L’avvocato Alessandro Nostro, esperto di diritto sportivo, è intervenuto martedì sera ai microfoni della nostra trasmissione “AmaranTalk” dove ha analizzato il caso Messina e le possibili conseguenze. Le sue dichiarazioni:
«Il caso Messina rischia di spostare gli equilibri della classifica, coinvolgendo la parte bassa e la parte alta della classifica. Il motivo è semplice: stanno emergendo situazioni legate a tesseramenti sottoscritti da un dirigente inibito. Nel diritto civile non ci sarebbero problemi, ma nel diritto sportivo un soggetto inibito non può svolgere attività federale, quindi non può rappresentare il club, ad esempio firmando contratti».
Continua l’avvocato:
«Il risultato è che un contratto firmato da un soggetto inibito è nullo, un tanquam non esset: è come se non esistesse. Nel diritto sportivo un soggetto inibito è un fantasma, e un fantasma non può firmare. Questo significa che tutti gli atti e i contratti sono nulli. Se il Messina ha contrattualizzato 26 tesserati, come si dice, si determinerebbe una lesione dei principi di lealtà e correttezza, perché sono andati in campo giocatori di fatto non tesserati per molte partite».
L’avvocato richiama anche i precedenti disciplinari:
«Sappiamo che il Messina ha già avuto sanzioni, con una penalizzazione di 4 punti nella stagione 2024/25 e un’altra di 14 punti che stanno scontando attualmente. Se fosse accertata una nuova violazione, entrerebbe in gioco il principio di recidiva: una nuova infrazione comporterebbe una sanzione più grave».
Sulla questione del cambio societario, Nostro chiarisce:
«Nel diritto civile può esserci una sorta di “pulizia” fallimentare, ma nel diritto sportivo si acquisisce il titolo sportivo con tutti gli aspetti, sia positivi che negativi. Non si possono prendere i meriti e lasciare i debiti. Il tribunale non è una lavatrice: acquistare all’asta non cancella le irregolarità sportive. Se si acquisisce il titolo, si acquisisce anche il passato».
Secondo l’avvocato, le conseguenze potrebbero essere pesanti:
«Se fosse tutto confermato, il Messina potrebbe aver giocato l’intero campionato con calciatori non contrattualizzati. Le sanzioni possibili, secondo l’articolo 8 del Codice di Giustizia Sportiva, vanno dalla penalizzazione alla retrocessione, fino all’esclusione o alla radiazione. A mio avviso, considerando la recidiva, la sanzione più probabile sarebbe l’esclusione. In quel caso, tutte le partite del Messina non verrebbero conteggiate, con uno stravolgimento totale della classifica».
Nostro sottolinea anche il principio di afflittività:
«La sanzione deve essere effettiva. Se il Messina fosse già retrocesso sul campo, una semplice retrocessione non avrebbe valore. Per questo l’esclusione sarebbe l’unica misura realmente afflittiva».
Gli chiediamo se, oltre alla questione dei tesseramenti irregolari, esista la possibilità che emergano ulteriori atti irregolari:
«A seguito degli esposti di Acireale e Sancataldese verranno controllati tutti gli atti: dai tesseramenti all’iscrizione al campionato. Potrebbe emergere una vera e propria bomba per il campionato di Serie D. Se fossi il legale delle società coinvolte, chiederei il congelamento della classifica di playoff e playout. Le indagini potrebbero anche portare a bloccare il campionato».
Sulle possibilità che avvenga uno scenario simile:
«Non dico che accadrà con certezza, ma è una possibilità concreta. E, sulla base degli elementi attuali, io non dormirei sonni tranquilli fossi nei tifosi peloritani».
Giornalista pubblicista, conduttore radiofonico di Antenna Febea e studente di Scienze della Comunicazione. Si occupa di giornalismo sportivo, approfondimento calcistico e comunicazione digitale, realizzando contenuti editoriali orientati ad accuratezza delle informazioni, verifica delle fonti, analisi critica e divulgazione chiara e accessibile. Ha maturato esperienza nella conduzione radiofonica, nella produzione di contenuti sportivi e nella gestione della comunicazione online.




