La Reggina torna al centro dell’attenzione federale. Con il Comunicato Ufficiale n. 351/AA del 16 febbraio 2026, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha preso atto della risoluzione dell’accordo ex art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva sottoscritto nei mesi scorsi tra il club amaranto e la Procura Federale.
L’accordo di novembre
Il precedente Comunicato Ufficiale n. 196/AA del 6 novembre 2025 aveva definito il procedimento n. 1300 pf 24-25, che vedeva coinvolti il presidente Virgilio Minniti e la società amaranto.
La contestazione originaria riguardava il mancato versamento, nei termini previsti, della quota di riparto dell’incasso della gara Reggina–Scafatese del 18 maggio 2025 (15.521,13 euro) alla società campana. Attraverso l’istituto dell’accordo ex art. 126, le parti avevano chiuso il procedimento con:
-
45 giorni di inibizione per Minniti;
-
1.500 euro di ammenda per la Reggina.
Il comunicato stabiliva espressamente che l’ammenda dovesse essere versata entro 30 giorni dalla pubblicazione, con la previsione della risoluzione automatica dell’accordo in caso di inadempimento.
Perché l’accordo è stato dichiarato risolto
Secondo quanto riportato nel Comunicato n. 351/AA, la società non ha provveduto al pagamento della sanzione pecuniaria nei termini perentori stabiliti.
È questo l’elemento determinante: non la quota dell’incasso della gara, che risulta essere stata nel frattempo corrisposta alla Scafatese, ma la mancata corresponsione dei 1.500 euro alla FIGC.
In base all’art. 126 del Codice di Giustizia Sportiva, quando un accordo viene raggiunto ma non rispettato, esso decade e il procedimento disciplinare riprende il suo corso ordinario davanti agli organi competenti.
Cosa succede adesso
La risoluzione dell’accordo comporta il venir meno degli effetti pattuiti a novembre. La posizione della Reggina e del suo presidente torna ora nella piena disponibilità della Procura Federale, che potrà proseguire l’azione disciplinare secondo le regole ordinarie.




