Consultando l’atto notarile del 9 dicembre 2025, relativo all’acquisizione da parte del Racing City Group del ramo d’azienda sportivo del vecchio “ACR Messina Srl”, emerge una possibile criticità contenuta nell’Allegato B del rogito.
Nel documento è presente uno screenshot dell’organigramma estratto dal portale federale telematico, dal quale risulta che, alla data dell’atto, i soggetti formalmente delegati alla firma erano il presidente Stefano Alaimo, il segretario generale Giuseppe Bellantoni, il liquidatore giudiziale Maria Di Renzo e il direttore generale Giuseppe Peditto (che lasciò il Messina molto tempo prima di questo atto) .
Tuttavia, dallo stesso screenshot si evidenzia un elemento potenzialmente rilevante: sempre alla data della scrittura notarile, l’unica firma elettronica abilitata per l’operatività nel sistema era quella dell’ex presidente Alaimo il quale risulta destinatario di provvedimenti di inibizione datati 29 maggio 2025 e 14 luglio 2025. Gli altri soggetti indicati, invece, nella sezione “stato firma elettronica” risultano contrassegnati come “non abilitata”. Ne consegue che anche figure apicali come il direttore generale o il segretario, in assenza dello stato “abilitata”, non risultano autorizzati a perfezionare le pratiche amministrative e gestionali all’interno del sistema.
In esclusiva il documento estratto dall’atto pubblico del 9 dicembre 2025:

Viene a questo punto spontaneo porsi delle domande (qualora tutte le informazioni in nostro possesso venissero confermate anche dalla Procura Federale): data l’inibizione complessiva di 12 mesi per l’ex presidente Alaimo, come avrebbe fatto il Messina a perfezionare l’iscrizione al campionato di Serie D a luglio 2025? E ancora: in che modo è stato possibile tesserare i giocatori fino al 9 dicembre 2025? Siamo certi che a queste domande la giustizia sportiva troverà delle risposte.




