Reggina 2-3 Athletic Club Palermo, il commento del match

Photo credit: Valentina Giannettoni

Dopo una settimana nebulosa, segnata più dai casi extracalcistici e dai movimenti di mercato che dagli esiti del campo, la Reggina si presenta al confronto casalingo forte di due nuovi innesti: il giovane portiere classe 2006 Summa e l’esperto esterno offensivo Sartore.

Gli amaranto si dispongono in campo con un 4-2-3-1: Summa tra i pali; Palumbo, D. Girasole, Adejo e Gatto a comporre la linea difensiva; Mungo e Barillà in mediana; Edera, Di Grazia e Porcino alle spalle dell’unica punta Pellicanò.

L’Athletic Palermo risponde con un “albero di Natale” (4-3-2-1): Bitzinis in porta; Rampulla, Crivello, Sanchez e Mazzotta in difesa; Lores Varela, Maurino e Bova a centrocampo; Bonfiglio e Zalazar a sostegno del terminale offensivo Micoli.

La Reggina parte con ardore e, già al primo minuto, il pressing veemente di Pellicanò pare poter generare un’occasione propizia, che tuttavia svanisce nel nulla. Al 23’, un cross calibrato di Barillà dalla corsia mancina trova lo stacco imperioso di Pellicanò, che insacca il suo primo gol in maglia amaranto. Intorno alla mezz’ora, però, arriva il primo contrattempo: Di Grazia, vittima di un infortunio, è costretto a lasciare il campo, sostituito da Correnti. L’Athletic non arretra e, mostrando sprazzi di buon calcio, al 45’ sfrutta l’ennesima palla inattiva che condanna la Reggina, con Mazzotta che firma il gol dell’1-1. La prima frazione si chiude così in equilibrio.

La ripresa si apre con una Reggina nuovamente arrembante: al 53’ Edera si libera al tiro, ma la conclusione viene deviata in calcio d’angolo. È il preludio al nuovo vantaggio: al 61’ esce il capitano Barillà per far posto a Salandria e, tre minuti dopo, Edera scocca una bordata dalla distanza che gonfia la rete e riporta avanti gli amaranto.

Ma, come troppe volte accaduto in questa stagione, la Reggina si assopisce proprio nel momento di massima inerzia favorevole: quattro minuti più tardi, Micoli sigla il pareggio. La squadra amaranto appare frastornata, quasi attonita, e al 71’ Zalazar affonda il colpo del definitivo 2-3. Le sostituzioni ordinate da mister Torrisi non riescono a mutare l’inerzia dell’incontro e, dopo sei lunghissimi minuti di recupero, la Reggina abbandona nuovamente il campo del Granillo con una sconfitta pesante, che grava come un macigno sul morale della piazza. La pazienza dei tifosi sembra ormai esausta, e le parole, svuotate, faticano a seguire la delusione.

È una notte amara per gli amaranto, una di quelle che impongono riflessioni profonde più che proclami. Alla Reggina occorrerà ritrovare identità, coraggio e continuità per riaccendere una fiamma che, oggi, pare crepitare con troppa fragilità. Solo da una rinnovata compattezza potrà sorgere la risalita, perché nessuna squadra smarrita è mai davvero perduta se conserva la volontà di rialzarsi.

«Talvolta è nel buio più fitto che l’animo impara a riconoscere la propria luce.»

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