Reggina 2-0 Ragusa, il commento del match

Photo credit: Valentina Giannettoni
Photo credit: Valentina Giannettoni

È iniziato il tour de force della Reggina: in una sola settimana, la compagine dello Stretto dovrà affrontare tre gare di cruciale importanza — Ragusa, Sambiase (match valevole per la Coppa Italia) e, infine, l’attesissimo derby contro il Messina.

La Reggina si è presentata a questo primo appuntamento con alcune defezioni pesanti: le squalifiche dei due centravanti Montalto e Ferraro, a cui si aggiunge l’infortunio del capitano Barillà. Ferraro potrà tornare a disposizione già dalla prossima gara, mentre per Montalto bisognerà attendere altre due partite. Per quanto riguarda Barillà, si spera in un suo recupero proprio in vista del derby.

Il tecnico Trocini, chiamato a fronteggiare una situazione non semplice, opta per un 4-3-3 così composto: Lagonigro tra i pali; Gatto, Blondett, D. Girasole e Fomete in difesa; Correnti, Mungo e Porcino in mezzo al campo; Ragusa, Pellicanò e Di Grazia a formare il tridente offensivo.

Il Ragusa risponde con un 3-5-2: Bonagura in porta; Prestigiacomo, Callegari e B. Esposito in difesa; D’Amore, Bianco, Memeo, Aronica e Accetta a centrocampo; Sinatra e Capone in attacco.

La partita si apre con una Reggina propositiva e ben disposta in campo. Ma dopo pochi minuti, piove sul bagnato: Ragusa è costretto a uscire per infortunio e viene sostituito da Edera. Ed è proprio quest’ultimo, al 18’, a illuminare la scena: verticalizzazione precisa per Correnti, che serve al centro Di Grazia, dimenticato dalla difesa ospite. Per l’esterno amaranto è un gioco da ragazzi insaccare e portare i suoi sull’1-0.

La manovra della Reggina appare più fluida rispetto alle ultime uscite. Al 26’, un lungo rilancio di Lagonigro pesca Di Grazia, che stoppa e verticalizza per Fomete: il giovane talento entra in area, si libera con eleganza di due avversari e lascia partire un autentico missile che non dà scampo a Bonagura. È il 2-0 al “Granillo” e la squadra dello Stretto sembra in totale controllo della gara.

Prima dell’intervallo, gli amaranto costruiscono altre due ottime occasioni da gol, confermando una prestazione dinamica e convinta. Si va negli spogliatoi sul meritato doppio vantaggio.

Nella ripresa, al 48’, la Reggina sfiora il tris ma fallisce clamorosamente a porta vuota: un episodio che testimonia come manchi ancora un pizzico di cinismo sotto porta. Il Ragusa, tuttavia, non riesce a reagire concretamente, mentre i padroni di casa amministrano con ordine e solidità.

Al 62’, dagli spalti della Curva Sud si leva uno striscione che recita: “Stop al genocidio palestinese, basta guerre!” — un messaggio che, al di là del calcio, richiama la coscienza collettiva a una più ampia riflessione umanitaria.

Il Ragusa tenta una timida reazione nei minuti finali, ma la difesa amaranto tiene bene e il cronometro scorre fino al triplice fischio: la Reggina vince 2-0 e torna a sorridere.

Una prestazione convincente, che lascia intravedere segnali di ripresa. L’auspicio è che questa non sia un’eccezione, ma piuttosto il primo passo verso un percorso più solido e ambizioso. La classifica, al momento, vede la Reggina al decimo posto con 8 punti: un bottino ancora troppo esiguo, ma che può essere arricchito già Domenica, nel derby contro il Messina.

Non c’è tempo per festeggiare: il cammino è ancora lungo e impegnativo, ma con lo spirito giusto, la Reggina può tornare a essere protagonista.

Unica nota stonata di giornata, il silenzio stampa che continua a gravare sull’ambiente amaranto. Un silenzio che pesa, soprattutto dopo una prestazione positiva come quella vista al “Granillo”. I tifosi, sempre presenti e calorosi, meritano risposte, spiegazioni, ma anche condivisione e vicinanza. Il dialogo tra squadra, società e piazza è parte fondamentale del percorso sportivo: ci si augura, dunque, che questo muro possa cadere presto, restituendo voce e umanità a un progetto che ha bisogno di unità e trasparenza per rinascere davvero.

 

Come scriveva Albert Camus, grande amante del calcio prima ancora che della filosofia:
“Nel bel mezzo dell’inverno, ho infine imparato che vi era in me un’invincibile estate.”

Ed è proprio da qui che bisogna ripartire.

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