Continua a tenere banco la trattativa tra Matt Rizzetta e la Reggina. Secondo quanto raccolto dalla nostra redazione, il preliminare di vendita dovrebbe essere firmato entro la giornata di venerdì. Nel frattempo, abbiamo voluto fare chiarezza sulla figura dell’imprenditore italo-americano, intervistando Federico Simeone, giornalista campobassano, che ai nostri microfoni ha delineato il profilo di Matt Rizzetta.
Di seguito le sue dichiarazioni in merito:
Quando Rizzetta è arrivato in città, quali sono state le percezioni dei tifosi? “Quando Rizzetta è arrivato a Campobasso, la piazza già lo conosceva, perché nella precedente società aveva detenuto circa il 15% delle quote. Successivamente, con il fallimento del club, ha ripreso la società, assumendo il ruolo di presidente. Il suo nome era quindi già noto ai tifosi, che si aspettavano una ripartenza graduale, fatta di piccoli passi e senza eccessi”.
Continua Simeone: “La fortuna, poi, ha voluto che il percorso sportivo fosse anche superiore alle attese: dall’Eccellenza è arrivata una cavalcata importante, con una promozione dopo l’altra fino alla Serie C, senza particolari ostacoli. Ad oggi il club ha già disputato due stagioni nella categoria. Grazie al suo lavoro, il club è riuscito a tornare in Serie C dopo circa quattro anni, mantenendo sempre una linea basata su concretezza, equilibrio e serietà, principi che stanno caratterizzando anche il percorso legato alla possibile acquisizione della Reggina. Sull’operazione riguardante il club amaranto, infatti, Rizzetta ha più volte rassicurato sull’interesse concreto e sulla volontà di portare avanti il progetto. Una programmazione costante, che rappresenta da sempre la base del suo metodo di lavoro e di quello dei soci”.
Come viene giudicato il suo operato? “Sul piano sportivo, il giudizio complessivo è molto positivo: il Campobasso ha chiuso la stagione al quarto posto, un risultato che forse nemmeno internamente era stato pienamente previsto, anche se l’obiettivo dichiarato erano i playoff. La posizione finale ha comunque rappresentato una piacevole sorpresa. In precedenza, nella stagione d’esordio in Serie C, il percorso era stato più complicato, anche a causa di un cambio di allenatore e di una gestione più tribolata; quest’anno, invece, la squadra ha trovato maggiore continuità, con una stagione decisamente più lineare e positiva”.
Il progetto Campobasso viene spesso citato come esempio positivo: quanto è stato frutto di programmazione e quanto di contesto favorevole? “La programmazione resta il punto centrale del progetto Rizzetta e dei suoi soci: ogni scelta viene pianificata in anticipo, su base breve, media o lunga, evitando spese eccessive o decisioni improvvisate. Anche l’attuale fase di attesa legata alla Reggina viene letta in quest’ottica, come parte di un processo strutturato e non affrettato”.
Qual’è stata la stagione più importante della gestione Rizzetta? “Tra i momenti più significativi del percorso al Campobasso indico la promozione dall’Eccellenza alla Serie D, arrivata al termine di un campionato deciso anche da un episodio rimasto nella memoria dei tifosi, con una rimonta nei minuti conclusivi che ha poi dato il via alla scalata successiva”.
Che tipo di proprietà è stata percepita a Campobasso? Presente, distante o molto legata alla comunicazione? “Sul rapporto con la piazza, non ci sono stati episodi rilevanti di contestazione, ma piuttosto fisiologiche perplessità legate a singole scelte tecniche. Si parla comunque di decisioni discutibili, ma nessuna rottura con l’ambiente. La proprietà è molto vicina alla squadra e al territorio, attenta al rapporto con i tifosi e impegnata anche in iniziative di radicamento, come le attività nei piccoli comuni del Molise per allargare la base di sostenitori e rafforzare il legame con il territorio. Un approccio che ha prodotto risultati concreti anche in termini di partecipazione e senso di appartenenza. L’attuale attenzione mediatica sulla possibile acquisizione della Reggina ha inevitabilmente generato qualche interrogativo tra i tifosi del Campobasso, ma l’impegno sul club rimane saldo”.
Il modello Campobasso è replicabile a Reggio Calabria? “Sì, soprattutto in presenza di una collaborazione efficace con le istituzioni locali. Il riferimento è anche alla possibile riqualificazione degli impianti sportivi, tema discusso a Campobasso ma che potrebbe interessare anche Reggio Calabria”.
Infine, come può essere descritto Rizzetta? “Può essere inteso come una figura pragmatica, programmatica e priva di promesse irrealistiche: nessuna illusione, ma pianificazione costante e obiettivi concreti. Anche alcune apparenti contraddizioni comunicative vengono interpretate come scelte dettate dalla necessità di tutelare trattative ancora in corso, senza particolari criticità o tensioni sostanziali”.
Studente di Giurisprudenza e appassionato di giornalismo sportivo, coltiva un forte interesse per l'informazione, la comunicazione, l'attualità calcistica e gli aspetti giuridici. Segue con particolare attenzione la Reggina e il calcio calabrese, senza trascurare i principali eventi del panorama calcistico italiano e internazionale. Si dedica alla scrittura e all'approfondimento di contenuti riguardanti sport, media e analisi dell'informazione, con un approccio fondato su accuratezza, chiarezza e affidabilità delle fonti.




