Il 12 maggio si terrà finalmente l’udienza che entrerà nel merito del caso Messina, sollevato da Reggina, Sancataldese e Acireale prima attraverso una serie di esposti e successivamente con il ricorso presentato al TFN dagli amaranto, che verrà discusso proprio la prossima settimana.
Nei nostri interventi, sia tramite gli articoli pubblicati che nel corso delle nostre trasmissioni, abbiamo più volte spiegato come l’ACR Messina 1900 SSD a r.l. rappresenti la naturale prosecuzione dell’ACR Messina S.r.l., non soltanto sotto il profilo dei “meriti”, ma anche per quanto riguarda i “demeriti”.
A confermarlo è un passaggio contenuto nell’atto notarile relativo alla cessione del ramo sportivo della vecchia società alla nuova, nel quale si legge chiaramente:
“…l’acquirente ne accetta ogni conseguenza e che attualmente l’ACR Messina ha una penalizzazione da scontare nel campionato in corso di meno 14 (quattordici) punti e che vi è il rischio di ulteriori penalizzazioni e/o sanzioni che potrebbero essere inflitte in relazione a fatti, comportamenti o violazioni regolamentari antecedenti alla cessione, di cui si farà eventualmente carico in via esclusiva esonerando la Curatela da ogni responsabilità, comunque con riserva di insinuarsi al passivo per gli eventuali importi versati per le sanzioni applicate”. Un elemento che, di fatto, evidenzia l’assunzione di responsabilità anche rispetto a eventuali conseguenze derivanti dalla gestione precedente.
Nelle ultime settimane è stato inoltre più volte richiamato il comunicato FIGC 111/A, spesso interpretato esclusivamente nella parte relativa alla nuova matricola federale della società. Tuttavia, una delle deliberazioni contenute nello stesso documento afferma espressamente:
“…di trasferire alla società A.C.R. Messina 1900 SSD a r.l. il titolo sportivo ed il parco tesserati della A.C.R. Messina S.r.l., così come risultante agli atti, mantenendo in capo alla prima i diritti derivanti dalla anzianità di affiliazione della società in liquidazione giudiziale”. Un passaggio che non appare configurare alcuna “sanatoria”, bensì un semplice trasferimento del titolo sportivo con continuità riconosciuta sotto diversi aspetti.
Ulteriore conferma di quanto scriviamo arriva dalla decisione numero 113 del TFN dell’8 gennaio 2026, relativa a un deferimento nei confronti del vecchio ACR Messina S.r.l. e dell’ex presidente Pietro Sciotto per il mancato rispetto di alcuni impegni legati all’iscrizione delle formazioni giovanili, sia femminili che maschili, ai fini del rilascio della Licenza Nazionale per la stagione 2024/25.
Nel provvedimento, infatti, il TFN definisce l’ACR Messina 1900 SSD a r.l. come “avente causa” dell’ACR Messina S.r.l., riconoscendo dunque una continuità anche sul piano delle responsabilità sportive. Non solo: la nuova gestione rappresentata da Justin Davis ha persino presentato una proposta di accordo ex art. 127 CGS per chiudere la vicenda davanti al Tribunale federale, accettando il pagamento di una sanzione pari a 6.667 euro.
Alla luce di questi elementi, viene naturale chiedersi per quale motivo il medesimo principio di responsabilità non dovrebbe essere applicato anche nella circostanza contestata da Reggina, Sancataldese e Acireale, considerato che la nuova società peloritana ha già accettato di farsi carico di sanzioni riferite alla gestione passata senza sollevare particolari eccezioni.
Giornalista pubblicista, conduttore radiofonico di Antenna Febea e studente di Scienze della Comunicazione. Si occupa di giornalismo sportivo, approfondimento calcistico e comunicazione digitale, realizzando contenuti editoriali orientati ad accuratezza delle informazioni, verifica delle fonti, analisi critica e divulgazione chiara e accessibile. Ha maturato esperienza nella conduzione radiofonica, nella produzione di contenuti sportivi e nella gestione della comunicazione online.




