le risultanze al 31/12/24 comprendono la seconda metà della stagione 2023/24 e la prima metà della stagione 2024/25. Pertanto, eventuali risultati positivi della stagione in corso (2025/26) non compariranno fino al bilancio chiuso al 31/12/26.

Per valutare la reale situazione della Reggina, è più indicato considerare lo stato federale, ovvero il rispetto delle scadenze civilistiche, fiscali e previdenziali secondo la Figc. L’esperienza recente a Reggio mostra infatti che un bilancio civilisticamente perfetto non basta se i pagamenti federali non sono stati accettati nei tempi e nei modi richiesti.

Detto ciò, analizziamoli:

  • Debiti verso fornitori: 496.647 euro (attrezzature, servizi, materiale sportivo)

  • Debiti verso soci e finanziatori: 1.050.000 euro (come detto sopra, postergati)

  • Debiti tributari: 49.450 euro, in parte dilazionati e in parte già pagati dopo il 31 dicembre​ 2024

  • Debiti verso collaboratori: 218.181 euro, regolarmente saldati dopo la chiusura dell’esercizio

  • Altri debiti minori: acconti, contributi previdenziali, ecc.

Punto importante: nessun debito è assistito da garanzie reali (ipoteche, pegni), il che significa che la società non ha messo in pegno beni per ottenere prestiti. Inoltre, tutti i finanziatori hanno accettato di non applicare interessi o di quantificarli in un secondo momento.

I crediti: chi deve soldi alla Reggina?

La società vanta crediti per 1.271.903 euro, tutti esigibili entro l’anno successivo:

  • 644.586 euro da clienti (presumibilmente sponsor, partner commerciali)

  • 619.711 euro da “altri crediti”

Il bilancio chiarisce che non ci sono crediti verso i soci per versamenti ancora dovuti, quindi tutti i soci hanno fatto la loro parte.

Gli investimenti: marchio Reggina e affiliazione FIGC

Tra le immobilizzazioni immateriali, spiccano due voci importanti:

  • 125.000 euro per l’acquisto dei marchi “Reggina Calcio” e “Vai Reggina” all’asta giudiziale, aggiudicati nel maggio 2024 dopo il fallimento della vecchia società​.

  • 400.000 euro per il contributo di affiliazione alla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), che la società ha versato nel settembre 2023.

Liquidità e disponibilità: quanti soldi ci sono in cassa?

Al 31 dicembre 2024, la Reggina aveva 129.308 euro di liquidità immediata (contanti e conti bancari). Una cifra modesta, ma sufficiente per la gestione ordinaria, considerando che i finanziamenti dei soci garantiscono una rete di sicurezza.

Cosa aspettarsi per il futuro?

Il bilancio 2024 fotografa una società giovane ma in fase di consolidamento. La perdita è contenuta e coperta dai versamenti dei soci, che hanno dimostrato concretamente il loro impegno. Importante evidenziare:

  • Debiti sotto controllo, con finanziamenti postergati che danno respiro

  • Assenza di contenziosi o pendenze gravi

  • Investimenti strategici (marchio e affiliazione)

Le sfide per il futuro sono:

  • Aumentare i ricavi dalle sponsorizzazioni e dalla biglietteria

  • Mantenere il controllo dei costi, soprattutto del personale

  • Centrare la promozione per accedere a maggiori entrate

Una gestione prudente, con i soci in prima linea

Il primo bilancio della A.S. Reggina 1914 SSD racconta una ripartenza (molto) prudente ma determinata, all’insegna della sostenibilità. I soci hanno mantenuto la promessa di sostenere il progetto, mettendo diverse centinaia di migliaia di euro a disposizione del club. La perdita di 182mila euro è gestibile e non preoccupa, considerando che si tratta del bilancio del secondo anno di attività.

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