Intervenuto ai microfoni di Antenna Febea, Ciccio Cozza ha commentato senza filtri la sua recente esperienza sulla panchina dell’Acireale, conclusa con l’esonero:
“La sconfitta di Vibo non ha inciso sulla decisione. Non era il momento giusto per me, nonostante si tratti di una piazza eccezionale, tra le migliori in Serie D. Ho scelto Acireale proprio per il valore della piazza, ma ho trovato grandi difficoltà fin dall’inizio: non mi è stata concessa una conferenza stampa, una presentazione.
I problemi principali riguardano l’organizzazione interna: alcune figure societarie intervengono in ambiti che non competono loro, anche sulle scelte tecniche. Dopo il pareggio con il CastrumFavara avevo già deciso di andare via, poi il presidente mi ha convinto a restare.
C’è un malessere generale: ognuno dovrebbe fare il proprio lavoro. Il presidente è una brava persona, ma viene influenzato dal contorno. Non ho potuto lavorare con serenità.
Nell’ultima gara abbiamo avuto tante assenze per un virus intestinale, mancavano giocatori importanti. È stata una sconfitta da polli. Quando sono arrivato la squadra era penultima, siamo riusciti a recuperare, ma la salvezza diretta è sfumata con le sconfitte di Paternò e Sambiase.
Forse hanno scelto l’allenatore sbagliato, perché non sono uno che si fa condizionare. Anche sulla scelta di schierare il figlio del presidente: è stata una decisione mia. Dall’esterno può sembrare tutto tranquillo, ma non poter comunicare con la piazza è un limite importante”.




