
Nel corso della trasmissione “Mezzogiorno Amaranto”, in onda su Radio Touring 104, è intervenuto Peppe Spalla, noto lanciacori della Curva Sud e figura simbolo del tifo organizzato della Reggina.
Queste le sue dichiarazioni:
Si parla di Ballarino, di fallimenti e di altre questioni, ma io dico che il primo fallimento parte da Reggio Calabria. Quando a Roma ci hanno dichiarati falliti, la città doveva mobilitarsi. Eravamo solo tre pullman, dovevano essere cento.
Una volta recuperato il marchio, si è discusso di Brunetti, di Ballarino… sempre degli altri, mai di noi stessi. La risposta della città doveva essere 10.000 abbonati a prescindere dalla proprietà, per dimostrare cosa rappresenta Reggio Calabria e chi siamo. Invece, siamo sempre stati in pochi a combattere, mentre molti altri si limitano ai social. Noi siamo sempre stati presenti, in qualsiasi campo, ma alla fine gli innamorati della Reggina sono sempre gli stessi.
Come può un imprenditore pensare di acquistare questa società di calcio, chiunque esso sia, con questi numeri sugli spalti? Reggio Calabria era una piazza da 15.000-20.000 tifosi, ma da anni il nucleo stabile non supera i 2.000-3.000 spettatori. Non abbiamo mai riempito il Granillo, quindi cosa pretendiamo? Non importa quale sia la proprietà. Noi ultras possiamo aver sbagliato diverse volte, ma ci abbiamo sempre messo la faccia e lo abbiamo fatto con le nostre risorse, senza nasconderci dietro i social.
Oggi non ha fallito la Reggina, ma la città. Dopo la sconfitta con il Siracusa, abbiamo chiamato i giocatori sotto la curva, spronandoli a continuare la battaglia. Da quel momento, non hanno più smesso di vincere. Cosa vogliamo di più da questi ragazzi? Si vive di critiche, si invita questa società ad andarsene… ma chi vuole la Reggina con soli 2.000 abbonati?



