D. Girasole “Abbiamo mostrato carattere, ora serve più concretezza. Giocare con mio fratello Rosario una grande emozione”

Photo credit: Valentina Giannettoni

Intervenuto ai microfoni di Antenna Febea, Domenico Girasole ha commentato la stagione della squadra, soffermandosi sulle prestazioni recenti, sull’atteggiamento del gruppo e sulle prospettive future.

Queste le sue dichiarazioni:

“Credo che la differenza principale rispetto ad inizio stagione sia nell’atteggiamento: oggi approcciamo le partite in modo diverso. Quando non si prende gol è merito di tutti, perché si attacca e ci si difende in undici. È vero che all’inizio abbiamo pagato alcuni errori dei singoli e diversi episodi sulle palle inattive, anche perché l’anno scorso avevamo qualche centimetro in più, ma non possiamo attaccarci a questo. Marcavamo a zona la scorsa stagione e anche in questi primi mesi, il gol lo prendevamo comunque: è stata una costante di inizio stagione, ma stiamo migliorando.

Non abbiamo mai pensato di avere il campionato in tasca, ma sapevamo di essere una squadra forte. La classifica non rispecchia il valore del gruppo: ci sono giocatori importanti e dobbiamo dimostrarlo sul campo, settimana dopo settimana. Nove punti dalla vetta sono tanti, ma non sono impossibili da recuperare. I campionati non finiscono a dicembre: bisogna ragionare partita per partita, senza guardare troppo lontano.

A volte, dopo aver segnato, tendiamo a gestire più che a chiudere le gare, magari per la situazione di classifica che ci pesa inconsciamente. Però stiamo lavorando per cambiare mentalità e indirizzare le partite da subito, evitando finali con il fiato sul collo. Anche nella gestione della palla dobbiamo essere più sereni, perché abbiamo qualità per uscire puliti e non giocare sempre in modo istintivo.

Non sottovaluteremo la prossima partita: il Milazzo sta facendo bene e lo dimostra la classifica. Conosciamo il valore di alcuni loro giocatori tra cui Dall’Oglio e Curiale e dovremo stare molto attenti.

Il gol su punizione dell’ultima gara era una giocata preparata: sapevamo che la linea del Paternò scappava in anticipo e abbiamo lavorato in settimana proprio per sfruttare quella situazione. Sono contento che il lavoro abbia dato i suoi frutti.

Giocare accanto a mio fratello Rosario è una grande emozione: conosciamo pregi e difetti l’uno dell’altro e questo aiuta tantissimo. Quando ha segnato sono stato il primo ad abbracciarlo, anche per tutto ciò che ha passato nell’ultimo anno. Per quanto riguarda le critiche legate alla mia famiglia, non ci ho mai fatto caso: so chi sono, so quanto valgo e conosco i valori della mia famiglia. Ho scelto di scendere di categoria per un motivo di cuore e non me ne pento. Sono felice di essere qui e di giocare per questa maglia.

Giornalista pubblicista, conduttore radiofonico di Antenna Febea e studente di Scienze della Comunicazione. Si occupa di giornalismo sportivo, approfondimento calcistico e comunicazione digitale, realizzando contenuti editoriali orientati ad accuratezza delle informazioni, verifica delle fonti, analisi critica e divulgazione chiara e accessibile. Ha maturato esperienza nella conduzione radiofonica, nella produzione di contenuti sportivi e nella gestione della comunicazione online.

Condividi

Cerca nel sito