Reggina 1-0 Nissa, il commento del match

Siamo giunti, finalmente, all’atteso esordio al Granillo della Reggina. Una prima tra le mura amiche carica di tensione per gli amaranto, ben consapevoli che ulteriori passi falsi non sarebbero accolti con indulgenza dalla piazza, alla luce delle due deludenti prestazioni precedenti: il pareggio contro la Vibonese (1-1), nei tempi regolamentari e la sconfitta rimediata a Favara (2-1), all’esordio stagionale.

La formazione proposta da mister Trocini risulta atipica, più per la scelta degli interpreti che per il modulo: un 4-3-3 con Lagonigro tra i pali; Palumbo, Blondett, D. Girasole e Gatto in difesa; Correnti, Laaribi e Barillà in mediana; Ragusa, Di Grazia e Ferraro a comporre il tridente offensivo. La Nissa, dal canto suo, risponde con un 4-2-3-1: Creuso; Rapisarda, Bruno, Silvestri, Megna; Palermo, Cittadino; De Felice, Ciprio, Kragl; Diaz.

La gara prende avvio con una Reggina rigenerata: le farraginose uscite dal basso viste a Favara sembrano ormai un ricordo sbiadito. Gli amaranto appaiono determinati, reattivi, lottano su ogni pallone, in particolare sulle seconde palle. Al 10’ minuto, dopo un’azione ben orchestrata, Ragusa viene fermato da Rapisarda, il quale – complice un’incomprensione con un compagno sopraggiunto – perde il controllo della situazione. Ragusa ne approfitta, crossando rasoterra per Ferraro, che calcia a colpo sicuro. Megna tenta un salvataggio disperato sulla linea, ma invano: Reggina in vantaggio 1-0. Il boato del “Granillo” somiglia più a un sospiro di sollievo che a un’esultanza, quasi a voler esorcizzare le paure alimentate dalle prime due uscite stagionali.

La squadra di Trocini approccia con piglio deciso, mostrando una manovra più fluida e vivace. I cambi di gioco frequenti entusiasmano il pubblico, e l’ampiezza del campo consente agli amaranto di esprimere al meglio la qualità dei singoli.

La Nissa reagisce con un contropiede ben congegnato, che porta De Felice a tu per tu con Lagonigro: il tiro dell’attaccante sfiora il palo, facendo trattenere il fiato ai presenti. Sul finire del primo tempo è invece la Reggina a sfiorare il raddoppio: Ferraro svetta su tutti in area e colpisce a botta sicura. Creuso si avvita in un salvataggio rocambolesco; il pallone sembrerebbe varcare la linea di porta, ma l’arbitro lascia proseguire. L’urlo del centravanti e del “Granillo” resta strozzato in gola.

Termina così una prima frazione più che discreta per gli amaranto, che lascia intravedere spiragli incoraggianti.

La ripresa si apre con una Nissa più intraprendente, intenzionata a riequilibrare le sorti dell’incontro. Tuttavia, i siciliani vengono ben contenuti dalla compagine dello Stretto, che – a differenza di quanto accaduto a Favara – riesce a mantenere i reparti compatti, anche grazie ai cambi oculati operati da mister Trocini.

Il secondo tempo scorre senza particolari sussulti, ma con la Reggina finalmente capace di portare a casa la prima, sofferta vittoria stagionale. Un successo che, si spera, possa stemperare le polemiche divampate durante la settimana.

Resta, tuttavia, una nota statistica poco rassicurante: si tratta del secondo episodio controverso, dopo quello di Favara, in cui la terna arbitrale sembra aver penalizzato gli amaranto. Il “gol fantasma” di Ferraro, pur non influendo sull’esito della gara, alimenta inevitabili interrogativi.

Il gioco espresso non è ancora brillante, ma si percepisce un evidente cambio di passo rispetto alle prime uscite. Da questo nuovo spirito combattivo la Reggina dovrà ripartire, consapevole che solo nel fuoco delle difficoltà si forgia l’identità di una squadra.

“Solo nei momenti di crisi si costruisce davvero il nuovo.”
Naomi Klein

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