Quattro vittorie, un pareggio, un solo gol subito nelle ultime cinque partite casalinghe. Prima ancora del fischio d’inizio, Reggina–Messina ha già un protagonista silenzioso ma ingombrante: lo stadio Oreste Granillo. Il derby dello Stretto arriva nel momento in cui l’impianto di via Bercarich è tornato a spingere gli amaranto come nelle stagioni di grande corsa, trasformando quello che a inizio campionato sembrava – quasi – un campo neutro in un vero moltiplicatore di punti e consapevolezza.
Da polveriera a punto di forza
Il debutto stagionale contro il Messina di Pippo Romano si era chiuso con uno 0–1 carico di scorie, capace di trasformare l’ambiente amaranto in una polveriera. Oggi, però, il quadro è radicalmente cambiato: la Reggina si presenta al derby forte di una serie interna da zona alta della classifica, con numeri che parlano chiaro e raccontano meglio di qualsiasi proclamo quanto il confronto arrivi in un contesto tecnico e mentale lontanissimo da quello di settembre.
Tornando con la memoria a quella sera d’esordio, il Granillo era il luogo dei dubbi. La gara con la Gelbison aveva lasciato segni profondi su squadra e tifoseria: la Reggina faticava a riconoscersi, il Messina colpiva con cinismo, il malumore avvolgeva spalti e città. In mezzo, un intero girone di andata segnato da cadute pesanti e sconfitte interne che hanno rallentato la rincorsa e alimentato paure.
Gelbison, Vigor Lamezia, Igea Virtus, Athletic Palermo: nomi che per settimane sono stati un tabù, il simbolo di una squadra ancora prigioniera delle proprie fragilità quando si trattava di reggere il peso del fattore campo.
Il Granillo oggi: numeri e consapevolezza
Oggi la fotografia è ribaltata. Nelle ultime cinque partite al Granillo la Reggina ha raccolto tredici punti su quindici, incassando un solo gol e costruendo un rendimento da vertice vero. Contro Gela, Milazzo, Favara e Vibonese sono arrivate vittorie nette non solo nel punteggio, ma soprattutto nella gestione delle partite.
Un crescendo di autorevolezza che ha trasformato il campo di via Bercarich in una sorta di garanzia emotiva: qui, negli ultimi due mesi, gli amaranto sanno di partire con un margine psicologico. Anche il pareggio contro il Savoia, maturato in una gara sporca e complicata, ha confermato un dato nuovo e significativo: pure nelle serate meno brillanti, la squadra ha imparato a non staccare la spina.
Derby senza controcanto
A rendere il contesto ancora più particolare c’è un dettaglio tutt’altro che secondario: il Messina arriverà al Granillo senza il tradizionale “cordone ombelicale” rappresentato dai propri tifosi, a causa del divieto di acquisto dei biglietti per i residenti a Messina.
Niente esodo giallorosso, niente curva ospite colorata, nessun controcanto peloritano a rimbalzare tra gradinate e distinti. Una scelta di ordine pubblico che trasformerà il derby in una sorta di monologo sonoro amaranto, con la Reggina chiamata a sfruttare fino in fondo un contorno che, almeno sulla carta, azzera quasi del tutto la spinta proveniente dalla sponda opposta.




