Diciannove giornate, 38 calciatori impiegati, una squadra che ha cambiato pelle strada facendo. I numeri della Reggina su presenze e minuti giocati fotografano bene l’evoluzione della squadra amaranto in campionato, divisa in due parentesi: le prime 8 giornate con Trocini in panchina, le successive 11 sotto la gestione Torrisi. Ed è proprio lì che si leggono molte delle scelte, e delle svolte, dello scacchiere amaranto.
In cima alla classifica dei minuti c’è Domenico Girasole, praticamente sempre in campo quando disponibile, con 1.554 minuti e 18 presenze complessive di cui 17 da titolare. Un riferimento costante soprattutto nella prima fase. Subito dietro il portiere Antonio Lagonigro, 1.383 minuti, titolare fisso per mesi ma non intoccabile: nella seconda metà del campionato, Alfio Torrisi ha dato spazio per due giornate consecutive a Gianmarco Summa, scelta che ha fatto discutere ma che rientra nel nuovo equilibrio cercato dal tecnico.
Tra i più continui anche Momo Laaribi (1.260 minuti) e Domenico Mungo (1.070 minuti), entrambi utilizzati in modo massiccio tra avvicendamenti e minutaggi importanti, segno di una fiducia trasversale tra i due allenatori. Più frammentata invece la stagione di Di Grazia con 1.097 minuti, tante presenze ma spesso spezzettate, con utilizzi a singhiozzo e cambi frequenti. Anche se nelle ultime giornate sembra rigenerato con un minutaggio più costante.
Capitolo a parte per Rosario Girasole, classe 2006: dopo un avvio condizionato da qualche acciacco fisico, l’under amaranto ha trovato continuità e spazio, soprattutto nel girone di ritorno. I numeri parlano chiaro: 571 minuti, molte gare giocate per intero e una sensazione diffusa, confermata dal campo, di un giovane che però si comporta da over. Nello scacchiere della Reggina è diventato un elemento più che pregiato.
La gestione Torrisi ha inciso anche su altri profili. Lamine Fofana è uno dei simboli della rinascita: arrivato ufficialmente il 21 novembre 2025, ha trovato progressivamente spazio fino a diventare una presenza costante nelle ultime giornate, chiudendo con 413 minuti concentrati nelle ultime partite. Un acquisto che ha inciso, eccome. Imprescindibile presenza a centrocampo.
Capitolo Antonino Ragusa: dopo un discreto avvio, l’attaccante messinese è rimasto fermo dalla 7ª alla 12ª giornata per infortunio, un’assenza pesante che ha inciso sul suo minutaggio complessivo (849 minuti)e sulle rotazioni offensive. Nelle ultime cinque giornate, dalla 15ª alla 19ª, il cambio di passo è però evidente, con un impiego vicino ai 90 minuti a partita. Stagione complicata anche per Antonino Barillà (solo 655 minuti), frenato da problemi fisici continui. Numeri bassi per lui, ma la sensazione è che possa tornare presto a disposizione e dare ancora il suo prezioso contributo.
Restano poi gli oggetti misteriosi. Denis Fomete, 250 minuti totali, apparizioni sporadiche e mai realmente dentro il progetto. Stesso discorso per Federico Zenuni, pochissimi minuti e una rescissione appena arrivata che chiude una parentesi mai davvero iniziata. Anche Antonio Panebianco e Giuseppe Verduci (ex Juve Next Gen) sono volti nuovi, arrivati da poco, inseriti gradualmente e con minutaggi ancora ridotti. Francesco Desiato, invece, ha avuto un impatto iniziale discreto ma sembra già alle prese con nuovi problemi fisici.
Pochi minuti per gli altri under amaranto: per Manuel Macrì (classe 2008) che ha appena firmato un biennale solo 102 minuti e una da titolare alla 14ª giornata, per Antonino Pellicanò classe (2006) 347 minuti e un utilizzo quasi sempre a partita in corso.




