
La Vibonese, tramite un comunicato ufficiale, ha preso posizione riguardo le dichiarazioni rilasciate nell’intervista post partita di ieri da parte del tesserato amaranto Francesco De Felice, autore del gol del 2-0.
Nel comunicato si legge come la Vibonese reputi gravi le affermazioni del giocatore della Reggina e reputi non corretti gli atteggiamenti da parte della società amaranto che avrebbe cavalcato quest’onda. Verso la fine del comunicato la società di Vibo afferma di poter procedere per vie legali e di segnalare l’accaduto agli enti preposti per tutelare l’immagine della squadra, della città e quella del “calcio pulito.”.
Di seguito il comunicato della Vibonese:
La U.S. Vibonese Calcio ritiene doveroso rispondere alle dichiarazioni del calciatore della Reggina 1914, Francesco De Felice, rilasciate a margine dell’incontro, valevole per la semifinale playoff, disputata domenica 11 maggio 2025 presso lo stadio “Granillo”.
Le affermazioni “a nome di tutta la squadra” secondo cui la nostra società “si sarebbe consegnata al Siracusa” costituiscono gravi accuse, potenzialmente diffamatorie e prive di fondamento, che offendono l’integrità del nostro club, dei nostri atleti, del nostro staff tecnico e, più in generale, di tutta la Lega Nazionale Dilettanti e dei Club che la compongono e, non per ultimo, dei principi di lealtà e sportività che hanno sempre contraddistinto il nostro agire, sospinto dai valori della Città di Vibo Valentia.
Preme sottolineare alcuni dati di fatto che evidentemente sfuggono all’interessato e ai dirigenti amaranto che hanno supportato queste accuse ingiuste e gratuite, provando a trasformare la Vibonese in capo espiatorio dei propri fallimenti: il Siracusa ha conquistato la promozione non sulla base del risultato maturato nella partita contro la Vibonese – che invitiamo il Sig. De Felice a riguardare attentamente – bensì grazie alla netta superiorità dimostrata negli scontri diretti contro la Reggina.
Per quanto concerne l’accusa di aver “fatto la guerra” al Granillo, invece, ricordiamo che il calcio è uno sport agonistico in cui ogni squadra scende in campo con l’obiettivo di ottenere il miglior risultato possibile. Il match playoff rappresentava l’opportunità di accedere alla finale, con la Vibonese legittimamente determinata a cogliere tale occasione, anche in vista di un’eventuale richiesta di ripescaggio del nostro Presidente in caso di successo.
Che questa normalissima dimensione competitiva abbia generato perplessità rivela una preoccupante incomprensione dei valori fondamentali dello sport. Perplessità altresì abbondantemente travalicate finanche dai massimi dirigenti della Reggina i quali, nel corso della gara sugli spalti, e dell’intervallo e a fine gara, in presenza del commissario di campo nei locali antistanti gli spogliatoi dello stadio, hanno tenuto atteggiamenti intollerabili.
Comportamento inqualificabile, inaccettabile, che ha trovato, appunto, nelle parole del Sig. De Felice proferite nel corso della conferenza stampa post-gara e riportate sia sui mezzi di comunicazione ufficiali della Società (video pubblicato e poi cancellato) e nelle cronache delle testate giornalistiche locali, la massima espressione di una mancanza di professionalità e serietà che stride clamorosamente con la gloriosa storia che la piazza di Reggio Calabria e la Reggina hanno scritto nel calcio italiano.
In virtù di tutto ciò, in attesa di doverose scuse pubbliche da parte dell’interessato e della società Reggina 1914, l’U.S. Vibonese Calcio si riserva di valutare opportune azioni legali e di segnalare quanto accaduto agli enti preposti al fine di tutelare la propria immagine, della Città di Vibo Valentia e quella del calcio pulito.
La Società U.S. Vibonese Calcio




