Akragas, il presidente consegna la squadra al sindaco e si dimette. Possibile ritiro dal campionato?

Il presidente dell’Akragas, Giuseppe Deni, ha annunciato con un comunicato ufficiale la sua decisione di lasciare la guida della società biancoazzurra. La notizia arriva poche ore dopo la sconfitta casalinga per 0-2 contro l’Igea Virtus e il conseguente silenzio stampa indetto dalla società. Deni ha affidato il destino dell’Akragas al sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè. Ora sarà compito dell’amministrazione comunale cercare nuovi imprenditori disposti a rilevare il club e a garantire la prosecuzione della stagione. Tuttavia, l’impresa appare complessa, considerati i problemi economici e organizzativi che affliggono la società.

Il rischio ritiro
Se non si troverà una soluzione in tempi brevi, l’Akragas potrebbe essere costretta a ritirarsi dal campionato di Serie D. Una prospettiva che rappresenterebbe un duro colpo per la città, già impegnata nei preparativi per il ruolo di Capitale Italiana della Cultura 2025, evento che sta assorbendo gran parte delle risorse e delle attenzioni locali.

Il futuro del club
Le ipotesi sul tavolo sono due: trovare un traghettatore che consenta alla squadra di concludere la stagione o affrontare un fallimento societario che comporterebbe il ripartire dal campionato di Eccellenza. Qualunque sia l’esito, il futuro dell’Akragas appare oggi più incerto che mai.

Questo il comunicato ufficiale:

Ogni percorso ha una fine, e oggi è il giorno dei saluti.

Nel 2021, con entusiasmo e amore per la mia città, ho deciso di acquisire l’Akragas, consapevole delle sfide che mi attendevano. Sin dal primo anno ho cercato di dare solidità alla squadra, raggiungendo con l’allenatore Nicola Terranova la finale playoff, purtroppo persa contro il Martina Franca. La stagione successiva, sempre con mister Terranova, abbiamo conquistato la promozione in Serie D, un traguardo importante per il club e per la città.

Il primo anno in Serie D, con l’allenatore Marco Coppa, è stato un campionato di assestamento, chiuso con la salvezza ottenuta in anticipo. Parallelamente, ho combattuto per ottenere dalla politica locale la concessione dello stadio, fondamentale per garantire alla società una sostenibilità economica. Purtroppo, però, le istituzioni sono rimaste sorde ai nostri appelli.

Da sognatore quale sono, ho deciso di tentare ancora, investendo maggiori risorse per rafforzare la rosa, convinto che nell’anno di Agrigento Capitale della Cultura ci sarebbe stato un minimo di attenzione in più verso l’Akragas e il suo valore sociale, specie per i giovani. Purtroppo, tra una serie di eventi sfortunati e una stagione sportiva al di sotto delle aspettative, abbiamo raggiunto il punto più critico del nostro percorso.

Ho fatto sacrifici personali ed economici per tenere in piedi il progetto, chiedendo sostegno a imprenditori, istituzioni e tifosi. Il risultato, però, è stato amaro: oltre all’indifferenza, ho dovuto affrontare anche minacce morali e fisiche da una frangia isolata della tifoseria, che mi ha accusato di averli definiti “ubriaconi”. Un’accusa ingiusta e strumentalizzata contro di me, poiché il termine era rivolto esclusivamente a due o tre persone che, a mio avviso, agivano da detrattori, e non certo ai tifosi che sostengono la squadra con passione, anche in trasferta.

Lascio con il rammarico di aver dato tutto senza ricevere in cambio nemmeno il rispetto per il mio impegno. L’Akragas resterà sempre nel mio cuore, ma la mia esperienza si chiude qui. Come ultimo atto, ho dato mandato all’amministratore unico Graziano Strano di consegnare ufficialmente la squadra al sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè.

Giuseppe Deni

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